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Giovedì 12 Marzo 2026
Notizie mercati esteri [1]

Notizie dai mercati esteri - Venezuela

Il ritorno graduale delle compagnie aeree mostrerà il suo impatto economico nel secondo semestre

Negli ultimi 24 mesi, il numero di posti disponibili verso destinazioni internazionali è raddoppiato, grazie al ritorno di compagnie aeree europee e latinoamericane che avevano abbandonato il Paese quasi un decennio fa.

Una svolta inaspettata

Il panorama della connettività aerea in Venezuela ha subito una svolta importante nei primi mesi del 2026. Dopo un periodo di sospensioni temporanee alla fine del 2025, è iniziato un processo di riattivazione massiccia e il ritorno di compagnie che non operavano nel Paese da anni.

Il ritorno dei voli dagli Stati Uniti

La notizia più rilevante di quest'anno è l'annuncio della revoca delle restrizioni aeree da parte dell'amministrazione statunitense. Il 29 gennaio 2026, il governo degli Stati Uniti ha annunciato la riapertura dello spazio aereo commerciale.

American Airlines ha confermato di essere al lavoro con la Federal Aviation Administration (FAA) e il Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti (DOT) per ripristinare i voli diretti, principalmente dalla Florida (Miami). Si prevede che gli itinerari ufficiali saranno pubblicati nei prossimi mesi. La riapertura sta avvenendo in modo scaglionato, con un forte focus sui collegamenti con Spagna, Colombia e Brasile.

Banca y Negocios ha discusso di queste novità in esclusiva con Marisela de Loaiza, presidente del Consiglio Superiore del Turismo (Conseturismo) e dell'Associazione delle Linee Aeree in Venezuela (ALAV).

Una vigorosa riattivazione

«Confido in una riattivazione molto importante delle rotte, sebbene sarà graduale», avverte Loaiza. Ad esempio, sono già in fase di rientro Iberia, Plus Ultra e Turkish Airlines. «Spero che ciò si concretizzi nella seconda metà di febbraio».

Loaiza stima che dopo il 16 di questo mese inizieranno gli annunci più concreti sulle destinazioni ad alta domanda. Tuttavia, precisa: «Non è una questione ordinaria, si tratta di una situazione praticamente senza precedenti». Ha inoltre sottolineato l'interesse dell'INAC (Istituto Nazionale di Aeronautica Civile) nel favorire il ritorno dei vettori europei.

Sulla questione American Airlines, Loaiza osserva che, essendo i rapporti interrotti dal 2019, è necessario rivedere gli accordi di reciprocità tra i regolatori (FAA e INAC).

Un incentivo accelerato

Secondo la portavoce, il panorama attuale è di grande speranza: «Quello che vediamo ora è un incentivo accelerato all'apertura dello spazio aereo del Venezuela». Oltre alla riapertura, si prevede il ritorno di quasi tutte le compagnie che già operavano e di quelle che avevano smesso di farlo anni fa.

«È un cambio di rotta totale rispetto alla precedente politica restrittiva, verso una linea d'azione che cerca l'apertura e la dinamizzazione dell'economia venezuelana, in cui la connettività aerea è fondamentale», sottolinea.

Dal punto di vista degli operatori turistici, questo scenario è accolto con ottimismo per le possibilità di business. «Un aspetto cruciale è il ritorno del segmento corporate, fondamentale perché dinamizza i soggiorni alberghieri in città come Caracas, Valencia o Puerto Ordaz. Parliamo di dirigenti in viaggio e del ritorno dei corpi diplomatici — a partire da quello statunitense. Le parole chiave sono apertura e speranza di riprendere opportunità commerciali che erano state soffocate dalle restrizioni precedenti», conclude la fonte.

Conindustria: la produzione industriale è cresciuta del 5,4% nel 2025 e punta a un balzo del 12,7% nel 2026

Il settore manifatturiero privato venezuelano ha chiuso il quarto trimestre del 2025 con una crescita interannuale del 9,5%, spinto da un mese di dicembre particolarmente dinamico che ha registrato un aumento del 17,5% nel volume di produzione.

Sebbene la performance annualizzata si sia attestata su un'espansione del 5,4% (inferiore al 16,1% raggiunto nel 2024), il settore mantiene una tendenza positiva che ne conferma la resilienza e la capacità di adattamento.

Il presidente di Conindustria, Tito López, ha sottolineato che questi risultati «sono la chiara dimostrazione che l'industria venezuelana resta in piedi, investendo, producendo e generando occupazione, anche in mezzo a restrizioni che in qualsiasi altro Paese avrebbero paralizzato l'apparato produttivo».

L'aumento della capacità utilizzata favorisce retribuzioni migliori

L'Utilizzo della Capacità Installata (UCI) ha raggiunto una media del 52,7% nel quarto trimestre. Questo dato riflette una ripresa progressiva e, al contempo, rappresenta un'opportunità strategica per gli investitori, dato che l'industria dispone ancora di oltre il 47% di capacità non utilizzata.

L'incremento dell'attività ha avuto un effetto diretto sui salari. Alla fine del 2025, il reddito medio era così distribuito:

  • USD 270 per il personale operaio
  • USD 541 per i professionisti
  • USD 1.139 per le posizioni dirigenziali

La retribuzione industriale media ha raggiunto i 503 USD, segnando una crescita accumulata del 205% tra il 2021 e il 2025. López ha enfatizzato che «la migliore politica sociale è un'economia produttiva che generi impieghi formali e ben remunerati».

Prospettive per il 2026: gli industriali prevedono una crescita

Per il 2026, il settore manifatturiero proietta uno scenario di maggiore dinamismo. Secondo l'Indagine sulla Congiuntura Industriale (ECI), gli imprenditori stimano che la produzione crescerà del 12,7% quest'anno, spinta da migliori aspettative sugli ordini, stabilità operativa e l'integrazione in nuove catene del valore legate all'espansione petrolifera.

Secondo López, queste aspettative non sono frutto di un ottimismo ingenuo: «Se con tante restrizioni siamo riusciti a crescere del 9,5% nell'ultimo trimestre, è perfettamente ragionevole proiettare una crescita del 12,7% per quest'anno. La manifattura venezuelana ha il potenziale per essere uno dei motori della ripresa economica».

Gli USA allentano la stretta energetica sul Venezuela con nuove licenze petrolifere

Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha emesso martedì una licenza generale che autorizza la fornitura di beni, tecnologia, software o servizi statunitensi per l'esplorazione, lo sviluppo o la produzione di petrolio e gas in Venezuela. Si tratta di un permesso atteso da tempo che potrebbe contribuire ad aumentare la produzione nel Paese, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Reuters.

Washington ha progressivamente allentato le sanzioni sull'industria energetica venezuelana — imposte inizialmente nel 2019 — da quando le forze statunitensi hanno catturato il presidente Nicolás Maduro all'inizio di gennaio. Questo evento ha portato al governo della presidente ad interim Delcy Rodríguez, che poco dopo ha siglato con Washington uno storico accordo di fornitura di petrolio da 2 miliardi di dollari.

Le società di perforazione necessitano dell'autorizzazione statunitense per utilizzare attrezzature specializzate in Venezuela e per importare le piattaforme necessarie ad ampliare la produzione petrolifera del Paese, che attualmente si attesta a quasi 1 milione di barili al giorno (bpd).

Condizioni della licenza

La licenza stabilisce che ogni contratto per le transazioni autorizzate firmato con il governo venezuelano o con l'azienda statale PDVSA debba essere conforme alle leggi statunitensi e che le controversie debbano essere risolte negli Stati Uniti. Inoltre:

I pagamenti verso qualsiasi entità sanzionata devono essere effettuati in un fondo supervisionato dagli Stati Uniti.

Non è autorizzata la "formazione di nuove joint venture o altre entità in Venezuela per l'esplorazione o la produzione di petrolio o gas".

Sono autorizzate le transazioni per il mantenimento delle operazioni, incluse le riparazioni di attrezzature per l'esplorazione o la produzione.

Piano di ricostruzione

I funzionari statunitensi hanno elaborato un ambizioso piano di ricostruzione da 100 miliardi di dollari per l'industria petrolifera venezuelana. Si prevede che ciò favorisca l'espansione dei produttori stranieri e l'ingresso di nuovi attori, inclusi fornitori di servizi petroliferi.

In precedenza, Washington aveva già concesso diverse licenze generali per facilitare le esportazioni, lo stoccaggio e la vendita di petrolio. Molti partner e clienti di PDVSA, tra cui Chevron, Repsol, ENI e la raffineria Reliance Industries, hanno richiesto licenze individuali per espandere la produzione. Secondo le fonti, l'elevato numero di richieste individuali ha rallentato il progresso dei piani per ampliare le esportazioni e accelerare l'arrivo degli investimenti nel Paese.

(Contributo editoriale a cura della Cámara de Comercio Venezolano-Italiana [2])

Ultima modifica: Giovedì 12 Marzo 2026

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