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Venerdì 20 Febbraio 2026
Notizie mercati esteri [1]

Opportunità commerciali nel settore della green economy in Cina

La Cina accelera la transizione energetica del suo settore industriale attraverso linee guida congiunte emanate dal MIIT a gennaio 2026. Tali norme impongono lo sviluppo di microreti verdi all'interno dei parchi industriali, stabilendo che i nuovi impianti fotovoltaici ed eolici  debbano coprire almeno il 60% del fabbisogno energetico in loco. L'infrastruttura integra  sistemi di accumulo (storage), idrogeno verde, celle a combustibile e una gestione energetica  intelligente (EMS).

Il dominio cinese nella transizione green: numeri e investimenti

La Cina consolida la sua leadership globale negli investimenti in green manufacturing (batterie  solari, veicoli elettrici, idrogeno verde), con oltre 227 miliardi di dollari di investimenti  all'estero. Questa spinta crea catene del valore aperte a fornitori internazionali come Schneider Electric e Panasonic, coinvolti in attività di retrofit e di installazione di sistemi integrati. Il contesto di riferimento è quello dei 15.000 parchi industriali cinesi, che assorbono circa un terzo dell'energia nazionale e rappresentano il fulcro della transizione verso le emissioni zero.Circular economy e gestione dei rifiuti urbani.


La transizione energetica si intreccia con modelli avanzati di economia circolare e gestione dei rifiuti. Città come Hangzhou (12,6 milioni di abitanti, PIL >2 trilioni di yuan) trasformano i rifiuti in risorse: nel 2024 hanno generato 2,3 miliardi di kWh di energia elettrica (pari a 1/50 del consumo domestico), gas per le reti municipali e materiali per l'industria. Grazie a piattaforme digitali (10.806 punti raccolta, 1.785 veicoli, app con 21 milioni di ritiri e 600.000 tonnellate gestite), Hangzhou è stata selezionata tra le 20 "Zero-Waste Cities" dell'ONU nel  2026. Modelli simili sono attivi a Shanghai, Shenzhen e Guangzhou, supportati dal piano nazionale di gennaio 2026, e promuovono la simbiosi industriale in parchi ecologici come quelli di Fuyang e Suzhou, alimentando direttamente le microreti locali.

Il quadro strategico: il 15° Piano Quinquennale (2026-2030)


Il 15° Piano Quinquennale che sarà varato a marzo 2026 rafforzerà il concetto di "Beautiful China", trasformandolo da slogan a quadro integrato che unisce trasformazione produttiva, cambiamento degli stili di vita e tutela ambientale. Il Piano conferma gli impegni di picco delle emissioni entro il 2030 e neutralità carbonica entro il 2060, integrando gli obiettivi climatici nella pianificazione economica come leva per competitività, innovazione e sicurezza energetica.

Obiettivi quantitativi chiave del Piano:

Aumento della quota di combustibili non fossili nel consumo energetico primario:

  • ~25% entro il 2030, con traguardo del ~30% entro il 2035. Incremento di circa sei volte della capacità installata di eolico e solare rispetto al 2020, superando i 3.600 GW complessivi.
  • Riduzione annua delle emissioni nette del 7-10% nei settori ad alta intensità carbonica, gestita tramite il sistema di "dual control" (controllo simultaneo dell'intensità di CO2 e del livello assoluto di emissioni).
  • Anticipazione del picco del consumo di carbone alla metà degli anni '20.

In questo quadro, i parchi industriali (responsabili di circa il 31% delle emissioni totali di CO2 del paese) diventano target prioritari. Il Piano prevede la creazione di 100 parchi industriali "zero-carbon" entro il 2030, come progetti dimostrativi basati su efficienza energetica, elettrificazione, recupero di calore e fonti rinnovabili in loco.

Opportunità e Sfide per le PMI Italiane

La presenza italiana nella transizione energetica cinese è in crescita ma rimane selettiva, concentrata su nicchie ad alto valore aggiunto dove la tecnologia, la qualità e il know-how italiano sono riconosciuti:

  • Componentistica avanzata per il fotovoltaico, l'eolico e le reti intelligenti (smart grid).
  • Sistemi e tecnologie per l'efficienza energetica negli edifici e nei processi industriali (pompe di calore, cogenerazione, gestione del calore).
  • Tecnologie per la manifattura sostenibile e l'economia circolare (riciclo, trattamento rifiuti, recupero di materia).
  • Sistemi di monitoraggio, controllo e automazione per la gestione ottimizzata dell'energia (EMS) e delle risorse.

Attori istituzionali come Fondazione Ecosistemi facilitano il capacity building e il networking (asse Roma-Shanghai), aiutando le PMI ad allinearsi agli standard green europei mentre operano nel mercato cinese. Piattaforme bilaterali come il Forum sulla "energia verde" sinoitaliano, Ecomondo China 2025 e il Tianjin Italian SME Industrial Park rafforzano la visibilità e i contatti commerciali.

Aree Critiche e Sfide Regolatorie

Nonostante le opportunità, l'accesso al mercato cinese presenta ostacoli significativi, che richiedono una preparazione attenta:

  • Concorrenza e Sovraccapacità Locale: Le aziende cinesi sono spesso competitor agguerriti, supportate da una catena del valore integrata e sussidi statali, specialmente nel settore delle rinnovabili e dello storage. L'Italia compete su qualità e specializzazione, non sul prezzo.
  • Barriere Non Tariffarie e "Standard Locali": La regolamentazione tecnica è complessa. Spesso sono richiesti standard cinesi obbligatori (es. certificazioni GB, CCC per alcuni prodotti) che possono richiedere costosi processi di testing e adattamento del prodotto. Il concetto di "innovazione indigena" può favorire soluzioni domestiche negli appalti pubblici.
  • Protezione della Proprietà Intellettuale (IP): Il rischio di violazione della IP rimane una preoccupazione primaria per le aziende high-tech. È fondamentale registrare brevetti e marchi in Cina e strutturare accordi di partnership (Joint Venture, licenze) con grande attenzione alla tutela legale.
  • Complessità Doganale e Logistica:
  • Classificazione Tariffaria (Codice HS): Determinare il codice doganale corretto è essenziale per definire dazi, IVA (attualmente al 13% per molti beni tecnologici) e eventuali restrizioni. Un errore può causare ritiri, multe o ritardi.
  • Documentazione e Conformità: Oltre alla fattura commerciale e alla lista di imballaggio, sono spesso richiesti certificati di origine (per richiedere dazi preferenziali), certificati di conformità agli standard cinesi, e documenti specifici per settori regolamentati (es. elettrico).
  • Regime degli Investimenti e Importazione di Campioni/Attrezzature: Le regole per l'importazione temporanea o definitiva di campioni per fiere o attrezzature per progetti pilota possono essere rigide, richiedendo garanzie finanziarie (cash deposit) o procedure bonded.
  • Differenze nei Modelli di Business e Negoziazione: I tempi di negoziazione possono essere lunghi, con una forte enfasi sulle relazioni personali (guanxi). È essenziale comprendere le aspettative del partner cinese in termini di trasferimento tecnologico e supporto post-vendita.
  • Strategia Consigliata: Il posizionamento italiano rimane quello di fornitore specializzato di tecnologia e competenze, un approccio di nicchia ma coerente con il 15° Piano cinese. Per navigare le complessità, è cruciale: Affidarsi a consulenti locali specializzati in regolamentazione e dogana.
  • Sfruttare il supporto della Camera di Commercio italiane in Cina, dell’ICE, del EU SME Centre, e dei cluster industriali.
  • Valutare forme di ingresso progressive, iniziando con la vendita indiretta tramite distributori affidabili, per poi eventualmente stabilire una presenza legale locale (WFOE - Wholly Foreign-Owned Enterprise) una volta maturata la conoscenza del mercato.

Casi di Successo di Aziende Italiane in progetti green in Cina

1. FuturaSun – Fotovoltaico e investimenti produttivi
Settore: Energie rinnovabili – moduli fotovoltaici ad alta efficienza.

FuturaSun ha sviluppato una presenza industriale diretta in Cina, aprendo uno stabilimento produttivo a Taizhou (provincia di Jiangsu) per la produzione locale di pannelli fotovoltaici ad  alta efficienza e acquisendo un’area di 55.000 m² a Suzhou per una nuova Gigafactory e un centro di R&S industriale. L’azienda è stata riconosciuta ufficialmente con il premio China Awards nella categoria “Top Investors in China”, un riconoscimento prestigioso per le imprese italiane che investono e operano con successo nel mercato cinese. (fonte media e istituzionale su investimenti e premio China Awards)

2. Sediver – Componentistica critica per le reti elettriche
Settore: Isolatori in vetro temprato per linee ad alta e altissima tensione.

Sediver, gruppo italo-francese specializzato in isolatori in vetro per reti di trasmissione elettrica, è presente in Cina da oltre vent’anni con una produzione locale a Shanghai che serve il mercato interno e oltre 77 paesi esteri. Lo stabilimento situato nel distretto di Fengxian ha iniziato la produzione nel 2004 ed è stato ampliato nel corso degli anni, compresa la recente apertura di una terza linea di produzione in occasione del 20° anniversario delle attività in Cina. Grazie alla qualità del prodotto e alla conformità normativa locale, Sediver ha mantenuto quote importanti nel settore degli isolatori ad alta affidabilità, nonostante la forte concorrenza locale, 
e ha visto il governo locale approvare l’aumento di capacità produttiva, segno dell’apprezzamento per la sua tecnologia.

3. Danieli – Tecnologie siderurgiche e impianti
Settore: Tecnologie e impianti per la produzione di acciaio verde.

Danieli ha fornito in Cina impianti siderurgici avanzati, compresi forni elettrici di nuova generazione, consolidando la sua posizione nel mercato cinese dell’acciaio grazie all’efficienza e alla riduzione delle emissioni offerte dalle sue tecnologie. (fonte: attività e presenza confermate di Danieli nella siderurgia cinese)

4. Brand del Lusso Italiano – Crescita commerciale in Cina
Settore: Moda e beni di lusso.

Marchi italiani del lusso come Prada, Salvatore Ferragamo e Luxottica hanno rafforzato la loro presenza in Cina attraverso boutique flagship, e-commerce dedicato e strategie di marketing mirate, beneficiando della crescita costante della domanda di prodotti di fascia alta da parte dei consumatori cinesi. (fonte: analisi mercato lusso in Cina)

Fattori Comuni di Successo:

  • Leadership Tecnologica di Nicchia: le imprese italiane che si distinguono in Cina offrono soluzioni altamente specializzate, evitando la competizione sul prezzo nei prodotti commodity.
  • Adattamento Locale Intelligente: molte aziende investono in presenza diretta, produzione locale o partnership industriali per ridurre barriere logistiche e normative.
  • Allineamento con Priorità Cinesi: tecnologie che supportano obiettivi di decarbonizzazione, efficienza energetica e modernizzazione delle infrastrutture trovano terreno fertile nel mercato cinese.
  • Partnership e Relazioni Strategiche: collaborazioni con gruppi cinesi, istituzioni locali e agenzie commerciali facilitano l’ingresso e la scalabilità delle operazioni.

Conclusione
Questi casi confermano che il successo delle imprese italiane in Cina deriva dalla combinazione di tecnologia avanzata, investimento diretto e visione strategica, piuttosto che da competizione di volume. Aziende come FuturaSun e Sediver dimostrano come una presenza ben strutturata nel mercato cinese possa generare risultati duraturi e riconoscimenti sia commerciali sia istituzionali.

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana in Cina [2])

Ultima modifica: Venerdì 20 Febbraio 2026

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