Lunedì 2 Febbraio 2026
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Il Belgio conferma di possedere uno degli ambienti più dinamici e stimolanti per le start up che continuano a sceglierla come luogo di installazione posizionandola 11° in Europa e 23° a livello globale. Il portafoglio belga conta più di 24.000 start up di cui oltre 6.500 hanno ricevuto finanziamenti per un valore complessivo di 56 miliardi di dollari raccolti. Le città di Bruxelles, Gand, Anversa e Leuven emergono come poli di innovazione e sperimentazione grazie al sostegno di una densa rete di università, fondi, investitori, personale altamente qualificato e contatti.
La pubblicazione dello State of Belgian Tech Report 2024 conferma queste tendenze positive: circa 470 milioni di euro raccolti fino ad ottobre 2024, con il 77% destinato a startup early stage e 4 unicorni (aziende non quotate in borsa ma che hanno una valutazione pari o superiore ad 1 miliardo di euro), tra cui il software gestionale Odoo e della piattaforma di data governance Collibra. Dal 2020, i fondi di investimento per startup belghe hanno raccolto oltre 2,1 miliardi di euro, sostenendo la crescita di nuove imprese nei settori AI, biotech, fintech, clean tech e mobilità sostenibile.I settori più attivi nell’ecosistema Belga secondo Tracxn sono: Software & Data, Healthtech e Fintech, seguiti da E-commerce e MobilityTech.
A maggio 2025, con il lancio della nuova strategia “Chose Europe to start and scale” dedicata a startup e scale-up, la Commissione europea mira a rendere il vecchio continente un terreno più fertile dove sviluppare nuove imprese; e il Belgio ne beneficia doppiamente: per la prossimità geografica alle istituzioni e per la presenza di una popolazione internazionale altamente qualificata che rende la circolazione di idee e talenti più rapida. Le startup rappresentano la fase embrionale di un’impresa, il cui obiettivo primario è confermare che il prodotto risolva un problema reale in uno specifico mercato. In questo stadio la sperimentazione è continua, le risorse limitate e il team contenuto. Secondo i parametri di SEP/Mind the Bridge, tali società hanno investimenti o fatturato compresi tra 500mila e 1 milione di dollari. Una volta superata la fase di validazione, la start up diventa scale-up. Pur in assenza di una definizione unanimemente e legalmente riconosciuta, l’OCSE qualifica le scale up come aziende aventi una crescita media annua superiore al 20% per tre anni consecutivi, misurata in fatturato o dipendenti. Sebbene siano una minoranza nel panorama imprenditoriale, le scale up generano un impatto economico sproporzionato, creando posti di lavoro qualificati e contribuendo significativamente alla crescita del PIL, fungendo da potenti motori di innovazione e occupazione. Una volta superata la fase sperimentale in cui il modello di business ha dimostrato la sua efficacia, ora puntano a un’espansione accelerata.
Per Mind the Bridge rientrano in questa categoria le realtà che hanno raccolto o generano tra 1 e 100 milioni di dollari, e per le quali il focus si è spostato dall’innovazione all’esecuzione e all’ottimizzazione dei processi. L’evoluzione finale è rappresentata dagli scaler, imprese che superano i 100 milioni in raccolta o fatturato e che avendo raggiunto dimensioni significative e posizioni consolidate nei rispettivi mercati, sono soggette a nuove linee di business o acquisizioni strategiche. La nuova strategia europea mira proprio a sostenere l’evoluzione di queste società semplificando e uniformando le regole tra i paesi Europei, facilitare l’accesso ai finanziamenti e alle infrastrutture tecnologiche, sostenendo la diffusione di innovazioni e spin-off universitari, con l’intento dichiarato di attrarre talenti da tutta l’Europa e oltre. L’obiettivo è rendere creatività e ricerca il fiore all’occhiello di una nuova economia europea, che generi nuovi posti di lavoro e un impatto concreto sul mercato.
In questo contesto, il Belgio spicca per la capacità di essere ponte tra ecosistemi nazionali diversi, favorendo la partnership con paesi vicini e meno.
Un esempio è rappresentato dalla cooperazione sempre più strutturata e fruttuosa tra Belgio e Italia. Una serie di progetti comuni ha favorito scambi tra startup e scale up appartenenti a Paesi diversi, con particolare attenzione a innovazione, sostenibilità e digitalizzazione. Un esempio virtuoso è costituito dalla partnership strategica tra imec.istart, acceleratore belga per startup tech, e l’italiana Pariter Partners che ha aperto nuove opportunità per le startup deep-tech italiane, supportandole nel processo di internazionalizzazione grazie al network belga. Tale partnership che si concentra su settori ad alto impatto come robotica, MedTech, Life Sciences e tecnologie per l’industria 4.0, offrendo mentoring, accesso a capitali pre-seed e connessione con esperti e investitori internazionali.
Con infrastrutture avanzate, un ecosistema dinamico e politiche pubbliche mirate, il Belgio si conferma un laboratorio europeo innovativo in cui circolano e si sviluppano idee di valore, grazie alla capacità di attrarre capitali, talenti e collaborazioni internazionali. La sua posizione strategica e la concentrazione di startup ad alto valore aggiunto lo rendono un punto di riferimento per chi vuole innovare e crescere nel cuore dell’Europa.
https://www.startupblink.com/startup-ecosystem/belgium?page=1
https://growthlist.co/belgium-startups/
https://tracxn.com/d/geographies/belgium/__wBl3O5xXBSthEE0SuamyFRqqGETW2LtzbdowHsn39lY
La seconda edizione dello Swiss Italian Startup Award, organizzata dalla Camera di Commercio Italiana per la Svizzera ha riunito a Ginevra oltre 350 partecipanti tra startup, investitori e operatori del settore hi-tech.
L’evento si è svolto con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia in Svizzera e del Consolato d’Italia a Ginevra, confermando l’importanza della collaborazione tra istituzioni italiane e sistema camerale nel favorire opportunità di incontro tra imprese, investitori e stakeholder svizzeri. Accanto ai partner istituzionali, la presenza di acceleratori, operatori finanziari e aziende sponsor ha contribuito a strutturare un contesto utile a presentare e valutare progetti ad alto potenziale.
L’iniziativa ha offerto un’occasione concreta per mettere in relazione progetti imprenditoriali italiani con uno degli ecosistemi più avanzati d’Europa nel campo della tecnologia e della ricerca.
Nel presentare i risultati dell’evento, la Vicesegretario Generale della CCIS, Marianna Valle, ha sottolineato il valore strategico del percorso avviato: “Abbiamo riconosciuto questo percorso come una delle leve per rafforzare i rapporti economici tra l’Italia e la Svizzera. A dettare la linea sono i numeri: in Svizzera, nel solo 2024, sono stati investiti oltre 2.4 miliardi di franchi su innovazione e ricerca hitech, contro gli 1.5 miliardi dell’Italia”.
Alla call per l’edizione 2025 hanno risposto oltre 150 startup italiane o fondate da imprenditori italiani. Tra queste, otto sono state selezionate per presentare il proprio pitch davanti a una giuria composta da business angel, venture capitalist e rappresentanti del mondo finanziario elvetico. Al termine delle presentazioni sono stati assegnati cinque riconoscimenti, attribuiti sia dalla giuria sia dai partner dell’iniziativa.
Tre le startup che hanno conquistato i riconoscimenti:
L’evento ha inoltre coinvolto una delegazione di startup provenienti dalla Regione Puglia, territorio ospite dell’edizione 2025. La presenza regionale, coordinata da ARTI Puglia, ha evidenziato come la collaborazione tra istituzioni locali e rete camerale possa contribuire a creare percorsi strutturati di crescita internazionale per le imprese innovative. Il Vicepresidente della CCIS Claudio Bozzo ha dichiarato: “Come board della Camera avevamo deciso di prendere delle regioni, metterle sul piedistallo e cercare di sviluppare le aziende del futuro che poi, nelle regioni stesse, creeranno occupazione. Partire dalla Puglia è stato bellissimo: loro hanno voluto partecipare e ora ne stanno vedendo i risultati”.
Il lavoro avviato con il Swiss Italian Startup Award si inserisce in un programma più ampio con cui la Camera di Commercio Italiana per la Svizzera supporta la proiezione internazionale delle startup italiane verso il mercato elvetico.
Nel 2026 sono previsti nuovi appuntamenti dedicati al tech, tra cui:
Si è tenuto lo scorso 27 febbraio, presso lo IED Barcelona - Point Two, l’evento “L’ecosistema delle startup tra Italia e Spagna: sfide ed opportunità del prossimo futuro”, organizzato in occasione del World Mobile Congress dalla Camera di Commercio Italiana di Barcellona in collaborazione con il Consolato Generale d’Italia a Barcellona, IED Barcelona e l’Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane (ITA).
Dopo l’introduzione da parte di Emanuele Manzitti, Console Generale, e il caloroso benvenuto da parte di Andrea Marchesi, Direttore dello IED Barcellona, si è svolta la prima tavola rotonda, composta da relatori esperti del settore di innovazione ed sviluppo del mondo delle startups, quali Antonio Solinas (direttore della ricerca sull'innovazione di Abinsula), Francesca Gabetti (cofondatrice e CEO di TeamEQ), Ivan Leider (fondatore e CEO di Talent Garden Spain), Mireia López Leonar (responsabile della promozione internazionale presso Catalonia Trade & Investment).
I relatori, guidati dal moderatore Renzo Spacone (cofondatore di JET - Japan Europe Teamwork) hanno trattato il tema dell’internazionalizzazione delle startup e la possibilità di accelerare tale processo, nonchè l’importanza della scelta del Paese di arrivo e gli strumenti utili per raggiungere gli obiettivi proposti.
In seguito, ha avuto luogo la seconda tavola rotonda “Smart Money: prospettive del Venture Capital”, moderata da Marina Ruiz de Ojeda (Responsabile dell'ufficio per la promozione degli investimenti spagnoli in Italia, ICE) e con il contributo di esponenti di rilievo come Yue Zhao (Venture Partner di LifeX) e Carlos Ruiz Sánchez (Responsabile scouting and Dealflow di Telefónica Open Innovation, Wayra).
L’evento si è concluso con l’intervento di Roberto Nocella, Primo Consigliere dell’Ambasciata Italiana in Spagna, e con un aperitivo di networking.
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana di Barcellona)