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Mercoledì 29 Aprile 2026
Notizie mercati esteri [1]

Notizie dai mercati esteri - Francia

L’imprenditoria femminile sta progredendo

Nel 2025 circa il 30% delle donne in Francia è coinvolto in attività imprenditoriali, contro il 23% nel 2018. In totale, circa 8 milioni di donne partecipano a questo settore.

Le principali motivazioni sono il desiderio di essere indipendenti, realizzare un sogno e ottenere soddisfazione personale e riconoscimento sociale. Per molte donne, infatti, l’imprenditoria è anche una fonte di realizzazione personale.

Tuttavia, dopo i 30 anni l’interesse delle donne a intraprendere diminuisce, a differenza degli uomini che restano più numerosi, pari al 39%. Questo calo è legato soprattutto a difficoltà pratiche e psicologiche, come la paura dell’instabilità economica, del fallimento, dello stress e delle responsabilità.

Un altro fattore importante è la gestione della vita familiare: molte donne continuano a occuparsi della casa anche quando lavorano, il che può rendere più difficile portare avanti un’attività imprenditoriale.

In generale, le donne sono anche più propense degli uomini ad abbandonare un’attività imprenditoriale in caso di difficoltà.

Stipendi dei dirigenti: le disuguaglianze tra donne e uomini persistono

Le disuguaglianze salariali tra uomini e donne dirigenti in Francia persistono nel tempo. Nel 2025 il divario è ancora del 16%, lo stesso del 2018, nonostante alcune lievi riduzioni nel corso degli anni.

Le cause principali sono due:

  • le donne sono meno presenti nei settori meglio pagati (come industria e produzione) e più presenti in quelli meno remunerati (come comunicazione e cultura);
  • accedono meno spesso a ruoli di responsabilità, come posizioni dirigenziali o di management.

Anche a parità di ruolo e competenze, rimane una differenza salariale di circa 6,8%, segno di una disuguaglianza strutturale ancora difficile da eliminare.

Questa situazione crea un forte senso di ingiustizia: molte donne ritengono di avere meno opportunità di carriera e di essere pagate meno rispetto al loro contributo. Inoltre, anche se chiedono aumenti quasi quanto gli uomini, li ottengono meno frequentemente.

Per ridurre queste disparità, l’Unione Europea ha introdotto nuove regole sulla trasparenza salariale, che permetteranno ai lavoratori di conoscere meglio gli stipendi. La Francia prevede di introdurre la legge entro la fine di dell’anno corrente. Tuttavia, molte donne si sentono ancora a disagio nel chiedere queste informazioni e le aziende restano scettiche sull’efficacia di queste misure.

Trasformare uffici vuoti in hotel è più redditizio che creare alloggi per gli investitori

In Francia, soprattutto nella regione dell’Île-de-France, la crisi degli uffici vuoti sta spingendo gli investitori a riconvertire questi spazi in hotel, considerati più redditizi rispetto alla trasformazione in abitazioni. A fine 2025 si contavano circa 6,2 milioni di m² di uffici inutilizzati, e si stima che ci sia addirittura un 30% di spazi in eccesso. In questo contesto, molte aziende immobiliari, come Covivio e Icade, stanno puntando sugli hotel: ad esempio, a Parigi è in corso la conversione di un edificio in un ostello da 400 posti letto, mentre nel quartiere de La Défense si prevede di trasformare tra 20.000 e 70.000 m² di uffici in strutture alberghiere.

Questa scelta è favorita sia da motivi tecnici, poiché gli edifici per uffici (spesso larghi fino a 18 metri) non si prestano facilmente alla creazione di abitazioni luminose, sia da motivi burocratici, dato che le procedure per gli hotel sono più semplici. Ma soprattutto è una questione economica: ristrutturare costa in media il 30% in più rispetto a costruire ex novo e i canoni di affitto residenziali non garantiscono un ritorno sufficiente, mentre il settore alberghiero beneficia di una domanda molto forte, soprattutto a Parigi. Inoltre, il valore degli uffici obsoleti può diminuire drasticamente, fino al 50–80%, rendendo più conveniente riconvertirli. In generale, quindi, la trasformazione in hotel rappresenta oggi la soluzione più attrattiva per gli investitori in un mercato immobiliare in difficoltà.

Duro colpo sull’economia francese

A febbraio 2026 l’economia francese mostra segnali di rallentamento: il clima degli affari scende a 97 punti, perdendo 2 punti rispetto a gennaio e restando sotto la media di lungo periodo di 100. Il peggioramento riguarda soprattutto industria e servizi, entrambi in calo di 3 punti, mentre il commercio diminuisce leggermente e l’edilizia resta stabile. Nonostante l’indicatore dell’industria si mantenga a 102 punti, quindi leggermente sopra la media, emergono forti differenze tra settori: quelli legati all’aeronautica e alla tecnologia sono in buona salute, mentre agroalimentare, metallurgia e chimica risultano in difficoltà. La crescita economica resta debole ma stabile, con una previsione del PIL pari a +0,3% nel primo trimestre del 2026.

Tuttavia, le prospettive sull’occupazione sono più preoccupanti: l’indicatore del clima dell’impiego scende a 93 punti, ben sotto la media, e l’occupazione privata è già diminuita dello 0,1% nel quarto trimestre 2025 (circa 28.700 posti di lavoro in meno). Nonostante questo contesto, le  Piccole/Medie Industrie (PMI) mostrano un leggero ottimismo, con il 45% delle imprese che prevede di investire nel 2026, in aumento rispetto al 39% precedente, mentre migliorano leggermente anche le condizioni di accesso al credito. Il principale ostacolo alla crescita resta però la debolezza della domanda, indicata dal 63% delle imprese, seguita dalla concorrenza (34%), fattori che continuano a frenare l’attività economica.

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Francia di Marsiglia [2])

Ultima modifica: Mercoledì 29 Aprile 2026

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