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Giovedì 12 Marzo 2026
Notizie mercati esteri [1]

Notizie dai mercati esteri - Bangkok

La Bank of Thailand annuncia nuove regole per il commercio online dell’oro, in vigore da marzo 2026

La Bank of Thailand (BOT) ha introdotto nuove misure normative sul trading online dell’oro pagato in baht thailandese, con l’obiettivo di aumentare la trasparenza nelle transazioni di grande valore e stabilizzare il baht thailandese. Le regole entreranno in vigore dal 1° marzo 2026.

Le nuove norme si concentrano su controlli sui volumi di transazione e sulla conformità degli scambi; in particolare:

  1. Limite massimo alle transazioni
    • Ogni persona, per ciascuna piattaforma di trading online, potrà acquistare o vendere oro per un massimo di 50 milioni di baht in baht thailandesi.
    • Eccezioni:
      ✔ Transazioni in dollari USA
      ✔ Vendite attraverso negozi di oro fisici
      ✔ Piattaforme che non hanno ancora iniziato le vendite online
      ✔ Mercati di futures
    • Caso speciale: chi deteneva oro per un valore superiore a 50 milioni di baht al 30 gennaio 2026 potrà continuare a vendere l’oro già posseduto senza limiti di tempo.
  2. Nuovi standard sulle transazioni
    • Conti titolari nominativi non sono più ammessi per ricevere o inviare fondi.
    • Le transazioni devono avvenire solo tramite sistemi di pagamento elettronico.
    • È richiesta l’integrale copertura del pagamento senza compensazioni o saldi netti.
    • L’oro deve essere fisicamente consegnato all’acquirente prima di considerare conclusa la vendita.
    • È vietato il “short selling” (vendita allo scoperto) di oro.

La banca centrale ha dichiarato che lo scopo principale è ridurre la volatilità del baht, spesso influenzato da grandi movimenti legati all’oro, e portare il mercato del trading dell’oro più in linea con gli standard internazionali.

Queste regole sono dirette ai clienti individuali; non avranno impatti sulle imprese commerciali dell’oro o sul settore manifatturiero. Le persone che fanno transazioni inferiori ai 50 milioni di baht continueranno a operare senza restrizioni aggiuntive.

La Banca Mondiale avverte la Thailandia di una crisi del lavoro e spinge verso la riqualificazione in AI

La Banca Mondiale ha messo in guardia la Thailandia su potenziali crisi legate al mercato del lavoro, raccomandando investimenti nella formazione sulle competenze digitali e sull’intelligenza artificiale (AI).

Durante il seminario “Thailand Economic Drives 2026” organizzato da Post Today il 24 febbraio 2026, Melinda Good, Direttrice per Thailandia e Myanmar della Banca Mondiale, ha descritto le condizioni economiche globali come una “forte tempesta” che però ha mostrato resilienza con una crescita media dell’economia mondiale del 2,7%, superiore alle previsioni.

Ciononostante, ci sono preoccupazioni significative per il futuro del lavoro in Thailandia, soprattutto per lo squilibrio tra competenze dei lavoratori e necessità del mercato, aggravato da una popolazione che invecchia rapidamente. Le proiezioni indicano che, nel prossimo decennio, 1,2 miliardi di giovani entreranno nel mercato del lavoro globale, ma solo 400 milioni di posti saranno disponibili; nel contempo, in Thailandia il rapporto tra lavoratori e persone in pensione potrebbe arrivare a 1:2.

Per affrontare questa sfida, Good ha sottolineato la necessità di creare un “ponte di competenze” per aiutare la forza lavoro ad acquisire abilità digitali e tecnologiche avanzate, compresa l’AI. Secondo la Banca Mondiale, sviluppare tali competenze potrebbe aumentare il PIL thailandese fino al 20%.

Principali tendenze globali e raccomandazioni

Good ha evidenziato varie tendenze globali e come potrebbero influenzare la Thailandia:

  • Tecnologia: AI, robotica e cloud computing sono ormai indispensabili negli investimenti globali. La Thailandia è seconda in ASEAN nell’adozione di AI, subito dopo Singapore, ma deve concentrarsi sull’applicazione nelle manifatture per creare posti di lavoro ad alto valore aggiunto.
  • Cambiamenti climatici: I rischi ambientali potrebbero danneggiare l’economia thailandese fino al 7-14% del PIL entro il 2050. Più del 60% della popolazione e delle imprese si trova in aree soggette a inondazioni, aumentando l’urgenza di investimenti in infrastrutture di resilienza climatica.
  • Commercio internazionale: Con l’aumento delle misure commerciali protezionistiche, la Banca Mondiale ha suggerito che la Thailandia e altri Paesi ASEAN potrebbero beneficiare della riduzione dei costi di scambio all’interno della regione, rafforzando la capacità di attrarre investimenti.

Settori chiave per la crescita economica futura

La Banca Mondiale ha identificato cinque settori cruciali nei quali la Thailandia potrebbe concentrarsi per incrementare la crescita e superare la trappola dell’economia a medio reddito:

  1. Manifattura verde avanzata: sfruttare veicoli elettrici e tecnologie solari per integrare le PMI thailandesi nelle catene globali di produzione pulita.
  2. Servizi digitali: pur avendo un’elevata adozione tecnologica, la Thailandia necessita di riforme normative per facilitare la condivisione sicura dei dati e migliorare i servizi digitali.
  3. Agribusiness: la trasformazione agricola deve spostarsi da una produzione di massa verso prodotti di qualità con maggiore sicurezza e tracciabilità.
  4. Turismo: nonostante arrivi turistici significativi, la spesa media dei visitatori rimane inferiore rispetto ai concorrenti regionali; si auspica un orientamento verso turismo sostenibile e di alto valore.
  5. Industrie creative: settori come film, architettura e arte hanno un grande potenziale di crescita, ma l’occupazione in questi segmenti è attualmente bassa rispetto ad altri paesi.

La famiglia Chearavanont della Thailandia e CP Axtra pianificano un’espansione del retail da 578 milioni di dollari nel Sud-Est asiatico

CP Axtra, l’unità retail del gruppo thailandese Charoen Pokphand (CP) guidato dalla famiglia Chearavanont, ha annunciato che investirà circa 18 miliardi di baht (circa 578 milioni di dollari) nel 2026 per espandere la propria rete di negozi in tutto il Sud-Est asiatico.

L’obiettivo è sfruttare la crescente domanda dei consumatori nella regione, nonostante il rallentamento dei consumi interni in Thailandia. Secondo la presentazione degli utili, CP Axtra prevede di aprire un totale di 110 nuovi punti vendita tra Thailandia, Malesia e Filippine, dove ha stretto una partnership con Ayala Corporation, uno dei più antichi conglomerati del paese.

In una dichiarazione separata, l’azienda ha affermato che nel 2026 punta a continuare la crescita dei ricavi sia a livello nazionale che internazionale, rafforzando l’attività sotto tutti gli aspetti.

CP Axtra gestisce sia la catena all’ingrosso Makro sia la catena di supermercati Lotus’s. Nel 2025, l’azienda ha aperto 131 nuovi negozi; questo ha contribuito a far crescere i ricavi del 1,7% raggiungendo 520,7 miliardi di baht, mentre l’utile netto però è calato dell’11,5% a 9,4 miliardi di baht a causa della pressione sui margini derivante dalla concorrenza nel settore retail e dall’indebolimento della spesa dei consumatori, oltre all’impatto dei disordini al confine con la Cambogia.

Fondata nel 1988, l’azienda contava 2.678 punti vendita nel 2025, inclusi 80 punti in Sud-Est asiatico e in India. CP Group è uno dei maggiori gruppi produttivi al mondo nell’alimentare, con interessi in vari settori come l’allevamento, l’alimentazione animale, le assicurazioni e le telecomunicazioni.

(Contributo editoriale a cura della Thai-Italian Chamber of Commerce [2])

Ultima modifica: Giovedì 12 Marzo 2026

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