Martedì 27 Ottobre 2026
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Il Lussemburgo punta a sviluppare il proprio ruolo nel mercato europeo della cattura, dell'utilizzo e dello stoccaggio della CO₂ (CCUS), facendo leva sulle competenze nella finanza sostenibile, sull'innovazione tecnologica e sulla collaborazione industriale transfrontaliera. La strategia nazionale individua nelle tecnologie di gestione del carbonio una soluzione per ridurre le emissioni industriali difficili da eliminare, aprendo prospettive di sviluppo per i settori della decarbonizzazione, delle infrastrutture e dei servizi finanziari.
La strategia lussemburghese per la decarbonizzazione industriale segue una gerarchia di interventi: efficienza energetica, elettrificazione diretta da fonti rinnovabili, utilizzo di idrogeno rinnovabile e, infine, ricorso alle tecnologie di cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio (CCUS) per le emissioni residue difficilmente eliminabili.
Le priorità riguardano soprattutto le attività industriali ad alta intensità emissiva, a partire dalla produzione di cemento, e lo sviluppo di soluzioni per il trasporto transfrontaliero della CO₂.
Poiché lo stoccaggio geologico del carbonio è vietato sul territorio nazionale, il Lussemburgo sta valutando possibili collegamenti con infrastrutture estere. Tra le opzioni considerate figurano i Paesi Bassi, che presentano condizioni favorevoli in termini di distanza, infrastrutture e maturità dei progetti di stoccaggio, sebbene non sia stata ancora individuata una destinazione definitiva.
Secondo le stime dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (AIE) riportate nell'analisi, il mercato globale delle tecnologie CCUS potrebbe raggiungere un valore compreso tra 35 e 50 miliardi di dollari entro il 2030, superando i 150 miliardi di dollari annui entro il 2050.
La crescita del settore è legata alla necessità di ridurre le emissioni industriali e sviluppare infrastrutture per la cattura, il trasporto e lo stoccaggio del carbonio.
Per il Lussemburgo, questo scenario potrebbe favorire lo sviluppo di progetti dimostrativi, collaborazioni tra industria e ricerca applicata e nuove soluzioni tecnologiche per la gestione della CO₂.
La finanza sostenibile rappresenta uno degli elementi centrali del posizionamento lussemburghese nel settore della gestione del carbonio.
Il Paese può contare sul Luxembourg Green Exchange (LGX), piattaforma specializzata in strumenti finanziari sostenibili che, secondo i dati riportati, riunisce titoli per un valore complessivo di circa 1.300 miliardi di euro.
Le competenze del centro finanziario lussemburghese possono contribuire allo sviluppo del settore attraverso la strutturazione di fondi, strumenti di debito sostenibile, prefinanziamento e servizi di certificazione, monitoraggio e verifica dei progetti.
Particolare importanza assume la tracciabilità della CO₂ catturata e stoccata, necessaria per garantire la credibilità ambientale degli investimenti e ridurre i rischi di greenwashing.
Le prospettive di sviluppo riguardano diverse attività connesse alla decarbonizzazione industriale: tecnologie per la cattura e l'utilizzo della CO₂, infrastrutture di trasporto, ricerca applicata e servizi finanziari specializzati.
Un segnale di interesse per il mercato lussemburghese arriva dall'insediamento della sede europea di RepAir Carbon, startup attiva nello sviluppo di tecnologie per la cattura diretta dell'anidride carbonica.
Il rafforzamento della collaborazione tra imprese, università e centri di ricerca potrebbe inoltre favorire la realizzazione di progetti pilota e dimostrativi, contribuendo allo sviluppo di nuove competenze industriali.
Per il Lussemburgo, la sfida sarà integrare queste attività con il proprio ecosistema finanziario, rafforzando il posizionamento del Paese nella filiera europea della gestione del carbonio.