Sabato 20 Giugno 2026
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Nel corso del 2021 la Danimarca, Paese tra i leader in quanto a innovazione (GII, 2021), ha contribuito notevolmente alla ricerca scientifica, ottenendo grande risonanza sia a livello domestico, sia internazionale. Di seguito vengono riportate le cinque scoperte più significative del 2021.
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio italiana in Danimarca)
Lo Stato ha raggiunto lo storico valore di 38.1 miliardi di dollari, affermandosi come secondo maggior esportatore del Brasile. Le importazioni sono cresciute del 58.2% nel 2021.
Le esportazioni di Minas Gerais nel 2021 hanno ottenuto il miglior risultato degli ultimi dieci anni. Queste, infatti, hanno visto una crescita record del 45.1% rispetto al 2020, raggiungendo lo storico valore di 38.1 miliardi di dollari americani. Anche le importazioni mineire sono cresciute del 58.2% nello stesso periodo. Minas Gerais è lo stato che ha registrato la maggiore crescita lorda nel 2021, consolidandosi anche come secondo principale esportatore del paese.
Le esportazioni di Minas hanno totalizzato, nel 2021, 38.1 miliardi di dollari lordi, un importo di 11.8 miliardi di dollari superiore a quello realizzato nel 2020 (26.3 miliardi di dollari) – rappresentando una crescita del 45.1%. In questo modo, lo stato di Minas è avanzato ed è arrivato ad occupare il secondo posto come maggior esportatore del paese, essendo responsabile del 13,6% dei prodotti inviati all’estero.
Oltre a rappresentare il miglior risultato nelle esportazioni dei prodotti di Minas degli ultimi dieci anni, il traguardo raggiunto nel 2021 è il secondo migliore dello stato nelle ultime due decadi.
Il commercio internazionale mineiro ha continuato a spiccare anche nelle importazioni, crescendo del 58.2% nell’ultimo anno. Lo scorso anno, sono stati 13 i miliardi di dollari in importazioni, mentre nel 2020 ne sono stati registrati 8.2. In ambito nazionale, il commercio internazionale di Minas Gerais ha conseguito la maggior crescita lorda nel confronto tra periodi. Nella sequenza (dopo Minas), si trovano San Paolo, Rio de Janeiro, Pará e Mato Grosso.
Fonte: https://bit.ly/34XxiuY
(Contenuto editoriale a cura della Camera Italo-Brasiliana di Commercio, Industria ed Agricoltura di Minas Gerais)
Con una modifica della legge sulla tariffa delle dogane si azzerano i dazi vigenti per l’importazione di tutti i prodotti industriali. La tariffa doganale svizzera viene inoltre semplificata per ciò che concerne le voci relative a questi prodotti. Si tratta di agevolare l’importazione e permettere alle imprese di accedere ai fattori produttivi esteri a condizioni più favorevoli, rafforzando allo stesso tempo la competitività dell’economia nazionale e delle esportazioni. Inoltre, i consumatori possono acquistare a un prezzo più conveniente i beni di consumo importati.
Il Consiglio federale ha stabilito che le misure entreranno in vigore il 1° gennaio 2024: in questo modo gli oneri legati ai cambiamenti procedurali possono essere contenuti al massimo, a tutto vantaggio degli operatori economici e dell’Amministrazione. Tutti gli attori coinvolti dispongono così del tempo necessario per gli adeguamenti tecnici e organizzativi. La modifica della legge sulla tariffa delle dogane, necessaria per le misure, è stata accolta dal Parlamento nell’ottobre 2021.
Fonte: http://www.ccis.ch/it/news.aspx?id=1487
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera)
Gli acquirenti sui trenta anni o meno hanno rappresentato il 31% delle vendite totali di appartamenti in Corea nel 2021, segnando un aumento rispetto al 29,2% del 2020.
A Seoul, il 41,7% degli acquisti di appartamenti nel 2021 sono stati effettuati da persone di età pari o inferiore a 30 anni contro il 37,3% del 2020 ed il 31,8% del 2019. Anche la circostante provincia del Gyeonggi e la città di Incheon hanno visto la percentuale aumentare di circa il 6% rispetto all'anno precedente; raggiungendo rispettivamente il 36,3% e il 33,2%.
I prezzi delle case in Corea sono saliti alle stelle negli ultimi due anni; questo ha spinto i giovani a precipitarsi sul mercato immobiliare contrattando prestiti per paura di non essere mai in grado di possedere una casa.
Ma questa tendenza ha mostrato segni di diminuzione rispetto alla seconda metà del 2021 a seguito delle norme più severe in materia di prestiti adottate dal governo.
Dal luglio dello scorso anno, il governo ha applicato calcoli più rigorosi per i prestiti ipotecari per mettere un freno al crescente debito delle famiglie. I prezzi di vendita degli appartamenti a Seoul sono diminuiti dello 0,01% nella quarta settimana di gennaio rispetto alla settimana precedente; il primo calo in 20 mesi.
Il governo si aspettava che i prezzi delle case sarebbero scesi ad un ritmo più rapido come effetto delle regole di prestito e dell'aumento dei tassi adottate della banca centrale.
Fonte: https://bit.ly/3LA8Ro0
(Contenuto editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce in Korea)
Stefano Colli-Lanzi, presidente del Gruppo GI che si occupa di job placement in Polonia, nonché principale azionista di GI Group Poland afferma che l'inflazione o l'aumento dei costi non sono fenomeni che porteranno il mercato del lavoro ad una crisi a lungo termine.
La sfida più importante sarà la demografia. I maggiori problemi del mercato del lavoro sono il risultato della pandemia ed alcuni di loro potrebbero effettivamente ostacolare la crescita dell'economia e quindi farla tornare allo stato in cui si era prima del COVID-19, anche sul mercato del lavoro.
Tuttavia, si deve tenere presente che si tratta di turbolenze che non sono il risultato di un normale ciclo economico. Gli sbalzi associati alla pandemia si notano dalla disparità nel ritmo di sviluppo dei singoli paesi: alcuni sono già tornati al percorso di crescita e si stanno sviluppando ancora più velocemente di prima, altri sono ancora alle prese con gli effetti della crisi generata dal coronavirus.
Il presidente del Gruppo GI sottolinea che molti mercati nelle economie in via di sviluppo come, ad esempio, quello polacco sono cresciuti. I cambiamenti tecnologici hanno fatto sì che anche le esigenze dei datori di lavoro siano diverse, richiedono altre competenze da parte dei dipendenti la cui acquisizione deve diventare ancora più rapida al fine di soddisfare le esigenze delle imprese. I dipendenti si aspettano di più dai loro datori di lavoro, per esempio una maggiore flessibilità. Infine, Colli-Lanzi sottolinea che la pandemia, avendo accelerato lo sviluppo della digitalizzazione delle imprese, potrebbe creare problemi tra chi lavora in mansioni semplici che possono essere automatizzate.
Fonte: https://bit.ly/3LJP31R
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italiana in Polonia)
economiesuisse, la Federazione delle piccole e grandi imprese, si pronuncia risolutamente a favore del proseguimento della via bilaterale e contro una strategia attendista da parte del Consiglio federale in materia di politica europea. Secondo l’organizzazione, una possibile soluzione per risolvere le questioni istituzionali potrebbe essere quella di combinare approcci settoriali ad un accordo globale regolamentando la partecipazione al mercato. Nell’ambito del programma per il clima dell’economia, economiesuisse lancia una nuova campagna a favore di obiettivi di protezione del clima fondati sulla scienza.
“La Svizzera è confrontata ad importanti sfide in materia di politica economica”, ha dichiarato Christoph Mäder, Presidente di economiesuisse, in occasione della conferenza stampa annuale dell’organizzazione mantello dell’economia svoltasi a Berna. La politica europea si trova di fatto in crisi dopo l’abbandono dei negoziati sull’accordo istituzionale. L’erosione progressiva della via bilaterale nuoce alla piazza economica svizzera. “Bisogna agire subito”, ha dichiarato Christoph Mäder, invitando il Consiglio federale ad adottare rapidamente misure per sbloccare la politica europea e garantire l’affidabilità della via bilaterale. Oltre a un chiaro segnale da parte della Confederazione di voler continuare sulla via bilaterale, è ora necessaria un'agenda comune con l'UE basata sugli interessi strategici della Svizzera e dell'UE.
Specialmente nei settori della Borsa e delle banche, della tecnica medica, della ricerca e dell’approvvigionamento elettrico soluzione rapide hanno la priorità. È inoltre indispensabile chiarire gli aspetti istituzionali, poiché le imprese hanno un bisogno urgente di certezza del diritto nelle loro relazioni economiche con l’UE. Per questo, economiesuisse propone per esempio un approccio settoriale in combinazione ad un accordo globale atto a regolamentare la partecipazione al mercato.
Poiché l'industria d'esportazione è la più colpita dall'attuale stallo politico europeo, le sue condizioni quadro nel commercio multilaterale devono essere migliorate, per esempio espandendo costantemente la rete di libero scambio o partecipando ad aree di libero scambio plurilaterali con un focus sulla regione del Pacifico-Asia. Questa mattina economiesuisse ha pubblicato queste e numerose altre proposte per le relazioni tra la Svizzera e l’UE in una nuova pubblicazione sulla politica europea.
Christoph Mäder ha inoltre menzionato la riforma fiscale internazionale dei paesi membri dell’OCSE/G20, che ritiene un’altra sfida essenziale. Questa riforma intende limitare la concorrenza fiscale. Gli ambienti economici sono soddisfatti che il Consiglio federale abbia già annunciato le grandi linee del progetto per l’attuazione di questa riforma in Svizzera. In virtù di queste, l’imposizione minima dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2024. Il progetto in questione apporta alle imprese interessate la certezza del diritto e le protegge da un’ulteriore imposizione all’estero. Secondo Christoph Mäder, le imprese attendono dalla Confederazione e dai Cantoni che essi utilizzino il loro margine di manovra finanziario e giuridico per promuovere la piazza economica. Tali misure sono indispensabili per proteggere a lungo termine gli impieghi e il gettito fiscale in Svizzera. «Occorre dar prova di creatività e coraggio», ha sottolineato Christoph Mäder, appellandosi alla Confederazione e ai Cantoni. Egli ha evocato l’abolizione della tassa di bollo d’emissione in occasione della votazione popolare del 13 febbraio come un mezzo semplice ed efficace per aumentare l’attrattività della piazza economica.
Nuovo impulso per il programma per il clima dell’economia
Il programma per il clima dell’economia, presentato da economiesuisse un anno fa, riceve un nuovo impulso: concentrandosi su obiettivi basati sulla scienza secondo il metodo della Science Based Targets initiative (SBTi), gli ambienti economici confermano il loro obiettivo zero emissioni nette entro il 2050. Essi intensificano così gli sforzi per diventare la forza più innovativa ed efficace nella protezione del clima.
L’idea dietro la SBTi è semplice: dal momento che il riscaldamento climatico non deve superare 1,5 gradi, può essere emesso a livello mondiale soltanto un certo volume di gas ad effetto serra. Con la SBTi, ogni impresa può stabilire obiettivi climatici fondati sulla scienza e decidere essa stessa a quale ritmo deve ridurre le proprie emissioni per raggiungere l’obiettivo zero emissioni nette entro il 2050. Le imprese raggiungono così i loro obiettivi climatici in maniera autonoma, competitiva e senza prescrizioni legali, lungo tutta la catena di valore. La SBTi è un metodo standardizzato e ampiamente riconosciuto dagli esperti per valutare e ridurre le emissioni di gas ad effetto serra. Oggi, oltre 60 imprese svizzere hanno già adottato questa iniziativa. Il numero di imprese che hanno stabilito degli obiettivi climatici sulla base della SBTi aumenta in maniera quasi esponenziale, sia in Svizzera che a livello internazionale.
Nel corso dei prossimi 12 – 24 mesi, economiesuisse farà appello alla SBTi nella sua comunicazione interna ed esterna, affinché il maggior numero possibile di imprese si lasci convincere da questo approccio fondato sulla scienza. Per attuare questo progetto, la federazione opera in collaborazione con le associazioni di categoria e le Camere di commercio associate nonché con Go for Impact, un’associazione che raggruppa attori provenienti dagli ambienti economici e scientifici ma anche dai poteri pubblici.
Anche altri progetti di cooperazione in vista dell’applicazione del programma per il clima sono in fase di sviluppo. La collaborazione tra economiesuisse e NZZ Connect è già in corso ed è sfociata nella creazione della piattaforma Sustainable Switzerland dedicata alla sostenibilità. Le imprese e organizzazioni interessate possono informarsi da subito sulla SBTi sul sito www.sustainableswitzerland.ch/sbti e fissare un primo colloquio gratuito con esperti di questioni climatiche ed energetiche.
Fonte: http://www.ccis.ch/it/news.aspx?id=1486
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera)
Dopo essere passata in rosso per la prima volta in 20 mesi a dicembre 2021, la bilancia commerciale della Corea ha registrato un deficit record di 4,89 miliardi di dollari nel primo mese del 2022. È la prima volta in 14 anni, ovvero dalla crisi finanziaria globale del 2008, che la Corea non registrava un deficit commerciale per due mesi consecutivi.
Gli analisti prevedono che le prospettive di un surplus commerciale annuale sono incerte nel 2022 a causa del recente declassamento delle prospettive economiche per i principali mercati di esportazione della Corea (Stati Uniti e Cina), nonché un aumento sostenuto dei prezzi di petrolio, gas, carbone e altre fonti di energia che hanno un forte impatto sulle importazioni.
Sebbene le esportazioni abbiano continuato a crescere, sono state superate da un aumento sempre maggiore delle importazioni. Arrivando al valore di 55,42 miliardi di dollari, le esportazioni di gennaio 2022 sono aumentate del 15,2% rispetto allo stesso mese del 2021.
Il governo coreano aveva previsto che nel 2021-2022 il tasso di aumento delle esportazioni sarebbe gradualmente diminuito, mentre il tasso di aumento delle importazioni sarebbe rimasto più alto; però non aveva previsto che la bilancia commerciale stessa sarebbe stata negativa.
Attualmente il valore del Won s trova in calo in calo ma secondo alcuni analisti questo non avrà un impatto rilevante sulle esportazioni. In genere un calo del valore del won porta a un aumento dei volumi e del valore delle esportazioni in quanto aumenta la competitività dei prezzi dei prodotti di esportazione ma si teme che potrebbe aumentare il rischio di inflazione a causa dell’aumento dei prezzi d'importazione e ciò, combinato con la diminuzione dei consumi, potrebbe avere un risultato negativo dannoso per i lavoratori irregolari e gli operatori autonomi delle piccole imprese.
Fonte: https://bit.ly/3Jxopr3
(Contenuto editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce in Korea)
Il Governo italiano ha prorogato, fino al 15 marzo 2022, le restrizioni – che già erano in vigore – per l’entrata dei cittadini brasiliani nel Paese. La misura è stata adottata dal Ministero della Salute italiano che ha mantenuto il Brasile nella lista dei paesi “E”, la quale non permette viaggi per motivi non essenziali, come il turismo.
L’ingresso in Italia è consentito solo per ragioni di lavoro, salute, studio, assoluta urgenza e rientro presso il proprio domicilio per i cittadini italiani/UE/Schengen e per i loro familiari; per le persone che hanno una relazione affettiva comprovata e stabile con cittadini italiani/UE/Schengen; per la partecipazione di atleti, tecnici, giudici e commissari di gara a competizioni; per rappresentanti della stampa estera e per accompagnatori ad eventi sportivi di livello agonistico, riconosciuti di interesse nazionale preminente, con provvedimento del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) e del Comitato Italiano Paraolimpico (CIP) e regolate da un protocollo di sicurezza specifico, adottato dall’ente sportivo organizzatore dell’evento.
Anche nei casi consentiti, è comunque necessario il rispetto di alcuni requisiti per poter entrare:
Fonte: https://bit.ly/3LxIyin
(Contenuto editoriale a cura della Camera Italo-Brasiliana di Commercio, Industria ed Agricoltura di Minas Gerais)
Nella sua seduta del 2 febbraio 2022, il Consiglio federale ha deciso di revocare da domani, giovedì 3 febbraio, l’obbligo del telelavoro e la quarantena dei contatti. Ha inoltre posto in consultazione fino al 9 febbraio ampi allentamenti su cui deciderà il 16 febbraio, a seconda dall’evoluzione della situazione epidemiologica.
Il Consiglio federale constata un'evoluzione positiva della situazione negli ospedali. Malgrado il numero delle infezioni registri livelli record, non è subentrato un sovraccarico delle strutture e l'occupazione dei posti letto nelle unità di terapia intensiva è calata ulteriormente. Una delle ragioni di questa evoluzione è probabilmente l'elevato tasso di immunizzazione raggiunto dalla popolazione grazie alla vaccinazione o agli anticorpi prodotti dopo aver contratto la malattia. Con la variante Omicron si registrano inoltre meno decorsi gravi che con le varianti precedenti. Sempre più segnali sembrano indicare un'imminente fine della fase acuta della crisi e il conseguente passaggio alla fase endemica.
Il Consiglio federale ritiene che sia giunto il momento di ridurre nuovamente le restrizioni adottate per contrastare la diffusione del coronavirus e ha deciso di revocare con effetto immediato l'obbligo del telelavoro e la quarantena e di porre in consultazione altri importanti allentamenti. Occorre tuttavia continuare a restare vigili.
Revoca dell'obbligo del telelavoro e della quarantena dei contatti
L'obbligo del telelavoro viene tramutato in raccomandazione. I datori di lavoro continuano a essere tenuti a proteggere i loro dipendenti da un'infezione. Il telelavoro costituisce un provvedimento efficace in questo senso. È mantenuto l'obbligo della mascherina sul posto di lavoro.
La quarantena dei contatti è revocata per la prima volta dall'inizio della crisi. Il 12 gennaio scorso il Consiglio federale l'aveva già abbreviata e limitata alle persone che vivono nella stessa economia domestica. Con il forte aumento dei contagi questo provvedimento ha perso efficacia. In seguito a questa decisione sono abrogate anche le disposizioni dell'ordinanza COVID-19 perdita di guadagno sull'indennità di perdita di guadagno in caso di quarantena dei contatti.
Tuttavia, chi risulta positivo al test per il SARS-CoV-2 ed è quindi portatore di un'alta carica virale resta tenuto a mettersi in isolamento per evitare di contagiare altre persone.
I due provvedimenti erano stati oggetto di una precedente consultazione ed entrano in vigore giovedì 3 febbraio. Con la nuova ordinanza sono revocate con effetto immediato tutte le quarantene disposte dai Cantoni. Non è necessaria una revoca esplicita da parte dei Cantoni.
In consultazione due varianti per la revoca dei provvedimenti restanti
I Cantoni, le parti sociali, le commissioni parlamentari e le associazioni interessate hanno tempo fino al 9 febbraio per esprimersi sull'abrogazione degli altri provvedimenti. Il Consiglio federale propone due varianti a seconda di quando sarà raggiunto il picco dell'ondata epidemica e prenderà una decisione nella seduta del 16 febbraio.
Variante 1: revoca in blocco dei provvedimenti
L'ordinanza COVID-19 situazione particolare potrebbe essere revocata in blocco il 17 febbraio. Una riapertura totale comporta però rischi epidemiologici, poiché potrebbe accelerare nuovamente la circolazione del virus. Questa opzione entra in linea di conto soltanto se è stato superato il picco dell'ondata epidemica. Il tasso di immunizzazione della popolazione deve essere sufficiente e il numero di contagi e ricoveri in calo.
Sarebbero revocate tutti i provvedimenti di protezione, in particolare:
Il piano di protezione per l'organizzazione di grandi manifestazioni dovrà tuttavia rimanere in vigore, poiché non possono essere escluse nuove restrizioni. Anche l'obbligo d'isolamento per chi risulta positivo al test per il SARS-CoV-2 dovrà restare in vigore. Inoltre dovranno essere adottati provvedimenti supplementari per proteggere le persone particolarmente a rischio. Il Consiglio federale chiederà inoltre ai Cantoni se deve essere mantenuto l'obbligo della mascherina sui trasporti pubblici, nel commercio al dettaglio e nelle strutture sanitarie.
Variante 2: revoca dei provvedimenti in due fasi
Qualora il 16 febbraio la situazione epidemiologica fosse ancora troppo incerta, il Consiglio federale intende procedere per gradi, in modo da poter valutare la situazione dopo ogni allentamento.
In una prima fase, il Consiglio federale propone i seguenti allentamenti dal 17 febbraio:
In una seconda fase saranno revocati i provvedimenti di protezione restanti: l'obbligo della mascherina, la regola «2G» e l'obbligo di autorizzazione per le grandi manifestazioni al chiuso. Il passaggio alla seconda fase comporterà l'abrogazione dell'ordinanza COVID-19 situazione particolare.
Consultazione su ulteriori provvedimenti
Parallelamente alla revoca dei provvedimenti il Consiglio federale pone in consultazione ulteriori adeguamenti.
Per chi entra in Svizzera non si applicheranno più provvedimenti sanitari di confine; questo significa che potranno essere revocati l'obbligo del test per le persone non vaccinate o non guarite e la registrazione dei dati di contatto all'entrata in Svizzera.
Inoltre, dovranno essere revocati i cosiddetti certificati COVID svizzeri, per esempio i certificati per turisti o quelli rilasciati in seguito a un test anticorpale o antigenico rapido. Continueranno a essere emessi i certificati riconosciuti dall'Unione europea. Questi devono essere mantenuti per il traffico internazionale di viaggiatori fintantoché altri Stati applicano restrizioni all'entrata. È anche possibile che, per accedere a ristoranti o musei, in determinati Paesi continuerà a essere richiesto il certificato COVID.
Infine, il Consiglio federale pone in consultazione nuove prescrizioni per l'assunzione dei costi dei medicamenti per il trattamento ambulatoriale della COVID-19.
Fonte: http://www.ccis.ch/it/news.aspx?id=1485
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera)
Lo scorso anno l'economia catalana è cresciuta del 5,9%, recuperando circa la metà delle perdite del 2020 dovute al Covid-19.
Il PIL, tuttavia, continua a registrare un - 6,2% rispetto al periodo pre-pandemia. Nell'ultimo trimestre del 2021, l'economia catalana ha registrato una crescita del 2.2% intertrimestrale.
Fonte: https://bit.ly/3BlAnAZ
(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana – Barcellona)