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Nuove rotte e nuove regole per gli scambi internazionali: da Genova il Sistema Italia rilancia la sfida dei mercati globali
Lunedì 15 Giugno 2026

Nuove rotte e nuove regole per gli scambi internazionali: da Genova il Sistema Italia rilancia la sfida dei mercati globali

In un contesto internazionale attraversato da tensioni geopolitiche, nuove barriere commerciali e crescente frammentazione degli scambi, il messaggio che arriva dalla 35ª Convention mondiale di Assocamerestero è chiaro: servono più coordinamento, una presenza stabile sui mercati e una strategia condivisa per accompagnare le imprese italiane nella complessità del commercio globale.

È questo il filo conduttore del convegno "Nuove rotte e nuove regole per gli scambi internazionali", svoltosi questa mattina nella Sala delle Grida di Palazzo della Borsa a Genova, nell'ambito della Convention mondiale di Assocamerestero, organizzata con la Camera di Commercio di Genova e in collaborazione con Unioncamere e il supporto della Camera di Commercio Riviere di Liguria Imperia La Spezia Savona, Liguria International e Bper Banca.

L'incontro ha riunito rappresentanti istituzionali, esponenti del sistema camerale, esperti di commercio internazionale e protagonisti della rete delle Camere di Commercio Italiane all'Estero per riflettere sulle prospettive del Made in Italy in una fase di profonda trasformazione degli equilibri economici mondiali.

Ad aprire i lavori, moderati dalla giornalista Mediaset Gaia Padovan, sono stati gli indirizzi di benvenuto del Presidente della Camera di Commercio di Genova, Luigi Attanasio, seguiti dai saluti istituzionali di Enrico Lupi, Presidente della Camera di Commercio Riviere di Liguria, dell'On. Nicola Carè, Presidente dell'Intergruppo parlamentare per la valorizzazione delle Camere di Commercio Italiane all'Estero, della Sindaca di Genova Silvia Salis, del Presidente della Regione Liguria Marco Bucci e di Mons. Marco Tasca, Arcivescovo Metropolita di Genova.

Nel corso degli interventi istituzionali è emersa anche la vocazione internazionale di Genova e della Liguria.

Il Presidente della Regione Liguria Marco Bucci ha richiamato il valore strategico delle infrastrutture materiali e digitali, dalla nuova diga foranea al Terzo Valico, fino ai cavi sottomarini che fanno di Genova una porta d'ingresso dei dati in Europa.

La Sindaca Silvia Salis ha sottolineato l'impegno della città nel favorire investimenti e nuove opportunità di sviluppo, anche attraverso strumenti dedicati come la Genoa Business Unit, mentre il Presidente della Camera di Commercio di Genova Luigi Attanasio ha ricordato il legame storico tra Genova e la grande emigrazione italiana, evidenziando come oggi le Camere di Commercio Italiane all'Estero rappresentino la naturale evoluzione di quel patrimonio di relazioni costruito nel mondo.

Attraverso un videomessaggio è intervenuto anche il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che ha definito le 86 Camere di Commercio Italiane all'Estero "una infrastruttura strategica e insostituibile" per il sistema produttivo nazionale.

"Oggi la geopolitica ridefinisce rotte e priorità in un quadro turbolento, in cui dominano incertezza, conflitti e guerre commerciali", ha sottolineato il Ministro, evidenziando come una progressiva riduzione delle tensioni internazionali possa tradursi in maggiore competitività per le imprese, minori costi produttivi e nuove opportunità di crescita. Urso ha inoltre ribadito l'importanza degli accordi di libero scambio con aree strategiche come Mercosur, Australia, Indonesia, Messico, Emirati Arabi Uniti e Consiglio di Cooperazione del Golfo per rafforzare ulteriormente la presenza del Made in Italy nel mondo.

L'apertura dei lavori del Presidente di Assocamerestero, Mario Pozza, ha posto l'accento sulle esigenze concrete delle imprese italiane.

"Le imprese italiane stanno dimostrando una grande capacità di tenuta, ma oggi il mondo è molto più complesso di qualche anno fa. Le piccole e medie imprese non chiedono discorsi, ma aiuto concreto: vogliono capire dove andare, con chi lavorare, quali rischi affrontare e quali regole rispettare. Per questo servono nuove rotte, ma anche regole chiare e uguali per tutti".

Un messaggio rafforzato dai dati presentati nel corso della giornata. Ad aprile 2026 l'export italiano è cresciuto dell'8,8% in valore e del 3,5% in volume rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Nei primi quattro mesi dell'anno le esportazioni hanno registrato un incremento del 3,2%, superiore alla crescita delle importazioni (+1,4%), mentre l'avanzo commerciale è salito a 15,2 miliardi di euro, rispetto agli 11,3 miliardi dello stesso periodo del 2025.

Numeri che testimoniano la capacità di resilienza del sistema produttivo italiano anche in presenza di dazi, tensioni geopolitiche e mutamenti nelle catene globali del valore.

I temi emersi nelle due tavole rotonde hanno delineato una geografia del commercio internazionale sempre più articolata.

La prima sessione, dedicata agli "Scenari e opportunità per il Made in Italy", ha evidenziato la necessità di presidiare i mercati tradizionali e, al tempo stesso, aprirsi a nuove direttrici di sviluppo, con gli interventi di: Franco Bruni, Presidente Comitato di Supervisione – ISPI, Professore Emerito Dipartimento Economia – Università Bocconi; Fabrizio Coticchia, Professore ordinario di Scienza della politica - Dipartimento di Scienze politiche e internazionali – Università di Genova; Marco Giovine, Presidente CCIE Los Angeles - USA, Alessandro Giuliani, Presidente CCIE Mumbai - India; Graziano Messana, Presidente CCIE San Paolo - Brasile; Simone Santi, Presidente CCIE Maputo - Mozambico e Marianna Saragaglia, Presidente CCIE Dubai - Emirati Arabi Uniti.

Gli Stati Uniti restano un mercato imprescindibile, pur richiedendo maggiore attenzione ai rischi regolamentari; l'India si conferma tra le aree più dinamiche per tecnologia e partnership industriali; America Latina, Africa e Paesi del Golfo offrono spazi crescenti per investimenti e integrazione delle filiere.

La seconda tavola rotonda, "Come sostenere le imprese in questo nuovo corso", ha invece approfondito il ruolo degli strumenti di accompagnamento all'internazionalizzazione, delle politiche di trade facilitation e del supporto finanziario e assicurativo alle imprese. Ad intervenire nel corso del secondo panel: Sara Armella, Presidente Commissione “Dogane & Trade Facilitation” di ICC Italia; Vittorio de Pedys, Presidente SIMEST; Antonio Gozzi, Presidente Gruppo Duferco; Michele Pignotti, Amministratore Delegato SACE; Giovanni Rossi, Direttore Generale Promos Italia. 

A chiudere i lavori è stato il Presidente di Unioncamere, Andrea Prete, che ha definito la Convention "tre giorni straordinari", ricordando come i delegati delle Camere italiane all'estero rappresentino una comunità di imprenditori che promuove il Paese con senso di appartenenza e orgoglio.

Il messaggio conclusivo emerso dal convegno è netto: il Made in Italy non può più limitarsi a esportare prodotti, ma deve proporsi come un sistema integrato di territori, competenze, filiere, qualità e affidabilità.

In questa prospettiva, le 86 Camere di Commercio Italiane all'Estero presenti in 64 Paesi si confermano una rete strategica di presidio locale, capace di interpretare i cambiamenti dei mercati, intercettare opportunità, segnalare criticità e accompagnare le imprese italiane nelle nuove sfide del commercio internazionale.

La 35ª Convention mondiale di Assocamerestero si chiude così con un impegno condiviso: rafforzare il coordinamento tra rete camerale estera, istituzioni, ICE, sistema associativo e territori, affinché l'incertezza globale possa trasformarsi in una leva di crescita e competitività per il Sistema Paese.

 

 

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Ultima modifica: Lunedì 15 Giugno 2026

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