Notizie dai mercati esteri - Thailandia

Giovedì 12 Marzo 2026

Notizie dai mercati esteri - Thailandia

Le esportazioni thailandesi di gennaio sorprendono con una robusta crescita del 24,4% su base annua, ben al di sopra delle previsioni

A sorpresa l’economia thailandese ha iniziato il 2026 con un balzo vivace delle vendite sui mercati esteri: le esportazioni di gennaio sono cresciute del 24,4 % su base annua, molto più di quanto gli economisti avevano previsto nei sondaggi di mercato e segnando un ritmo di espansione superiore a qualsiasi aspettativa a inizio anno. Secondo i dati ufficiali, il valore complessivo delle merci esportate ha superato i 31 miliardi di dollari, sostenuto principalmente dalla forte domanda globale di prodotti elettronici, componenti industriali e beni tecnologici collegati alla digitalizzazione e all’adozione dell’intelligenza artificiale. Questo risultato rappresenta un segnale di resilienza per il settore export thailandese dopo mesi di incertezze legate anche a nuove tensioni tariffarie a livello internazionale — un tema che resta sotto stretta osservazione degli analisti.

Parallelamente all’impennata delle esportazioni, anche le importazioni sono aumentate rapidamente (+29,4 % su base annua), contribuendo a far crescere il deficit commerciale mensile a circa 3,3 miliardi di dollari, più ampio di quanto stimato dagli operatori. L’accelerazione delle importazioni riflette un’intensa attività produttiva interna e l’acquisto di beni intermedi dall’estero, ma al tempo stesso alimenta dubbi sulla sostenibilità di un saldo estero positivo nel breve periodo. Le autorità economiche thailandesi hanno sottolineato l’importanza di monitorare l’evoluzione dei tassi di cambio e le dinamiche della domanda globale per mantenere la competitività delle esportazioni, in un contesto internazionale ancora incerto e segnato da pressioni protezionistiche e oscillazioni nei flussi commerciali.

Thailandia: un “lieve sollievo” dopo la sentenza sui dazi USA, ma resta incertezza per esportazioni e crescita

La recente sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti sull’uso dei poteri presidenziali per imporre tariffe commerciali ha dato alla Thailandia un “lieve sollievo” rispetto alle dure misure tariffarie introdotte negli ultimi mesi, ma gli esperti avvertono che la sfida non è finita e che l’incertezza commerciale rimane alta per il settore export del Paese.

La Corte Suprema americana ha stabilito che il presidente non possiede l’autorità, secondo la legge sulle emergenze economiche (IEEPA), di imporre dazi punitivi su larga scala senza un mandato esplicito del Congresso. Questo ha portato all’annullamento di una parte dei dazi più aggressivi che avrebbero potuto influenzare pesantemente le esportazioni thailandesi verso gli Stati Uniti.

Secondo analisti e autorità economiche, questa decisione offre un sollievo immediato alle imprese thailandesi e riduce parte dell’incertezza normativa che aleggiava sul mercato, permettendo alle esportazioni di pianificare con maggiore chiarezza nel breve periodo.

Nonostante il sollievo iniziale, la situazione commerciale tra Thailandia e Stati Uniti resta complessa. Poco dopo la sentenza, l’amministrazione statunitense ha annunciato l’applicazione di una tariffa globale del 10 % su tutte le importazioni per un periodo di 150 giorni come strumento alternativo per compensare l’eliminazione dei dazi precedenti.

Ciò significa che, pur non potendo più applicare i dazi “reciproci” più pesanti, gli Stati Uniti possono comunque imporre nuove tariffe che aumentano i costi d’ingresso per le merci thailandesi sul mercato americano.

La Federazione dell’Industria Thai (FTI) ha sottolineato che questa tariffa globale del 10 % colpisce diversi settori chiave dell’export thailandese — in particolare elettronica, componenti per veicoli e pneumatici — e può erodere la competitività dei prodotti thailandesi negli USA.

In certe categorie industriali, come pneumatici e parti automobilistiche, questa nuova tariffa si somma ai dazi antidumping già esistenti, rendendo i prodotti ancora più costosi e meno attraenti per i compratori statunitensi.

Il Ministero del Commercio della Thailandia e le principali associazioni commerciali hanno subito fatto sapere che stanno monitorando la situazione da vicino e preparando strategie per fronteggiare la nuova fase delle politiche tariffarie statunitensi. Ciò include lo studio di possibili negoziati commerciali e la valutazione di come evitare un impatto troppo gravoso sulle imprese thai.

In particolare, le autorità thailandesi intendono intensificare le discussioni bilaterali con Washington per cercare soluzioni che tutelino l’accesso dei prodotti thailandesi al mercato USA e riducano le barriere tariffarie, soprattutto per i settori a maggior valore aggiunto.

Gli economisti sottolineano che, sebbene la sentenza della Corte Suprema abbia eliminato alcune misure più aggressive, la guerra commerciale globale non è finita. Gli Stati Uniti dispongono infatti di altri strumenti legali, come dazi legati alla “sicurezza nazionale” o indagini su pratiche commerciali ritenute sleali, che possono tornare ad influenzare l’economia thailandese in futuro.

Inoltre, il possibile rimborso delle somme già riscosse come dazi sotto l’IEEPA potrebbe prolungare le incertezze per anni mentre il sistema giudiziario e amministrativo statunitense stabilisce come gestire tali rimborsi.

(Contributo editoriale a cura della Thai-Italian Chamber of Commerce)

Ultima modifica: Giovedì 12 Marzo 2026