Informazione economica

Mercoledì 18 Febbraio 2026

Moldova: nuovi fondi pubblici

La Repubblica Moldova sta potenziando gli strumenti di sostegno per le imprese con una serie di finanziamenti pubblici non rimborsabili destinati alla modernizzazione industriale, all’efficienza energetica, alla digitalizzazione e alla crescita delle piccole e medie imprese (PMI). Questi fondi, erogati dal governo moldavo in collaborazione con l’Unione Europea e partner internazionali, rappresentano un’opportunità concreta per imprese locali e investitori esteri interessati allo sviluppo industriale nel paese.

Le imprese interessate a ottenere fondi pubblici non rimborsabili devono seguire alcuni passaggi fondamentali. Prima di tutto identificare il programma adatto: ogni grant o aiuto pubblico ha criteri specifici (es. efficienza energetica, digitalizzazione, investimento industriale). Preparare poi la documentazione richiesta che include tipicamente business plan dettagliato con obiettivi e budget, piano di investimento o progetto, documentazione societaria (registrazione aziendale, bilanci). È necessario infine presentare la domanda all’ente gestore: per la maggior parte dei grant gestiti tramite ODA, le domande vanno presentate direttamente tramite la Organizzazione per lo Sviluppo dell’Imprenditorialità sotto il Ministero dello Sviluppo Economico e Digitalizzazione della Moldova.

Alcuni programmi, in particolare quelli legati a investimenti industriali, richiedono l’invio della candidatura al Ministero dello Sviluppo Economico e Digitalizzazione secondo le procedure ufficiali pubblicate sul sito istituzionale.

Grant diretti per le imprese

Negli ultimi mesi il Governo della Moldova, insieme all’Organizzazione per lo Sviluppo dell’Imprenditorialità (ODA) e con il supporto dell’Unione Europea, ha attivato e ampliato diverse misure di sostegno:

  • Fondi aggiuntivi per il Budget +PLUS – Il governo ha destinato ulteriori 100 milioni di lei per programmi di supporto alle imprese gestiti da ODA, con l’obiettivo di modernizzare attività produttive, digitalizzare processi e creare nuovi posti di lavoro, soprattutto nelle zone rurali.
  • Contributi a fondo perduto distribuiti nel 2025 – Nell’ambito di programmi diversificati, 75 imprese hanno ricevuto complessivi 26,3 milioni di lei in contributi a fondo perduto per investimenti in tecnologie digitali, efficienza energetica e sviluppo aziendale.
  • Supporto continuativo alle PMI – Nel corso dell’anno, grazie all’attività congiunta tra governo e UE, oltre 136 imprese hanno ottenuto più di 69,3 milioni di lei in grant, generando investimenti superiori ai 140 milioni di lei nell’economia nazionale.

Efficienza energetica e tecnologie verdi

Un decreto governativo del 29 dicembre 2025 ha approvato un programma con contributi fino a 1,5 milioni di lei (circa 77.000 di euro) per PMI che investono in tecnologie di efficienza energetica ed energie rinnovabili, coprendo fino al 50% dei costi ammissibili dell’investimento.

Supporto industriale strategico e piani di crescita

Oltre ai grant diretti, la Moldova ha introdotto un meccanismo statale di aiuti per investimenti industriali nell’ambito del suo Piano Nazionale di Industrializzazione 2024–2028. Questo schema prevede: contributi fino al 75% del totale dell’investimento per piccole imprese (60% per medie e grandi aziende); forma di aiuto combinata: sovvenzione diretta (fino al 25% dell’aiuto totale) ed esenzione fiscale sull’imposta sui redditi (75%) per progetti industriali qualificati. Settori ammissibili: elettronica, chimica e farmaceutica, componenti automotive, tessile, materiali da costruzione e industria alimentare. Valore totale stimato dell’aiuto: circa 2 miliardi di lei (circa 100 milioni di euro).

Sostegno UE all'imprenditoria e alle Pmi 

L’Unione Europea ha stanziato una sovvenzione diretta di 8 milioni di euro per co-finanziare sette programmi statali di supporto all’imprenditorialità tramite ODA, destinati a 300 imprese entro il 2026. I programmi coprono iniziative come: digitalizzazione delle PMI; energie rinnovabili; programmi per giovani imprenditori e donne; turismo rurale. Queste risorse incrementano l’impatto degli strumenti statali esistenti e promuovono l’integrazione delle imprese nel mercato europeo.

Ultima modifica: Venerdì 20 Marzo 2026
Mercoledì 18 Febbraio 2026

Thailandia più competitiva

Il governo thailandese ha annunciato un’importante iniziativa per rilanciare l’economia attraverso un maggiore coinvolgimento delle imprese straniere, con l’obiettivo di attrarre capitali esteri e rendere il Paese più competitivo a livello regionale. Il Ministero del Commercio thailandese intende proporre al Consiglio dei Ministri la rimozione di 10 settori economici dalla “lista ristretta” prevista dalla Foreign Business Act (FBA).

Attualmente, queste categorie richiedono alle società straniere di ottenere specifiche licenze statali per poter operare in Thailandia. Con la modifica, queste licenze non sarebbero più necessarie per le imprese straniere, consentendo un accesso molto più semplice al mercato. Tra i settori interessati ci sono: Telecomunicazioni, Sviluppo software, Gestione finanziaria, Esplorazione petrolifera, Commercio di derivati agricoli. Queste categorie rappresentano aree dinamiche dell’economia e confermano la volontà della Thailandia di modernizzare il proprio tessuto produttivo attraverso l’ingresso di competenze e capitali esteri.

Burocrazia più snella

Un altro elemento chiave della riforma è l’accelerazione dei tempi di approvazione per i permessi alle imprese straniere. Attualmente il processo può richiedere fino a 60 giorni; l’intenzione del governo è ridurre questo periodo a solamente 30 giorni, con l’obiettivo di ridurre la burocrazia e competere meglio con i Paesi vicini nel Sud-Est asiatico.

La mossa arriva in un contesto in cui la Thailandia sta cercando di sostenere la crescita economica, che negli ultimi anni è stata penalizzata da fattori globali come i dazi commerciali e l’apprezzamento della valuta. Le autorità vogliono incoraggiare investimenti esteri diretti (FDI), specialmente nei settori ad alto valore aggiunto quali tecnologia, servizi digitali e infrastrutture innovative. Se approvata, questa riforma potrebbe: Potenziare la competitività internazionale della Thailandia attirando nuovi investitori; Favorire la creazione di posti di lavoro qualificati; Stimolare la crescita nei settori tecnologici e dei servizi avanzati; Rafforzare il ruolo della Thailandia come hub regionale per imprese globali.

Negli ultimi anni, il Paese ha già mostrato segni di forte attrattività per gli investimenti stranieri nei settori digitali e produttivi, con record di capitali attratti e un crescente interesse da parte di aziende estere, soprattutto nel settore tecnologico e manifatturiero.

Ultima modifica: Giovedì 19 Febbraio 2026
Data evento

Ven, 18 Settembre, 2026 - 09:35

Iscrizioni non ancora aperte.
Online
18 Settembre 2026 -

Le relazioni economiche tra Stati Uniti e Italia stanno attraversando una fase di ridefinizione. L’introduzione di nuove misure tariffarie e di strumenti regolatori non tariffari impone alle imprese un ripensamento delle strategie di accesso e presidio del mercato americano.

Il secondo appuntamento del Trade & Tariffs Committee promosso da Italy-America Chamber of Commerce e AmCham Italy, sarà dedicato alla lettura delle dinamiche in atto e alle risposte concrete adottate dalle aziende.

Il webinar offrirà un’analisi integrata – normativa, finanziaria e industriale – per comprendere come le imprese stiano gestendo l’impatto delle nuove direttive sulle catene del valore, sulla pianificazione doganale e sugli investimenti cross-border. Un’occasione per trasformare un quadro regolatorio complesso in un’opportunità di riposizionamento competitivo.

A chi si rivolge

Un appuntamento pensato per imprese e professionisti che operano sull’asse transatlantico e che intendono anticipare i cambiamenti, rafforzare la compliance e costruire modelli di crescita più solidi e resilienti.

Programma

Interverranno:

  • Frank Desiderio, Founding Partner, GDLSK
  • Pier Paolo Ghetti, Global Trade Advisory National Leader, Deloitte
  • Marco Mariano, Managing Director, Head of Mid Cap Global Corporate Banking in Italy, JP Morgan

Con i contributi di:

  • Marcello Cattani, Presidente di Farmindustria
  • Jeanette Gioia, Presidente della New York / New Jersey Foreign Freight Forwarders & Brokers Association

Il webina sarà moderato da Andrea Fiano, Editor di Milano Finanza / Global Finance Magazine.

Partecipazione gratuita previa registrazione cliccando qui.

 

Mercoledì 11 Febbraio 2026

La Federal Reserve mantiene invariati i tassi di interesse

La Federal Reserve ha deciso di mantenere invariato il tasso di interesse di riferimento in un intervallo compreso tra il 3,5% e il 3,75%, interrompendo una recente fase di riduzioni dei tassi. La decisione, in linea con le aspettative dei mercati, segue tre tagli consecutivi da 25 punti base ciascuno.

Nel comunicato diffuso al termine della riunione, la banca centrale ha rivisto al rialzo la valutazione sull’andamento dell’economia statunitense, segnalando che l’attività economica continua a crescere a un ritmo solido. Allo stesso tempo, la Fed ha indicato un rallentamento delle preoccupazioni sul mercato del lavoro: la crescita dell’occupazione resta contenuta e il tasso di disoccupazione mostra segnali di stabilizzazione.

Rimane invece elevata l’attenzione sull’inflazione, che secondo la Federal Reserve si mantiene ancora su livelli superiori all’obiettivo. La decisione riflette quindi un equilibrio tra una crescita economica resiliente e la necessità di monitorare l’evoluzione dei prezzi prima di eventuali nuovi interventi di politica monetaria.

(Contributo editoriale a cura della Italy-America Chamber of Commerce of Texas, Inc.)

Ultima modifica: Mercoledì 11 Febbraio 2026
Giovedì 5 Febbraio 2026

Export italiano verso il Regno Unito: segnali positivi e prospettive di crescita | L'intervista ad Adnkronos di Roberto Costa, Presidente della ICCIUK

L’export italiano verso il Regno Unito conferma una dinamica positiva anche nel contesto post-Brexit. Lo evidenzia Roberto Costa, Presidente della Italian Chamber of Commerce and Industry for the United Kingdom, in un’intervista rilasciata ad Adnkronos.

Da gennaio a novembre 2025, le esportazioni italiane hanno raggiunto i 21,4 miliardi di euro, con un aumento dell’1% rispetto al 2024 e del 3% rispetto al 2023. Un dato che conferma la solidità delle relazioni economiche bilaterali e la tenuta del manifatturiero italiano, nonostante un quadro normativo più articolato.

Secondo Costa, la Brexit ha inciso soprattutto sul piano burocratico, senza però generare blocchi strutturali agli scambi. In uno scenario internazionale caratterizzato da incertezza geopolitica, il Regno Unito – e Londra in particolare – continua a rappresentare un hub strategico tra Europa, Medio Oriente e mercati occidentali, offrendo opportunità concrete soprattutto per le PMI italiane.

In questo contesto, la Camera di Commercio Italiana nel Regno Unito rafforza il proprio ruolo di accompagnamento alle imprese, con un piano strutturato di iniziative per il 2026 che include eventi istituzionali, workshop operativi e momenti di networking tra imprese italiane e britanniche.

L’intervista completa è disponibile nel video integrale qui sotto.

 

 

 

Ultima modifica: Martedì 24 Febbraio 2026
Venerdì 23 Gennaio 2026

Bulgaria nell’Eurozona: il contributo della Camera di Commercio Italiana in Bulgaria nel reportage di Radio 24

La Camera di Commercio Italiana in Bulgaria ha preso parte a un reportage speciale di Radio 24 dedicato all’ingresso della Bulgaria nell’Eurozona, avvenuto ufficialmente lo scorso 1° gennaio, che ha portato il Paese a diventare il 21° Stato membro dell’Unione Europea ad adottare la moneta unica.

Nel servizio, realizzato da Sergio Nava da Sofia, sono stati analizzati il percorso di avvicinamento all’euro, le reazioni dell’opinione pubblica, il contesto politico ed economico e, soprattutto, le ricadute concrete per il tessuto produttivo, con particolare attenzione alle imprese italiane attive nel Paese.

Anselmo Caporossi, Segretario Generale della Camera di Commercio Italiana in Bulgaria, offre una lettura del quadro degli interscambi bilaterali, evidenziando il ruolo dell’Italia come partner commerciale strategico, i settori che trainano la cooperazione economica e le prospettive aperte dall’introduzione dell’euro. L’adozione della moneta unica, pur in un contesto politico e sociale complesso, emerge come un fattore di stabilità e attrattività per il sistema economico bulgaro e per le imprese italiane già presenti o interessate al mercato.

Il reportage raccoglie inoltre le testimonianze di imprenditori italiani operanti nel Paese, che condividono valutazioni sugli effetti della moneta unica in termini di prezzi, mercato del lavoro, integrazione bancaria e accesso al credito, mettendo in luce opportunità e criticità della fase di transizione.

Un approfondimento che offre uno sguardo diretto dal territorio e consente di comprendere meglio le implicazioni dell’ingresso della Bulgaria nell’euro per il business e per le relazioni economiche italo-bulgare.

Ascolta il reportage di Radio 24 per approfondire il contributo di Anselmo Caporossi, dal minuto 09:05.

 

 

Ultima modifica: Mercoledì 11 Febbraio 2026
Martedì 13 Gennaio 2026

Canada: overview 2025 e outlook 2026

Nel 2025 il Canada ha vissuto una fase di assestamento macroeconomico, caratterizzata da una crescita moderata e da un’inflazione in progressivo rientro verso il target della Bank of Canada. In questo contesto, l’Ontario si conferma il principale motore economico del Paese, pur risentendo del rallentamento manifatturiero e delle tensioni commerciali internazionali. La provincia compensa tuttavia tali criticità attraverso un forte programma di investimenti infrastrutturali e politiche industriali orientate all’innovazione, elementi che contribuiscono a stabilizzare la crescita.

Nel complesso, il 2025 appare come un anno di transizione e consolidamento, con prospettive favorevoli per la collaborazione economica tra Canada, Ontario e partner europei, inclusa l’Italia.

Nel 2026 l’economia canadese è attesa entrare in una fase di crescita moderata ma stabile, sostenuta dal progressivo rientro dell’inflazione verso il target della Bank of Canada e da condizioni finanziarie meno restrittive. In questo quadro, l’Ontario continua a rivestire un ruolo centrale, pur in presenza di alcune criticità legate al rallentamento manifatturiero e alle tensioni commerciali. La provincia punta tuttavia su robusti programmi di investimento infrastrutturale e su politiche industriali orientate a settori strategici (automotive, veicoli elettrici, tecnologie mediche e manifattura avanzata) per rafforzare competitività e occupazione.

Il 2026 si profila quindi come un anno di transizione ordinata, nel quale il consolidamento macroeconomico crea le condizioni per una crescita prudente e per nuove opportunità di scambio, in particolare per i partner europei e le imprese italiane.

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana dell'Ontario Canada (ICCO Canada)

Ultima modifica: Martedì 13 Gennaio 2026
Venerdì 12 Dicembre 2025

Nuovo accordo di commercio e investimenti tra Argentina e Stati Uniti

Il 13 novembre 2025 gli Stati Uniti e l’Argentina hanno raggiunto un framework per un accordo su commercio e investimenti reciproci, inteso a rafforzare la cooperazione bilaterale e a promuovere l’integrazione commerciale nei settori strategici. L’intesa prevede un ampliamento dell’accesso ai mercati, con potenziale apertura per prodotti agricoli, manufatti, tecnologie e altri beni di interesse, favorendo condizioni più stabili per scambi e investimenti.

Per imprese e soggetti economici italiani e argentini (in particolare PMI e operatori del settore agroalimentare, meccanica, tecnologia) queste dinamiche aprono scenari di potenziale collaborazione. L’accordo bilaterale con gli Stati Uniti potrebbe influenzare indirettamente le rotte commerciali globali, mentre la crescita del BNPL (buy now pay later) e del commercio digitale offre strumenti innovativi per ampliare la domanda interna e facilitare transazioni in un contesto economico complesso.

Per operatori italiani interessati all’Argentina, così come per aziende argentine con ambizioni di esportazione, il contesto attuale rende ancor più importante seguire da vicino l’evoluzione normativa, le politiche macroeconomiche e le opportunità offerte dal digitale e dai nuovi strumenti finanziari/di pagamento.

(Contributo editoriale a cura della Cámara de Comercio Italiana de Rosario)

Ultima modifica: Venerdì 12 Dicembre 2025
Venerdì 12 Dicembre 2025

La Spagna leader nella crescita economica dei paesi europei

La Spagna è, tra i grandi Paesi della zona euro, quello che crescerà di più nel 2025, secondo le nuove previsioni economiche della Commissione Europea, confermandosi come il motore della crescita europea. Le stime autunnali migliorano le prospettive pubblicate in primavera e indicano che l’economia spagnola si espanderà quest’anno del 2,9% del Prodotto Interno Lordo (PIL), tre decimi in più rispetto alle precedenti previsioni, grazie soprattutto alla solida domanda interna, ai consumi delle famiglie e agli investimenti. Le cifre europee coincidono con quelle del Governo spagnolo che, come confermato dal ministro dell’Economia Carlos Cuerpo, aggiornerà al 2,9% la previsione di crescita per quest’anno.

Il risultato spagnolo contrasta nettamente con quello degli altri grandi Paesi della zona euro: Germania crescerà dello 0,2%, Francia dello 0,7% e Italia dello 0,4%. Bruxelles migliora anche le stime sul deficit spagnolo, previsto al 2,5% nel 2024 e al 2,1% nel 2025, livelli sensibilmente inferiori rispetto alle altre principali economie dell’eurozona. Il rapporto sottolinea come la domanda interna sarà il motore principale della crescita tra il 2025 e il 2027, trainata dai consumi privati e da un andamento positivo degli investimenti. Per il 2026 si prevede un rallentamento della crescita al 2,3%.

Tra i fattori determinanti spicca il contributo dei flussi migratori, che hanno sostenuto l’espansione del mercato del lavoro e dei consumi, nonostante il tasso di disoccupazione resti al 10,4% e non dovrebbe scendere sotto il 10% fino al 2026. La Commissione avverte però che un eventuale rallentamento dell’immigrazione potrebbe indebolire la dinamica occupazionale, incidendo negativamente su consumi e investimenti. Ulteriori rischi derivano dalla debolezza economica di alcuni partner europei, che potrebbe avere ripercussioni sul turismo, uno dei settori chiave per la Spagna.

Nel complesso, la Commissione Europea rivede al rialzo anche le previsioni per l’intera zona euro, che dovrebbe crescere dell’1,3% nel 2025. Un cauto ottimismo favorito anche dal recente accordo tariffario con gli Stati Uniti, che ha contribuito a ridurre alcune incertezze legate al commercio internazionale.

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana - Barcellona)

Ultima modifica: Venerdì 12 Dicembre 2025
Venerdì 12 Dicembre 2025

Rivoluzione in Danimarca: meno tasse, più digitale — le novità che contano per esportatori e aziende nel 2026

La Legge di Bilancio danese per il 2026 introduce una serie di misure che avranno un impatto diretto sia sui consumatori sia sulle imprese, con effetti particolarmente significativi per gli esportatori di prodotti alimentari come caffè, cioccolato e dolciumi, e per le società che operano in Danimarca. Con l’obiettivo dichiarato di alleggerire il peso economico delle famiglie in un contesto di persistente aumento dei prezzi, il governo ha deciso di intervenire su alcune imposte storiche, oltre a procedere nel percorso di digitalizzazione obbligatoria dei sistemi contabili aziendali.

 

Abolizione delle imposte su caffè e prodotti zuccherati: prezzi più competitivi e spinta per nuove occasioni di business

Una delle novità più rilevanti riguarda la riduzione e successiva abolizione delle imposte sul caffè e sui prodotti dolciari. Nel dettaglio, la Legge di Bilancio stabilisce che nel corso del 2026 tali imposte verranno dimezzate, per poi essere completamente eliminate. Il provvedimento riguarda non solo caffè e cioccolato, ma anche un’ampia gamma di prodotti affini: dolciumi, zuccherini, frutta candita e gomme da masticare. Si tratta di una riforma fiscale attesa da tempo e motivata da due esigenze principali: ridurre l’impatto dell’inflazione alimentare sulle famiglie e semplificare una struttura impositiva considerata ormai poco efficiente.

Per gli esportatori di caffè, cacao, cioccolato e prodotti zuccherati, la misura rappresenta una potenziale opportunità. L’eliminazione delle imposte può tradursi in un prezzo finale più competitivo sul mercato danese, già sensibile ai costi elevati dei beni di consumo importati. È prevedibile una crescita della domanda interna, favorita dal calo dei prezzi al dettaglio, che potrebbe aprire margini commerciali aggiuntivi per le imprese estere. Inoltre, la riforma potrebbe ridurre la complessità amministrativa legata alla gestione delle accise, agevolando l’ingresso o il consolidamento nel mercato danese.

Svolta digitale in Danimarca: nuove imprese coinvolte nell’obbligo SAF – T dal luglio 2026

Oltre alle misure fiscali sui beni di consumo, la Legge di Bilancio 2026 introduce un’altra novità significativa per il mondo produttivo: l’estensione dell’obbligo di contabilità digitale. A partire dal 1° luglio 2026, anche le società non soggette ad obbligo di contabilità formale, ma che registrano un fatturato netto superiore a 300.000 corone danesi (circa 40.165 euro) nei due esercizi precedenti, saranno tenute ad adottare sistemi di contabilità digitale. Ciò significa che queste imprese dovranno dotarsi di software certificati, capaci di generare il formato di audit standardizzato SAF – T (Standard Audit File for Tax), già richiesto alle realtà di dimensioni maggiori.

Questa estensione rientra nella fase successiva dell’implementazione graduale della legge danese sulla contabilità, che ha già coinvolto le grandi aziende e prosegue ora verso le imprese più piccole. L’obiettivo del governo è rendere più efficiente, trasparente e controllabile il sistema contabile nazionale, facilitando le verifiche fiscali e riducendo al contempo il rischio di irregolarità e contabilità opache. Per le aziende straniere con filiali o stabilimenti in Danimarca, l’obbligo comporta l’adeguamento dei sistemi gestionali e informatici, oltre a una possibile revisione delle procedure interne di reportistica e auditing.

Nel complesso, la Legge di Bilancio 2026 delinea un quadro di alleggerimento fiscale sui beni di largo consumo e maggiore rigore tecnologico per le imprese, con effetti che combinano sostegno al potere d’acquisto e modernizzazione amministrativa. Esportatori e società presenti nel mercato danese dovranno quindi monitorare attentamente le nuove disposizioni, sia per cogliere le opportunità commerciali derivanti dall’abolizione delle imposte, sia per garantire la conformità ai nuovi standard contabili digitali.

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio italiana in Danimarca)

Ultima modifica: Venerdì 12 Dicembre 2025