Giovedì 18 Giugno 2026
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Parte di un più vasto progetto europeo per la connettività marina, il corridoio baltico-adriatico mira alla costruzione di una rete ferroviaria, in grado di collegare i due mari, con una rete attiva in regioni di Italia, Polonia, Repubblica ceca, Slovenia, Slovacchia e Austria. L’iniziativa è volta alla creazione di un sistema di collegamenti intermodali che siano in grado di superare gli svantaggi dei territori con deficit infrastrutturali e al contempo potenziare il trasporto ferroviario delle merci. In un’ottica macroeconomica italiana, il potenziamento delle infrastrutture in polonia, si traduce in opportunità significative per le industrie italiane del settore ingegneristico, rinomate nella regione baltica per la loro competitività.
L’Italia si conferma protagonista attivo dell’iniziativa. Il suo coinvolgimento evidenzia l’importanza strategia degli snodi principali del corridoio, in particolare i porti dell’adriatico di Venezia e Trieste, che ricoprono un ruolo principale nei collegamenti europei.
Asse portante del corridoio – Rail Baltica, il più vasto progetto strategico europeo che consolida la presenza italiana grazie alla partecipazione del gruppo FS e di Italferr. Rail baltica, è volta a creare una rete di collegamenti infrastrutturali per L’Unione Europea. Con un’estensione di 900km, e un valore complessivo di circa 2 miliardi di euro, Rail baltica si snoda attraverso 5 paesi: Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia e Finlandia, collegando i Baltici direttamente con il sistema di ferrovie europeo. Tra gli obiettivi chiave del progetto : incremento della sostenibilità, riduzione significativa dei tempi di percorrenza e armonizzazione degli standard ferroviari europei. La transizione dei vecchi sistemi locali ai parametri comunitari consentirà ai treni di viaggiare senza interruzioni oltre i confini, evitando pause e cambiamenti di equipaggiamento.
Punto cardine della “rail baltica” Italferr, è il più grande progetto di elettrificazione ferroviaria realizzata in Europa. L’accordo per l’elettrificazione di rail baltica e stato formalizzato a Vilnius nel settembre 2025 tra il consorzio COBELEC (gruppo Cobra & Elecnor) e il gruppo italiano Italferr. Il contratto rappresenta un grande successo per L’Italia, in quanto ha sancito la centralità dell’ ingegneria italiana nella realizzazione dell’opera. La linea ha origine nella capitale polacca e si estende fino a Tallinn, raggiungendo Helsinki mediante un corridoio sottomarino.
Il contratto rappresenta uno snodo fondamentale per lo sviluppo infrastrutturale nei baltici e il suo più ampio coinvolgimento nel sistema ferroviario europeo. Inoltre, l’iniziativa genererà grandi benefici in termini economici e commerciali. Oltre a stimolare significativamente lo sviluppo urbano, il progetto avrà un grande impatto in termini di sostenibilità e interoperabilità, senza contare l’ impatto sull’occupazione. Secondo le stime, l’opera genererà più di 10.000 nuovi impieghi.
Protagonista dell’iniziativa, la società ingegneristica del gruppo Fs è l’organo deputato alla supervisione e coordinamento dei sistemi di segnalazione e dei sistemi energetici secondari. Inoltre, il gruppo avrà il compito di monitorare la realizzazione di una nuova linea ad alta velocità in Lettonia. Il progetto di elettrificazione dà il via ad una fase operativa senza precedenti, che trasformerà la mobilitò nella regione baltica, creando un efficiente asse ferroviario al centro dell’Europa.
Guardando la questione da una prospettiva più ampia di integrazione nord-sud europea, tutto ciò si inserisce su un livello superiore nella “three seas initiaive” (3SI) una strategia di carattere politico ed economico, volta ad una migliore integrazione dell’Europa orientale con l’UE occidentale.
In merito a ciò, il recente vertice dell’iniziativa, avvenuto a Dubrovnik gli scorsi 28 e 29 aprile, ha consolidato il ruolo dell’Italia come hub economico nel Mediterraneo e formalizzato la sua adesione come partner strategico. Per comprendere l’ampiezza del progetto, basti sapere che l’iniziativa coinvolge 13 paesi e lavora per la promozione di progetti volti alla connessione infrastrutturale, energetica ed economica.
Tra gli obiettivi strategici dell’iniziativa:
Inoltre, alla luce dei recenti avvenimenti geopolitici e l’invasione russa dell’Ucraina, l’iniziativa assume un ruolo ancora rilevante anche in termini di difesa e sicurezza. Il nuovo sistema ferroviario, infatti, consentirà un rapido spostamento delle truppe e agevolerà la mobilità lungo i corridoi marittimi del Nord-baltico e baltico- Nero -Egeo.
Punti di forza delle industrie italiane:
La crescente rilevanza della regione Baltica come area strategica europea ė il risultato di una combinazione di fattori geopolitici ed economici che stanno ridefinendo gli equilibri del continente. In particolare, si possono individuare tre fattori principali:
All’interno di questo scenario, la Polonia si afferma come snodo strategico del Corridoio Baltico-Adriatico. La sua posizione geografica la rende un punto di connessione naturale tra Europa occidentale, Europa centrale e Paesi baltici, oltre che un ponte verso l’Ucraina.
Oltre alle iniziative promosse nell’ambito della Three Seas Initiative, il Paese è al centro di un ampio programma di sviluppo infrastrutturale. In particolare, l’espansione del porto di Danzica rappresenta uno degli interventi più rilevanti: lo scalo ha registrato una crescita significativa dei volumi di traffico, superando gli 80 milioni di tonnellate annue di merci movimentate, consolidando il proprio ruolo come porta d’accesso per i flussi commerciali verso l’Europa centrale e orientale.
Inoltre, gli investimenti in ampliamento delle infrastrutture portuali stanno rafforzando in modo significativo la competitività dello scalo. In particolare, la realizzazione del terminal container di ultima generazione T3 – parte del Baltic Hub – e il potenziamento dei collegamenti intermodali attraverso il programma europeo Connecting Europe Facility 2, con finanziamenti pari a circa 100 milioni di euro, stanno migliorando l’integrazione del porto con le reti di trasporto europee. Questi interventi consentono a Danzica di attrarre traffici globali, accogliere navi di grandi dimensioni e rafforzare la propria posizione nelle principali rotte marittime internazionali.
Parallelamente, la Polonia sta investendo nello sviluppo del progetto Port Polska (ex Centralny Port Komunikacyjny), un ambizioso hub multimodale situato tra Varsavia e Łódź, destinato a integrare trasporto aereo, ferroviario e rete stradale. Il progetto prevede l’apertura dell’aeroporto entro il 2032, con una capacità iniziale stimata tra 34 e 44 milioni di passeggeri annui, e la realizzazione di una rete ferroviaria ad alta velocità. Inserito nella rete TEN-T e sostenuto anche da finanziamenti europei, Port Polska contribuirà a rafforzare l’integrazione della Polonia nei flussi logistici continentali, consolidando ulteriormente il suo ruolo di piattaforma strategica per la mobilità e gli scambi tra Nord e Sud Europa.
In conclusione, lo sviluppo del Corridoio Baltico-Adriatico e delle infrastrutture ad esso collegate non rappresenta soltanto un avanzamento nella connettività europea, ma si configura come un vero e proprio fattore di trasformazione economica e strategica per l’intero continente. In questo scenario, la crescente centralità della regione baltica e il ruolo della Polonia come hub logistico ed energetico rafforzano l’integrazione tra Nord e Sud Europa, contribuendo a rendere le catene del valore più resilienti ed efficienti.
Per l’Italia, tale evoluzione si traduce in un insieme concreto di opportunità: dalla partecipazione a grandi progetti infrastrutturali, al rafforzamento della presenza industriale nei mercati dell’Europa centro-orientale, fino allo sviluppo di nuove partnership nei settori dell’ingegneria, dell’energia e delle tecnologie per la mobilità. In questo contesto, il sistema produttivo italiano è chiamato a cogliere le potenzialità offerte da un’Europa sempre più interconnessa, consolidando il proprio ruolo all’interno delle dinamiche di crescita e innovazione del continente.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italiana in Polonia)
Il governo serbo ha approvato i progetti di legge per la ratifica di due accordi finanziari con istituzioni finanziarie internazionali.
L’obiettivo è il miglioramento delle infrastrutture stradali tramite la riabilitazione di strade statali e locali.
In totale è previsto un indebitamento di 350 milioni di euro, e gli accordi entreranno in vigore dopo la ratifica da parte dell’Assemblea Nazionale.
Prestito della Banca Europea per gli Investimenti
Con la Banca Europea per gli Investimenti è stato concordato un prestito di 150 milioni di euro per il progetto “Sviluppo sostenibile della rete stradale”.
Il progetto prevede la riabilitazione di circa 540 chilometri di strade statali e locali, con particolare attenzione a resilienza climatica e sicurezza del traffico.
Il periodo di rimborso è di 15 anni, con cinque anni di periodo di grazia.
I fondi saranno prelevati in più tranche, senza il pagamento di commissioni di accesso o provvigioni sui fondi non prelevati.
Prestito della Banca di Sviluppo del Consiglio d’Europa
Il secondo accordo è stato siglato con la Banca di Sviluppo del Consiglio d’Europa e prevede un prestito di 200 milioni di euro per la riabilitazione di strade locali nelle municipalità meno sviluppate.
Il valore totale del progetto è stimato in 286 milioni di euro, mentre il resto dei fondi sarà coperto dal bilancio della Serbia.
Il prestito potrà essere rimborsato entro 20 anni, con un periodo di grazia fino a cinque anni.
Lavori previsti e tempistiche del progetto
I lavori comprenderanno il risanamento e sostituzione dei manti stradali deteriorati, ampliamento delle carreggiate, il miglioramento dei sistemi di drenaggio, nonché la costruzione e il rinnovo di marciapiedi, piste ciclabili e elementi di accessibilità.
Nuove regole per il pagamento del pedaggio
Dal 1° aprile 2026 tutti i camion con massa superiore a 3,5 tonnellate dovranno utilizzare il dispositivo TAG per il pagamento elettronico del pedaggio sulle autostrade serbe.
Il pagamento in contanti o con carta ai caselli non sarà più possibile per i veicoli pesanti.
Il sistema permette il passaggio senza fermarsi: il pedaggio viene calcolato e addebitato automaticamente, riducendo attese e rallentamenti.
Obiettivi: traffico più fluido e maggiore sicurezza
L’introduzione dell’obbligo mira a velocizzare il flusso del traffico, soprattutto nei tratti più congestionati, e a migliorare la sicurezza stradale, evitando le soste e le ripartenze dei camion ai caselli.
La misura fa parte della transizione verso il modello “free flow”, un sistema senza barriere che utilizza portali con sensori e telecamere per rilevare il TAG o la targa del veicolo.
La prima applicazione è prevista sulla tangenziale di Belgrado, con successiva estensione ad altre autostrade.
Impatto sui trasportatori e digitalizzazione
Le aziende di trasporto dovranno registrare i mezzi nel sistema elettronico e installare il dispositivo richiesto.
Sebbene sia previsto un periodo di transizione, la riforma punta a garantire maggiore efficienza operativa, tempi di percorrenza più brevi e una gestione più moderna della rete.
L’obbligo del TAG rappresenta quindi un passo concreto verso la digitalizzazione dell’infrastruttura stradale in Serbia.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Serba)
L’Ue e la Moldova hanno esteso la validità dell’attuale accordo sul trasporto su strada fino al 31 marzo 2027. Il documento è stato firmato da Mircea Pascaluta, Segretario di Stato del Ministero delle Infrastrutture e dello Sviluppo Regionale della Moldova, e Kristian Schmidt, Direttore per i Trasporti Terrestri della Commissione Europea. L’accordo consente ai vettori moldavi di operare sul territorio dell’UE senza necessità di permessi speciali, facilitando sia il trasposto bilaterale che il transito attraverso gli stati membri. Rappresenta un passo ulteriore nel rafforzamento dei rapporti economici e commerciali tra l’UE e la Moldova, contribuendo alla stabilità e all’integrazione economica della regione.
L’accordo, inizialmente firmato il 29 giugno 2022, ha avuto un impatto positivo sull’economia moldava. Nel terzo trimestre del 2024, rispetto allo stesso periodo del 2021, le esportazioni su strada della Moldova verso l’UE sono cresciute del 57% in volume e del 41% in valore. Anche l’Unione Europea ha registrato benefici significativi: le esportazioni verso la Moldova sono aumentate del 49% in valore e del 36% in volume nello stesso intervallo temporale.
Il Ministero dell’Energia della Repubblica di Moldova ha avviato la consultazione sulla gara dedicata ai nuovi impianti eolici con accumulo, per l’assegnazione dello status di grande produttore elegibile. La presentazione delle offerte è prevista per marzo 2026, mentre la selezione dei vincitori avvera’ entro giugno 2026.La procedura mette a disposizione fino a 170 MW di nuova capacità eolica, con l’obbligo di installare almeno 44 MWh di storage (0,25 MWh per MW). Il prezzo fisso garantito sarà definito tramite un’asta, entro il limite di 1,44 lei/kWh.
I nuovi bandi contribuiranno a un aumento del 5,8% della quota di rinnovabili, avvicinando la Moldova all’obiettivo del 30% entro il 2030, e permetteranno una riduzione di oltre 1,4 milioni di tonnellate di CO₂.La capacità rinnovabile installata in Moldova ha raggiunto 897,5 MW a settembre 2025, con una prevalenza del fotovoltaico (71%), seguito da eolico (26%), idroelettrico (2%) e biogas (1%).
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana in Moldova)
Il porto di Anversa-Bruges, uno dei principali snodi marittimi europei, ha registrato nel primo semestre del 2025 un calo nel traffico di merci del -4,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il calo è dovuto soprattutto ad una riduzione dei traffici energetici del -17% e delle materie prime secche del -11%.
Nonostante ciò, il traffico container ha registrato una crescita del +3,6%, riuscendo così a limitare l’impatto economico negativo e a mantenere lo status di porto tra i più dinamici d’Europa.
Il flusso complessivo di merci ha raggiunto un volume di 135,5 milioni di tonnellate nel primo semestre dell’anno, di cui 7 milioni sono container.
Il traffico dei prodotti energetici, come combustibili e gas liquefatto è calato, mentre il settore chimico ha mostrato segni di vitalità con una crescita vicina al +9%. Anche materie secche, come carbone e minerali, hanno subito un rallentamento.
Al contrario, il traffico di veicoli e mezzi su ruote è leggermente aumentato, soprattutto grazie all’incremento della circolazione di auto usate e dei camion.
Nonostante la pressione esercitata dalla congestione dei terminal, il porto ha saputo ottimizzare i propri spazi e incrementare la capacità di gestione dei container. Il progetto ECA (Extra Container Capaciting Antwerp), volto all’ampliamento dei moli e all’efficienza delle operazioni, rappresenta una scelta strategica complessa adottata dal governo fiammingo nel 2019. Questo piano non si limita alla sola espansione fisica del molo, ma include la creazione di aree logistiche/industriali dedicate e l’impegno per l’accesso multimodale.
L'obiettivo è quello di trasportare container in grandi quantità in modo sostenibile, ad esempio con energia a terra per navi marittime. Questa riorganizzazione ha contribuito in modo cruciale a ridurre i tempi di sosta del container e a sostenere i ritmi della domanda europea.
Nella seconda metà del 2025 il porto Anversa-Bruges ha puntato a consolidare la crescita del traffico container e a ottimizzare ulteriormente le operazioni nei terminal.
Le infrastrutture recentemente ampliate e i progetti di digitalizzazione continueranno a sostenere la competitività del porto, garantendo efficienza per operatori e clienti e confermando il ruolo di pilastro logistico negli scambi commerciali internazionali.
Fonti: Sito ufficiale porto Anversa- Bruges
https://mow.vlaanderen.be/eca-nf-12/index.html
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Belgo-Italiana)
Il 12 gennaio è stato lanciato l'appalto internazionale per il primo segmento della futura linea ad alta velocità (LAV) che collegherà Lisbona e Porto in Portogallo. Il Primo Ministro, António Costa, ha evidenziato l'importanza di questo momento durante la cerimonia di lancio presso la sede di Infraestruturas de Portugal a Pragal, Almada.
La prima sezione della LAV comprenderà una tratta di 70 chilometri tra Porto e Oiã, nel distretto di Aveiro, con un budget di 1950 milioni di euro e sarà realizzata attraverso una partnership pubblico-privata (PPP).
Si tratta di un progetto cruciale sia per la competitività esterna del Paese che per la coesione territoriale, nonché – ha commentato Costa – uno strumento fondamentale per preparare il Portogallo alla transizione verso la decarbonizzazione.
Fonte: http://tinyurl.com/ut8yt7sz
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per il Portogallo)
Il Ministro dei Porti e degli Aeroporti, Silvio Costa Filho, ha dichiarato che il programma Voa Brasil metterà a disposizione biglietti per R$200 e sarà rivolto ai pensionati dell'INSS (Istituto Nazionale di Previdenza Sociale) che guadagnano fino a due salari minimi e Studenti Prouni.
Il ministro ha precisato che questo pubblico equivale a 20,6 milioni di persone, ma che la previsione è che ne beneficeranno inizialmente circa 3 milioni. Chi ha volato negli ultimi 12 mesi, ad esempio, non potrà accedere al programma.
Dopo l'incontro con il presidente Luiz Inácio Lula da Silva (PT), Filho ha dichiarato che il capo dell'esecutivo lancerà Voa Brasil entro metà febbraio, data in cui verranno forniti tutti i dettagli per accedere al programma.
Il ministro ha precisato che l'investimento del governo nel programma sarà "dialogo" e che l'Esecutivo sta lavorando per migliorare l'ambiente per il settore su tre fronti. Uno di questi è la riduzione del prezzo del cherosene per l’aviazione che, secondo lui, diminuirà del 19% già nel 2023.
"Abbiamo anche lavorato per trovare modi per ridurre la giudiziarizzazione, perché il Brasile ha una delle più grandi al mondo. E il terzo punto è il credito: noi, insieme a BNDES, abbiamo lavorato affinché queste compagnie aeree possano chiedere credito a BNDES e altre banche per poter finanziare ed espandere la capacità di investimento per rafforzare il settore", ha affermato. Il ministro è stato il portavoce di Lula nella lotta con le compagnie aeree per i biglietti più economici.
Fonte: http://tinyurl.com/ae3dcxx4
(Contenuto editoriale a cura della Camera Italo-Brasiliana di Commercio, Industria ed Agricoltura di Minas Gerais)
“La Turkish Airlines (THY) punta a diventare una delle più grandi compagnie aeree del mondo” ha affermato il Presidente Ahmet Bolat. La dichiarazione giunge a poche settimane di distanza dai colloqui che THY ha avuto a novembre con Airbus, per un potenziale ordine di 355 nuovi aerei che, se finalizzato, sarebbe il più grande ordine nella storia della compagnia di bandiera turca.
Nel recente passato THY aveva più volte dichiarato pubblicamente di voler raddoppiare la sua flotta portandola a 800 velivoli entro il 2033.
La THY vola oggi verso la maggior parte dei paesi del mondo e utilizza il suo grande aeroporto di Istanbul (120 decolli e atterraggi all’ora) per costruire una rete che connette tutta l’Europa, l’Africa e l’Asia.
Bolat ha aggiunto che lo scalo di Istanbul da 12 mld di dollari inaugurato nel 2018, ha consentito alla THY di diventare in pochi anni uno dei più strategici e importanti scali al mondo. Per tale motivo, THY punta entro la fine dell’anno a raggiungere gli 85 milioni di passeggeri e i 170 milioni entro i prossimi 10 anni.
Fondata nel 1933, Turkish Airlines vola verso 344 destinazioni in 129 paesi con una flotta di 429 aerei. Il suo valore è di circa 10,6 miliardi di dollari. In Italia La THY vola su nove destinazioni (Roma, Milano, Venezia, Napoli, Palermo, Catania, Bari, Bologna e Pisa).
La Turkish Airlines costituisce quindi un asset fondamentale per la Turchia. Da un lato l’azienda è divenuta rapidamente una degli operatori più grandi e di successo al mondo. Dall’altro, la capillarità dei suoi collegamenti rende la Turchia una meta sempre più attraente per i turisti internazionali, contribuendo in maniera importante al flusso di circa 60 milioni di visitatori l’anno.
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e Industria Italiana in Turchia)
Nel mese di novembre 2023 è proseguito l'incremento dei voli sull'aeroporto "Macedonia" di Salonicco, con un traffico passeggeri in aumento del 12,1% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso.
L'immagine dell'aeroporto "Macedonia" di Salonicco riflette la maggiore connettività della città con varie destinazioni, poiché diverse compagnie aeree lo hanno incluso nei loro orari dei voli.
Questo fatto si riflette nei risultati estremamente positivi alla fine dell'undicesimo mese dell'anno dell'aeroporto di Salonicco, quando gli arrivi hanno raggiunto i 6,55 milioni rispetto ai 5,5 milioni dello scorso anno con un incremento del 19%.
Nei primi cinque posti per arrivi internazionali all'aeroporto di Salonicco fino a novembre 2023 ci sono cittadini: tedeschi, ciprioti, italiani, inglesi e austriaci.
Ricordiamo che l'aeroporto di Salonicco è collegato all'Italia con voli diretti su: Roma (Fiumicino e Ciampino), Milano Malpensa, Venezia, Treviso, Bologna e Napoli.
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Ellenica di Salonicco)
Gotion InoBat Batteries, una joint venture tra la cinese Gotion e la locale InoBat (Marian Boček), costruirà una fabbrica di batterie per auto elettriche in Slovacchia a Šurany, vicino a Nitra, e darà lavoro a 1.500 persone entro il 2026.
L'azienda ha firmato un memorandum d'intesa con il governo slovacco. La capacità della fabbrica sarà di 20 GWh nella prima fase, con un potenziale futuro di 40 GWh. L'importo dell'investimento non è stato reso noto, ma gli analisti lo stimano in 1,5-2 miliardi di euro. Gotion, che è tra i tre maggiori conglomerati di produzione di batterie al mondo, afferma che questa sarà la fabbrica di batterie più avanzata al mondo. Il maggiore azionista di Gotion è la Volkswagen (con una quota del 24%), che ha recentemente rinviato i suoi piani per la costruzione di una fabbrica di batterie nella regione CEE a causa della debolezza della domanda di auto elettriche. Questa sarà la prima fabbrica di batterie in Slovacchia.
orsche sta costruendo un impianto di assemblaggio di batterie da 1 miliardo di euro a Horná Streda, sempre in Slovacchia. InoBat sta inoltre ultimando un impianto di ricerca a Voderady con una capacità di 10 GWh.
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Slovacca)
Fa parte del piano regolatore urbano Dubai 2040, che mira a creare una "città di 20 minuti".
La linea blu di 30 km della metropolitana di Dubai, annunciata ufficialmente, non solo ridurrà i tempi di percorrenza e collegherà i quartieri chiave con le aree in crescita, ma offrirà anche una vista mozzafiato durante gli spostamenti in città.
Il completamento è previsto entro il 2029, e per la prima volta i treni della Blue Line attraverseranno lo storico Dubai Creek lungo un viadotto di 1.300 metri che sosterrà la ferrovia sopraelevata, collegando Al Jaddaf con Dubai Festival City e Dubai Creek Harbour.
La linea blu servirà anche come punto di integrazione fondamentale tra le linee rosse e verdi esistenti. Fa parte del Piano regolatore urbano Dubai 2040, che mira a creare una "città di 20 minuti", un approccio orientato al transito in cui i residenti avranno a disposizione circa l'80% dei servizi essenziali di cui hanno bisogno nel raggio di 20 minuti di viaggio.
Il funzionamento di prova è previsto per il 2028 e la messa in funzione ufficiale per il 2029, in coincidenza con il 20° anniversario della metropolitana di Dubai, inaugurata ufficialmente il 9 settembre 2009.
Fonte: http://tinyurl.com/mpas8aks
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana negli Emirati Arabi Uniti)