
Secondo i dati diffusi dall’Agenzia ICE di Istanbul, nei mesi di gennaio-novembre 2025 l’interscambio tra Italia e Turchia è stato pari a 26,323 miliardi di dollari, con un decremento del 10,2% rispetto allo stesso intervallo del 2024. In particolare, le esportazioni italiane verso la Turchia si sono contratte del 19,6% (14,118 miliardi di dollari), mentre le importazioni sono aumentate del 3,9% attestandosi a 12,204 miliardi. La bilancia commerciale mostra un saldo positivo per l’Italia di 1,914 miliardi. Le esportazioni italiane costituiscono il 4,3% delle importazioni totali turche, mentre le esportazioni turche destinate all’Italia rappresentano il 4,9% delle esportazioni complessive della Turchia.
Nel periodo di riferimento, l’Italia si conferma al quinto posto tra i partner commerciali della Turchia, risultandone il sesto fornitore (dopo Cina, Russia, Germania, Stati Uniti e Svizzera) e il quarto cliente (dopo Germania, Regno Unito e Stati Uniti).
All’interno dell’Unione Europea, l’Italia si posiziona al secondo posto per volume di interscambio con la Turchia, preceduta solo dalla Germania (47,495 miliardi di dollari) e seguita da Francia (21,299 miliardi) e Spagna (18,648 miliardi). Nell’area mediterranea, invece, l’Italia si conferma il primo partner commerciale di Ankara.
Tra gennaio e novembre 2025, le esportazioni italiane sono state trainate dalle vendite di “prodotti farmaceutici” (in crescita del 43,7% rispetto allo stesso periodo del 2024, per un volume complessivo pari a 417 milioni di dollari e di “combustibili minerali e oli” (+6,3%, per un volume pari a 352,6 milioni). In calo, invece, l’export di “pietre preziose e semipreziose, metalli preziosi, perle e bigiotteria” (-58,5% per un volume pari a 2,279 miliardi) superato dalle nostre vendite di “macchinari e apparecchiature meccaniche” (2,738 miliardi), tradizionale prima voce merceologica del nostro export. Gli “autoveicoli, trattori e parti di ricambio”, terza voce delle nostre vendite, hanno registrato un calo del 4,4% (1,063 miliardi). Si rileva inoltre una contrazione del 30,7% negli acquisti turchi di “ferro e acciaio” e del 21,6% di “articoli in ferro e acciaio”.
La dinamica dell’export turco mostra invece un aumento nelle voci “rame e articoli in rame” (+49,5%), “pietre preziose e semipreziose, metalli preziosi, perle e bigiotteria” (+45,6%), e “macchinari e apparecchiature meccaniche” (+12,7%). In calo gli acquisti italiani di “frutta”, che si sono contratti del 15,6%. Gli “autoveicoli, trattori e parti di ricambio” si confermano la principale voce tra le importazioni italiane dalla Turchia, per un valore di 2,765 miliardi di dollari, con volumi diminuiti del 3%.
Secondo i dati diffusi lo scorso 31 dicembre da Turkstat, in collaborazione con il Ministero del Commercio, nel mese di novembre 2025 le esportazioni turche sono ammontate a 22,5 miliardi di dollari, con un incremento dell’1,3% rispetto allo stesso mese del 2024. Le importazioni hanno invece raggiunto 30,5 miliardi, con una crescita del 2,6% su base annua.
Nei primi undici mesi del 2025, le esportazioni hanno totalizzato 247,2 miliardi di dollari, segnando un aumento del 3,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le importazioni, nello stesso intervallo, si sono attestate a 329,7 miliardi, in crescita del 5,7%. Il deficit commerciale è salito a 82,67 miliardi di dollari (+12,6% rispetto ai mesi gennaio-novembre 2024).
PRINCIPALI PAESI FORNITORI (novembre 2025)
Nel medesimo periodo, i principali mercati di destinazione dell’export turco sono stati: Germania (20,4 miliardi di dollari), Regno Unito (15,1 miliardi), Stati Uniti (14,2 miliardi), Italia (12,2 miliardi) e Iraq (11,4 miliardi), che insieme hanno rappresentato il 29,8% del totale delle esportazioni turche.
Per quanto riguarda le importazioni, i principali Paesi fornitori sono stati: Cina (44,9 miliardi di dollari), Federazione Russa (38,6 miliardi), Germania (27,8 miliardi), Stati Uniti (16,5 miliardi) e Svizzera (14,3 miliardi).
Secondo i primi dati parziali relativi all’intero 2025, l’export turco verso i Paesi confinanti (Azerbaigian, Bulgaria, Georgia, Iraq, Iran, Siria e Grecia) è salito invece a 28,4 miliardi di dollari, con un aumento del 4,6% rispetto all’anno precedente. L’Iraq si è confermato il principale partner commerciale della Turchia tra i Paesi vicini (10,3 miliardi), seguito dalla Bulgaria (4,7 miliardi), Grecia (3,5 miliardi) e Siria (2,6 miliardi).
I dati settoriali indicano che le esportazioni della Turchia verso i Paesi confinanti sono state guidate dal comparto “chimica e prodotti chimici”, con un valore di 4,34 miliardi di dollari, seguono i “cereali, legumi, semi oleosi e prodotti correlati” (3,16 miliardi) e “mobili, carta e prodotti forestali” (2,44 miliardi).
Stando ai dati preliminari pubblicati dal Ministero della Cultura e del Turismo lo scorso 22 dicembre, nei mesi di gennaio-novembre 2025 la Turchia ha accolto circa 50.057.225 visitatori stranieri.
Istanbul, principale polo turistico e città più popolosa della Turchia, ha concentrato da sola il 34,92% degli arrivi stranieri, pari a 17,4 milioni di visitatori nei primi undici mesi del 2025. Seguono la località mediterranea di Antalya (31,46%) e la città nordoccidentale di Edirne (8,31%), situata al confine con la Bulgaria e la Grecia.
Nei primi undici mesi del 2025, Russia (6,7 milioni di visitatori, con il 13,34% delle presenze) e Germania (6,5 milioni) si sono confermate i due principali mercati di provenienza, mentre il Regno Unito si è posizionato al terzo posto.
Gli italiani che si sono recati per turismo in Turchia nei mesi di gennaio-novembre 2025 sono stati 750.344 (1,50% del totale), con un incremento del 12,40% rispetto ai primi undici mesi del 2024.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio e Industria Italiana in Turchia [2])
Collegamenti
[1] https://www.assocamerestero.com/notizie/%3Ffield_notizia_categoria_tid%3D1122
[2] https://www.assocamerestero.it/ccie/camera-commercio-industria-italiana-turchia