Notizie dai mercati esteri - Francia

Mercoledì 4 Febbraio 2026

Notizie dai mercati esteri - Francia

Biomassa: rifiuti di mele, barbabietole e piume di pollame diventano risorse per la cosmetica e la nutrizione

Le biomasse di risorse organiche naturali derivanti dalle industrie di produzione stanno diventando sempre più importanti. Un esempio è l’azienda bretone Extr’Apple, che trasforma i rifiuti derivanti dalla produzione di sidro in prodotti industriali, valorizzando gli scarti della propria produzione.

Fondata nel 2018 a Pleudihen-sur-Rance (Côtes d’Armor), la PMI Extr’Apple ambisce a reinventare l’utilizzo della mela, non più solo destinata alla produzione di sidro, ma anche a prodotti per la cosmetica, l’alimentazione e la nutraceutica.

La Bretagna sostiene lo sviluppo della biomassa con l’obiettivo di promuovere un’economia circolare che possa diventare modello non solo in Francia, ma in tutta l’Unione Europea.

Agricoltura: la tassa sul carbonio sui fertilizzanti sarà revisionata, promette Macron

Il presidente francese, Emmanuel Macron, insieme alla ministra dell’Agricoltura, Annie Genevard, si mostra favorevole alla revisione e al possibile ritiro della tassa europea sui fertilizzanti azotati, che, se confermata, avrà effetto retroattivo al 1° gennaio 2026. La tassa riguarda i fertilizzanti importati nell’Unione Europea e tassati dal 1° gennaio nell’ambito del Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (MACF).

La tassazione sui fertilizzanti azotati genera preoccupazione tra gli agricoltori europei, specie quelli francesi, come segnala il sindacato agricolo FNSEA. Secondo Laurent Lemarchand, direttore generale della cooperativa agricola normanna NatUp (1.800 dipendenti), la tassa comporterebbe un aumento del 5% del costo di produzione dei cereali, riducendo la competitività rispetto al grano proveniente da Russia, Argentina o Australia.

Gli agricoltori temono effetti negativi sulla produzione, già provata dalla congiuntura dei prezzi e dai costi di produzione elevati. La tassa sui fertilizzanti rischia infatti di far diminuire la produzione agricola in Francia e in Europa, aumentando nel contempo le importazioni di materie prime agricole.

Malgrado l’assenza di budget, la Francia prevede un prestito di 310 miliardi di euro nel 2026

La Francia, in seguito al rigetto della legge di bilancio, per garantire il finanziamento dei servizi pubblici, ha ritenuto necessario introdurre un prestito pari a 310 miliardi di euro, come riportato dall’Agence France Trésor (AFT), l’agenzia che gestisce il debito dello Stato.

Il prestito corrisponde alle emissioni nette di obbligazioni a medio e lungo termine, ossia con durata pari o superiore a un anno, al netto dei riacquisti anticipati di debito. La Francia aveva già richiesto un prestito di 285 miliardi di euro nel 2024, aumentato a 300 miliardi nel 2025, raggiungendo così il massimo storico di 310 miliardi nel 2026. Questo incremento è dovuto, oltre all’assenza di legge di bilancio, anche all’instabilità politica.

Con un debito pubblico che supera il 110 % del PIL, la Francia è nuovamente sotto osservazione della Commissione europea. Alla fine di giugno, Bruxelles ha avviato una procedura per deficit eccessivo nei confronti di otto Stati membri, inclusa la Francia, fissando come obiettivo il ritorno sotto la soglia del 3 % di deficit entro il 2027, percorso considerato ambizioso vista la situazione politica interna e l’andamento attuale dei tassi d’interesse.

Il tasso francese a 5 anni ha raggiunto il 2,84 %, un livello storico che lo colloca al di sopra di quello dell’Italia (2,79 %), segnalando la crescente preoccupazione degli investitori sulla sostenibilità del debito francese.

Il debito pubblico francese ha toccato un livello record di 3.345,8 miliardi di euro nel primo trimestre del 2025, pari al 114 % del PIL, in aumento rispetto al 110,6 % del trimestre precedente. Nel 2024, la spesa pubblica ha continuato a superare le entrate, attestandosi al 57 % del PIL, tra le più elevate della media europea e mai registrata al di fuori di periodi di crisi o turbolenze finanziarie.

In controtendenza rispetto alle principali economie, la Spagna riesce a ridurre significativamente il proprio indebitamento: il debito pubblico spagnolo è sceso al 101,8 % del PIL alla fine del 2024 e dovrebbe raggiungere il 100,6 % a fine 2025, grazie a una forte crescita economica che ha superato il 3 % nel 2024, ossia 4,5 volte la media dell’area euro.

Inflazione : i prezzi di consumazione sono aumentati del 0,8% nell’ultimo anno

Nell’ultimo anno l’inflazione francese ha subito un rallentamento. Dalla stima fatta dall’ Insee nello scorso dicembre, i prezzi di consumo risultano essere  pari a 0,8%, in calo rispetto al 2024 (+1,3%), 2023 (3,7 %) e il 2022 (+ 5,9%). Tale abbassamento si registra grazie alla decrescita sia del prezzo di energia pari a -6,8 % che dei prodotti manufatturieri pari a -0,4%. Tuttavia, i prezzi dell’alimentazione sono in crescita del +1,7%, cosi come quelli dei servizi (+2,2%) e del tabacco (+4,4%).

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Francia di Marsiglia)

Ultima modifica: Mercoledì 4 Febbraio 2026