Notizie mercati esteri

Venerdì 1 Ottobre 2021

Repubblica Ceca: la fiducia nell’economia al massimo da 18 mesi

La fiducia nell’economia ceca ha continuato a crescere anche a maggio e ha raggiunto il massimo negli ultimi 18 mesi. Lo indica l’Ufficio di Statistica Ceco.

L’indice di fiducia è aumentato nel giro di un mese di ben cinque punti arrivando a 99,7 punti. “Le misure di allentamento delle restrizioni anti-covid annunciate e parzialmente realizzate nel corso del mese di maggio hanno contribuito a un forte aumento della fiducia nel settore imprenditoriale e soprattutto nel commercio e nei servizi” ha sottolineato l’Ufficio di Statistica.

Nel settore imprenditoriale l’indice è cresciuto di oltre quattro punti a 99,1 punti. L’indice è cresciuto nei servizi di oltre sette punti e di quattro punti nel commercio. Nell’industria l’andamento è stato più debole con una crescita di 1,3 punti a 103,6 punti. Nell’industria è aumentata la valutazione positiva dello stato delle imprese. Anche la fiducia nell’edilizia è cresciuta di oltre quattro punti.

Un impulso ancora maggiore è stato registrato tra i consumatori con un aumento dell’indice di quasi nove punti in un mese, che ha raggiunto i 102,8 punti. “Rispetto ai mesi precedenti le persone hanno molto meno timore del peggioramento della situazione economica e della perdita del posto di lavoro” indica Silvie Vyplašilová del dipartimento delle ricerche congiunturali.

Fonte: https://bit.ly/3AOaCrR

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca)

Ultima modifica: Venerdì 1 Ottobre 2021
Giovedì 30 Settembre 2021

Svizzera - Certificato COVID obbligatorio

Obbligo del certificato COVID esteso all’interno dei ristoranti, delle strutture culturali e per il tempo libero e alle manifestazioni al chiuso. E ancora: i datori di lavoro potranno prevederne l’impiego nelle misure di protezione. Questo, in sintesi, quanto deciso dal Consiglio federale nella sua seduta di settembre per far fronte alla situazione epidemiologica e per evitare il sovraccarico degli ospedali.

Da lunedì 13 settembre 2021, il certificato è obbligatorio all’interno dei ristoranti, delle strutture culturali e per il tempo libero e alle manifestazioni al chiuso. I datori di lavoro potranno inoltre inserire il suo impiego nelle misure di protezione. Questo è quanto ha deciso il Consiglio federale nella sua seduta dell’8 settembre per far fronte alla difficile situazione negli ospedali, che non accenna a migliorare. Il provvedimento è limitato al 24 gennaio 2022. Il Consiglio federale ha inoltre posto in consultazione due progetti: uno sull’entrata in Svizzera di persone non guarite o non vaccinate e uno sull’accessibilità del certificato COVID svizzero alle persone vaccinate all’estero.

La situazione negli ospedali resta tesa e i reparti di terapia intensiva stanno raggiungendo i propri limiti. In alcuni Cantoni vengono rinviati interventi e in diversi casi sono stati trasferiti pazienti in altri ospedali. Con l’abbassamento delle temperature nei mesi autunnali non può essere escluso un rapido aumento dei ricoveri con conseguente sovraccarico degli ospedali. Il numero dei contagi permane alto e negli ultimi giorni si sono intravisti segnali di una diffusione lievemente più rapida del virus.

La percentuale della popolazione non immunizzata è ancora troppo alta per prevenire una nuova ondata di contagi. Anche se l’interesse è lievemente aumentato, il ritmo di vaccinazione resta basso. Il vaccino offre una buona protezione sia contro l’infezione sia contro un decorso grave della malattia. Inoltre, chi è vaccinato trasmette molto meno il virus ad altri.

 

Estensione temporanea dell’obbligo del certificato
Alla luce della situazione attuale e per prevenire un sovraccarico degli ospedali, il Consiglio federale ha deciso di estendere l’obbligo del certificato alle persone a partire dai 16 anni. Per vedere gli effetti del provvedimento sull’occupazione dei letti nei reparti di terapia intensiva ci vorranno dalle due alle tre settimane. L’estensione dell’obbligo del certificato è limitata al 24 gennaio 2022. Il Consiglio federale ha tuttavia la possibilità di revocare il provvedimento anzitempo se la situazione negli ospedali dovesse distendersi.

 

Evitare le chiusure grazie al certificato
Accessibile a tutti, il certificato attesta l’avvenuta vaccinazione, la guarigione dalla COVID-19 o il risultato negativo di un test e si è già dimostrato utile per le discoteche e le grandi manifestazioni. Grazie ad esso sono possibili manifestazioni e attività altrimenti troppo pericolose. Poiché con il suo impiego s’incontrano fra loro soltanto persone non contagiose o a bassa contagiosità, il rischio di trasmissione si riduce notevolmente. Il certificato consente inoltre di adottare provvedimenti contro la diffusione del virus senza dover passare subito alla chiusura di strutture o al divieto di determinate attività. Alle manifestazioni in cui è obbligatorio vengono per altro a cadere altre misure di protezione quali l’obbligo della mascherina.

 

Obbligo del certificato negli spazi interni
Da lunedì 13 settembre, il certificato è obbligatorio all’interno di ristoranti e bar. Non è per contro richiesto sulle terrazze, nelle mense per i poveri e nelle strutture della ristorazione nelle aree di transito degli aeroporti. Anche l’accesso alle strutture culturali e per il tempo libero, quali musei, biblioteche, giardini zoologici, centri fitness, palestre di arrampicata, piscine coperte, parchi acquatici, sale da biliardo o da gioco sarà limitato alle persone in possesso di un certificato.

 

Obbligo del certificato per le manifestazioni al chiuso
L’obbligo del certificato varrà anche per le manifestazioni al chiuso (concerti, teatro, cinema, manifestazioni sportive, eventi privati come le feste di matrimonio in locali accessibili al pubblico). A tutela dei diritti fondamentali, faranno eccezione le manifestazioni religiose e le manifestazioni per la formazione dell’opinione politica con un massimo di 50 persone. Esclusi dall’obbligo anche i gruppi di auto-aiuto. Per le manifestazioni all’aperto continueranno a valere le regole vigenti: obbligo del certificato per le manifestazioni con più di 1000 persone e libertà di scelta degli organizzatori per eventi di minori dimensioni.

 

Obbligo del certificato per le attività sportive e culturali
Anche per le attività sportive e culturali al chiuso come allenamenti o prove musicali o teatrali l’accesso sarà limitato a chi è in possesso del certificato COVID. Questa restrizione non varrà per i gruppi a composizione stabile di al massimo 30 persone che si allenano o si esercitano regolarmente insieme in locali separati.

 

Sanzioni in caso di inosservanza dell’obbligo
Gli ospiti senza certificato di strutture o manifestazioni per le quali il certificato è obbligatorio saranno passibili di una multa di 100 franchi. Alle strutture e alle manifestazioni che non osservano l’obbligo potranno essere applicate sanzioni che vanno dalla multa alla chiusura dell’esercizio. Per il controllo sono responsabili i Cantoni.

 

Consentito l’impiego del certificato nel mondo del lavoro
I datori di lavoro potranno verificare se i loro dipendenti sono in possesso di un certificato soltanto se necessario per l’attuazione di misure di protezione adeguate o di strategie di test. Inoltre, le informazioni sullo stato di immunità o sul risultato del test non potranno essere utilizzate per alcun altro scopo. Se chiederanno ai loro dipendenti di sottoporsi al test, i datori di lavoro dovranno coprirne i costi. Soltanto i test ripetuti saranno assunti dalla Confederazione. L’impiego del certificato e le misure che se ne intendono trarre andranno discussi con i dipendenti e documentati per scritto. Per ragioni di protezione dei dati, i datori di lavoro dovranno utilizzare, nel limite del possibile, il certificato light.

 

Obbligo del certificato possibile nelle scuole universitarie
I Cantoni o le scuole universitarie potranno prescrivere l’obbligo del certificato per i corsi di livello bachelor e master. In questo caso saranno revocati l’obbligo della mascherina e la limitazione a due terzi della capienza. Per altre attività universitarie, quali lo svolgimento di corsi di formazione continua, continueranno a valere le regole previste per le manifestazioni.

 

Modifiche successive alla consultazione
L’estensione dell’obbligo del certificato è stata accolta positivamente dalla grande maggioranza dei partecipanti alla consultazione. Rispetto alle proposte poste in consultazione, il Consiglio federale ha proceduto ad alcune modifiche, prevedendo per esempio deroghe per le mense per i poveri e i ristoranti nelle aree di transito degli aeroporti, la possibilità della multa disciplinare, l’innalzamento a 50 persone del limite per le manifestazioni religiose e l’obbligo di consultazione e documentazione nel mondo del lavoro.

Fonte: https://bit.ly/39GdTxs

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera)

Ultima modifica: Giovedì 30 Settembre 2021
Giovedì 30 Settembre 2021

La Banca Nazionale Ceca non ha modificato i tassi d’interesse

La Banca Nazionale Ceca non ha modificato nella seduta aprile i tassi d’interesse.

Il ritorno al rialzo dei tassi d’interesse è tuttavia imminente secondo il governatore Jiří Rusnok. “Sono convinto che un rialzo quest’anno ci sarà – ha detto Rusnok – E non so dire, quanti rialzi ci saranno”. Secondo il governatore la modifica dei tassi d’interesse potrebbe intervenire già nella prossima seduta del board a giugno. Attualmente i tassi sono ai minimi storici.

La Banca Nazionale ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita dell’economia ceca per quest’anno. Secondo l’istituto il PIL crescerà di solo dell’1,2 %. La stima è molto più bassa rispetto a previsioni simili di altri enti cechi. Ad esempio il Ministero delle Finanze prevede un rialzo del 3 %. L’economia ceca sta risentendo quest’anno ancora delle limitazioni dovute alla pandemia. “La riapertura dell’economia sarà resa possibile nei prossimi mesi grazie all’immunizzazione della popolazione” ha sottolineato Rusnok. Per il 2022 la previsione è in miglioramento al +4,3 %.

Fonte: https://bit.ly/3CTAPpx

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca)

Ultima modifica: Giovedì 30 Settembre 2021
Giovedì 30 Settembre 2021

La situazione sul mercato del lavoro svizzero nel mese di agosto 2021

I disoccupati registrati in agosto 2021 - Secondo i rilevamenti effettuati dalla Segreteria di Stato dell’economia (SECO), alla fine di agosto 2021 erano iscritti 126’355 disoccupati presso gli uffici regionali di collocamento (URC), ossia 1’924 in meno rispetto al mese precedente. Il tasso di disoccupazione è diminuito dal 2,8% nel mese di luglio 2021 al 2,7% nel mese in rassegna. Rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, il numero di disoccupati è diminuito di 24’756 unità (-16,4%).

Il numero di giovani disoccupati (15-24 anni) è aumentato di 1’600 unità (+13,1%) arrivando al totale di 13’801, ciò che corrisponde a 6’540 persone in meno (-32,2%) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Disoccupati di 50-64 anni
Il numero dei disoccupati di 50-64 anni è diminuito di 1’115 persone (-2,8%), attestandosi a 38’027. In confronto allo stesso mese dell’anno precedente ciò corrisponde a una diminuzione di 1’808 persone (-4,5%).

Persone in cerca d’impiego nel mese di agosto 2021
Complessivamente le persone in cerca d’impiego registrate erano 214’415, 4’768 in meno rispetto al mese precedente e 22’800 (-9,6%) in meno rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.

Posti vacanti annunciati
Il 1° luglio 2018 è stato introdotto in tutta la Svizzera l’obbligo di annunciare i posti vacanti per i generi di professioni con un tasso di disoccupazione pari almeno all’8%; dal 1° gennaio 2020 questo valore soglia è stato ridotto al 5%. Il numero dei posti annunciati all’URC è aumentato in agosto di 1’638 raggiungendo le 58’450 unità. Dei 58’450 posti, 44’836 sottostavano all’obbligo di annuncio.

Lavoro ridotto conteggiato nel mese di giugno 2021
Nel mese di giugno 2021 sono state colpite dal lavoro ridotto 162’290 persone, ovvero 95’177 in meno (-37,0%) rispetto al mese precedente. Il numero delle aziende colpite è diminuito di 14’427 unità (-40,6%) portandosi a 21’090. Il numero delle ore di lavoro perse è diminuito di 7’481’141 unità (-46,8%), portandosi a 8’504’403 ore. Nel corrispondente periodo dell'anno precedente (giugno 2020) erano state registrate 28’374’970 ore perse, ripartite su 488’312 persone in 52’405 aziende.

Persone che hanno esaurito il loro diritto all’indennità nel mese di giugno 2021
Secondo i dati provvisori forniti dalle casse di disoccupazione, nel corso del mese di giugno 2021, 2’192 persone hanno esaurito il loro diritto alle prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione.

Fonte: https://bit.ly/3kKRKVp

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera)

Ultima modifica: Giovedì 30 Settembre 2021
Giovedì 30 Settembre 2021

L’interscambio tra l’Italia e la Repubblica Ceca sta recuperando le perdite

L’interscambio tra l’Italia e la Repubblica Ceca sta cominciando a recuperare le perdite registrate durante la pandemia di Covid-19. Lo rileva l’Ufficio di Statistica Ceco.

Nel primo trimestre l’interscambio tra i due paesi è cresciuto di quasi il sette percento a circa 3,5 miliardi di euro. Le esportazioni italiane in Repubblica Ceca sono cresciute di oltre il sette percento a 1,7 miliardi di euro, quelle ceche in Italia del sei percento a 1,8 miliardi di corone. Nell’interscambio continua a prevalere il settore dei macchinari e mezzi di trasporto, che totalizza circa 1,5 miliardi di euro e un aumento di oltre l’otto percento.

Nel primo trimestre ha registrato un buon andamento l’intero commercio estero ceco. Le esportazioni sono cresciute di oltre il dieci percento, le importazioni del 7,5 percento. La bilancia commerciale è finita in attivo per circa 65 miliardi di corone. Circa due terzi delle esportazioni sono diretti in altri paesi dell’Unione Europea.

Fonte: https://bit.ly/2Zvul1L

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca)

Ultima modifica: Giovedì 30 Settembre 2021
Giovedì 30 Settembre 2021

Svizzera: Pil in ripresa nel 2° trimestre 2021

Dopo il calo dello 0,4 % registrato nel 1° trimestre, il PIL della Svizzera è cresciuto dell'1,8 %.* Nel settore dei servizi, l'allentamento delle misure COVID ha determinato un notevole aumento del valore aggiunto. I consumi sono in forte ripresa. Nonostante il ritmo meno sostenuto rispetto a quello dei trimestri precedenti, anche l'industria ha evidenziato un trend in crescita. Nel complesso il PIL nel 2 trimestre è rimasto leggermente inferiore ai livelli pre-crisi del 4° trimestre 2019 (−0,5 %).

Il 2° trimestre ha visto la revoca o l'allentamento di numerose misure sanitarie restrittive. Il valore aggiunto ne ha risentito positivamente, aumentando proprio in corrispondenza dei servizi più colpiti. Il settore alberghiero e della ristorazione (+48,9 %) si è ripreso notevolmente dalle battute d'arresto accusate nel semestre invernale: le strutture della ristorazione sono state autorizzate a riaprire e il turismo interno ha iniziato la sua fase di ripresa. Ciò nonostante, il valore aggiunto del 2° trimestre è rimasto a un livello pari a solo circa la metà di quello registrato nel periodo pre-crisi. A seguito degli allentamenti, anche il settore dell'arte, dell'intrattenimento e delle attività ricreative (+52,9 %)** ha fatto segnare una forte crescita. Anche in questo caso il valore aggiunto si trova però ancora ben al di sotto dei livelli pre-crisi.

La riapertura dei negozi fisici ha permesso al commercio (+4,8 %) di crescere significativamente, trainato sia dal segmento non-food del commercio al dettaglio, sia dal commercio all'ingrosso. In linea con la sempre maggiore mobilità della popolazione, anche il settore dei trasporti e delle comunicazioni ha visto un'evoluzione positiva (+1,9 %). Per finire, sono risultati in crescita anche i servizi alle imprese (+1,1 %). Tra tutti i servizi, solo i servizi finanziari (−0,7 %) sono stati caratterizzati da un calo consistente del valore aggiunto. Al generale andamento positivo del settore dei servizi si è accompagnato inoltre l'aumento delle esportazioni di servizi (+3,2 %).

Con l'allentamento delle misure per contrastare il coronavirus, i consumi privati (+4,1 %), che avevano subito un marcato calo nel semestre invernale, sono nuovamente saliti. Le spese per i consumi delle economie domestiche sono state maggiori in quasi tutti i comparti. Ancora più consistenti sono stati gli aumenti a livello di consumi dello Stato (+5,5 %), dettati dalle spese eccezionali sostenute per contrastare la pandemia. Dopo un trimestre negativo, anche gli investimenti in beni di equipaggiamento (+1,6 %) si sono ripresi. Nel complesso, la domanda interna è aumentata fortemente, accompagnata da un leggero incremento delle importazioni*** (+0,5 %). L'unica componente della domanda interna a subire uno stallo è stata quella degli investimenti edili (+0,1 %), in linea con lo sviluppo contenuto dell’edilizia (−0,3 %).

Nel settore dell'industria manifatturiera (+0,9 %), l’andamento si è normalizzato dopo il forte trend di recupero dei trimestri precedenti. Il valore aggiunto, che era già salito sopra il livello pre-crisi nel 1° trimestre, nel 2° trimestre lo ha superato del 4,7 %. Infine, il rallentamento della crescita dell'industria e del commercio a livello mondiale ha rallentato in parte l'industria svizzera. Le esportazioni di beni industriali sensibili all’andamento congiunturale, come macchinari e strumenti di precisione, sono diminuite. L'industria chimico-farmaceutica è stata invece di nuovo in grado di espandersi fortemente. Allo stesso modo, le esportazioni di merci**** (+0,3 %) hanno registrato un lieve incremento nonostante il calo del commercio di transito.

 

* Tasso di variazione reale rispetto al trimestre precedente. Al netto degli eventi sportivi, la crescita del PIL è stata del +1,6 % nel 2° trimestre, mentre nel 1° trimestre aveva accusato un calo del -0,4 %.
** Al netto degli eventi sportivi: +20,7 %
*** Servizi e merci esclusi gli oggetti di valore
**** Esclusi gli oggetti di valore

 

Fonte: https://bit.ly/3ocidNJ

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera)

Ultima modifica: Giovedì 30 Settembre 2021
Giovedì 30 Settembre 2021

La fiducia nell’economia ceca segna un netto miglioramento

L’indice di fiducia nell’economia ceca ha registrato in aprile una forte ripresa rispetto a marzo e ad aprile dello scorso anno. Lo indica l’Ufficio di Statistica ceco.

Rispetto a marzo l’indice complessivo è risalito di 7,7 punti a 94,7 punti. Di oltre sette punti è aumentato l’indice di fiducia tra le imprese e di quasi dieci punti quello tra i consumatori. Tra le persone sono diminuite le valutazioni negative sull’andamento dell’economia ed è calata anche la preoccupazione che riguarda la crescita della disoccupazione. Rimangono stabili le valutazioni della situazione finanziaria personale.

Nel settore imprenditoriale la fiducia è cresciuta soprattutto a causa di maggiori attese di commesse e di volumi produttivi, specifica l’Ufficio di Statistica. L’unico calo dell’indice, di ben 5,5 punti, è stato registrato nell’edilizia. Il clima di fiducia è invece cresciuto di otto punti nel commercio e di 8,6 punti nei servizi. Nell’industria l’indice è aumentato di quasi sette punti a 102,3 punti. Migliorano le valutazioni e le attese degli ordini e volumi produttivi. Il tasso di impiego dei mezzi produttivi è all’85 %, meno che nei mesi precedenti. Le imprese pianificano una forte ripresa di investimenti, che dovrebbero crescere nel 2021 dell’11 %.

Fonte: https://bit.ly/3icrlho

 

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Ultima modifica: Giovedì 30 Settembre 2021
Giovedì 30 Settembre 2021

Svizzera: il Consiglio federale approva l'accordo sui frontalieri

Adottato il messaggio sull'intesa firmata in dicembre tra Svizzera e Italia.

Il nuovo accordo sui frontalieri tra la Svizzera e l'Italia ha il sostegno del Consiglio federale, che ha adottato il messaggio per la sua approvazione. Con la nuova intesa raggiunta, che contribuisce a mantenere i buoni rapporti tra i due Paesi, la Confederazione tratterrà l'80% dell'imposta alla fonte ordinaria prelevata sul reddito dei nuovi frontalieri che lavoreranno in Svizzera, che poi verranno tassati in via ordinaria anche in Italia.

I "nuovi frontalieri" sono le persone che entrano nel mercato del lavoro transfrontaliero dopo l'entrata in vigore dell'accordo. I frontalieri che hanno lavorato in Ticino, nel canton Grigioni e in Vallese, prima dell'entrata in vigore del testo, continueranno ad essere tassati esclusivamente in Svizzera, la quale verserà ai Comuni italiani di confine fino all'anno fiscale 2033 una compensazione finanziaria del 40% dell'imposta alla fonte prelevata nel Paese.

Sempre secondo l’accordo, in futuro il «lavoratore frontaliere» includerà coloro che risiedono entro 20 chilometri dalla frontiera e che, in linea di massima, rientrano ogni giorno al loro domicilio. Tale nuova definizione si applica a tutti i frontalieri (nuovi e attuali) a partire dall’entrata in vigore dell’accordo.

L’intesa, secondo il Consiglio federale, migliora sensibilmente l’attuale regolamentazione dell’imposizione dei lavoratori frontalieri e contribuisce a mantenere i buoni rapporti tra i due Paesi.

Per l’entrata in vigore dell’accordo manca ora l’approvazione da parte del Parlamento italiano.

Fonte: https://bit.ly/3oc6Chr

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera)

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Giovedì 30 Settembre 2021

Praga: terza regione più ricca nell’Unione Europea

La città di Praga capitale è stata nel 2019 la terza regione più ricca nell’Unione Europea. Lo indicano i dati diffusi dall’Eurostat.

La ricchezza della capitale ceca espressa in PIL pro capite calcolato sulla base del potere d’acquisto era pari al 205% della media dell’Unione Europea. Un dato superiore è stato registrato solo in Lussemburgo e in Irlanda. Il dato di Praga è stabile rispetto al 2018 e in miglioramento di circa tredici punti rispetto al 2010.

Come spiega l’Eurostat i dati fortemente oltre la media dell’intera Unione Europea sono spesso il risultato dell’affluenza di molti lavoratori specializzati o della sede di aziende multinazionali nel dato territorio.

La Repubblica Ceca è in convergenza rispetto alla media dell’Unione Europea. Il dato per l’intero paese è del 93% della media UE, mentre dieci anni prima era pari all’84%. Oltre a Praga altre due macroregioni registrano un valore superiore all’ottanta percento: la Boemia Centrale e la Moravia meridionale con le Alture boemo-morave (Vysočina). Il dato più basso, il 64%, è invece registrato nel nordovest della Boemia (regioni di Karlovy Vary e Ústí nad Labem).

Fonte: https://bit.ly/3o727Vw

 

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Giovedì 30 Settembre 2021

La situazione sul mercato del lavoro svizzero nel mese di luglio 2021

I disoccupati registrati in luglio 2021 - Secondo i rilevamenti effettuati dalla Segreteria di Stato dell’economia (SECO), alla fine di luglio 2021 erano iscritti 128’279 disoccupati presso gli uffici regionali di collocamento (URC), ossia 3’542 in meno rispetto al mese precedente. Nel mese in rassegna, il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 2,8%. Rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, il numero di disoccupati è diminuito di 20’591 unità (-13,8%).

Disoccupazione giovanile
Il numero di giovani disoccupati (15-24 anni) è aumentato di 438 unità (+3,7%) arrivando al totale di 12’201, ciò che corrisponde a 5’694 persone in meno (-31,8%) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Disoccupati di 50-64 anni
Il numero dei disoccupati di 50-64 anni è diminuito di 1’291 persone (-3,2%), attestandosi a 39’142. In confronto allo stesso mese dell’anno precedente ciò corrisponde a una diminuzione di 388 persone (-1,0%).

Persone in cerca d’impiego
Complessivamente le persone in cerca d’impiego registrate erano 219’183, 7’454 in meno rispetto al mese precedente e 16’579 (-7,0%) in meno rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.

Posti vacanti annunciati
Il 1° luglio 2018 è stato introdotto in tutta la Svizzera l’obbligo di annunciare i posti vacanti per i generi di professioni con un tasso di disoccupazione pari almeno all’8%; dal 1° gennaio 2020 questo valore soglia è stato ridotto al 5%. Il numero dei posti annunciati all’URC è diminuito in luglio di 3’905 raggiungendo le 56’812 unità. Dei 56’812 posti, 43’219 sottostavano all’obbligo di annuncio.

Lavoro ridotto conteggiato nel mese di maggio 2021
Nel mese di maggio 2021 sono state colpite dal lavoro ridotto 257’467 persone, ovvero 46’817 in meno (-15,4%) rispetto al mese precedente. Il numero delle aziende colpite è diminuito di 5’502 unità (-13,4%) portandosi a 35’517. Il numero delle ore di lavoro perse è diminuito di 4’988’144 unità (-23,8%), portandosi a 15’985’544 ore. Nel corrispondente periodo dell'anno precedente (maggio 2020) erano state registrate 57’933’292 ore perse, ripartite su 890’890 persone in 109’988 aziende.

Persone che hanno esaurito il loro diritto all’indennità nel mese di maggio 2021
Secondo i dati provvisori forniti dalle casse di disoccupazione, nel corso del mese di maggio 2021, 46 persone hanno esaurito il loro diritto alle prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione. Ogni persona assicurata che al 1° marzo 2021 non ha ancora esaurito le sue indennità giornaliere beneficerà al massimo di 66 indennità giornaliere supplementari per il periodo dal 1° marzo 2021 al 31 maggio 2021.

Fonte: https://bit.ly/3lWzzLG

 

(Contenuto editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera)

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