Notizie mercati esteri

Martedì 27 Gennaio 2026

Spagna 2025: leader della crescita europea, resistente all’incertezza globale

La Spagna chiuderà il 2025 con un aumento del PIL del 2,9%, molto sopra la media dell’eurozona (1,3%), confermandosi come locomotiva economica europea. Il dinamismo è stato trainato da consumi e investimenti: il potere d’acquisto delle famiglie cresce (+5,3% rispetto al 2019) e il risparmio resta alto (13% del reddito disponibile). La disoccupazione scenderà al 10,4%, ai minimi da prima della crisi del 2008.

Gli investimenti, in aumento del 7,6% su base annua, si concentrano su software e R&S, spingendo verso un’economia più digitale e produttiva. Il deficit pubblico si riduce al 2,5% del PIL, mentre il debito scende al 103%, con la miglior valutazione del rischio sovrano in 15 anni. Il 2026 prevede una crescita più moderata (circa 2,2-2,3%), sostenuta dai fondi europei, dal consumo e dagli investimenti, ma con rischi legati alle esportazioni, all’inflazione e all’invecchiamento della popolazione.

La forte crescita della Spagna, superiore alla media europea, unita alla stabilità dei consumi e agli investimenti in digitale e R&S, rende il Paese un mercato attrattivo per export, partnership e nuovi investimenti. La riduzione di deficit e debito pubblico e la bassa disoccupazione creano un contesto economico più sicuro, mentre il sostegno dei fondi europei favorisce opportunità in settori innovativi e strategici. In sintesi, la Spagna nel 2025 rappresenta un mercato dinamico e resiliente, ideale per le imprese italiane che vogliono espandere la loro presenza internazionale.

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana - Barcellona)

Ultima modifica: Martedì 27 Gennaio 2026
Martedì 27 Gennaio 2026

Cybersecurity e Direttiva NIS2: Opportunità Strategica per le Aziende Italiane nel Mercato Polacco

La Direttiva NIS2 trasforma la sicurezza informatica in vantaggio competitivo. Scopri come accedere ai finanziamenti UE di 6,2 miliardi di euro e posizionarti strategicamente nel mercato IT e Cybersecurity polacco in espansione.

Contesto Normativo e Opportunità di Mercato in Polonia

La Direttiva NIS2 (Network and Information Systems Directive 2022/2555) rappresenta un punto di svolta nella governance della cybersicurezza europea. Entrata in vigore il 16 gennaio 2023, la direttiva mira a elevare i standard di sicurezza informatica per le infrastrutture critiche e i servizi essenziali in tutto il territorio UE. La Polonia, come membro dell'UE, è tenuta alla trasposizione delle disposizioni di NIS2, sebbene il processo di implementazione sia ancora in corso.

La Commissione Europea ha positivamente valutato il 29 ottobre 2025 il terzo pagamento da 6,2 miliardi di euro della Facility per la Ripresa e la Resilienza (RRF) alla Polonia, che è stato erogato il 30 novembre 2025, portando i fondi erogati finora a 26,9 miliardi di euro. Di questi fondi KPO, il 21,3% è destinato alla transizione digitale, che include investimenti in cybersicurezza, protezione infrastrutturale e implementazione di ISMS. Ciò rappresenta un'opportunità strategica straordinaria per le aziende italiane che operano nel settore della sicurezza informatica. I finanziamenti KPO costituiscono un meccanismo diretto per sostenere investimenti in conformità normativa e protezione infrastrutturale, creando una domanda strutturale di soluzioni di sicurezza avanzate. Per le imprese italiane, l'accesso a questi fondi attraverso partnership con operatori polacchi e strutture pubbliche locali rappresenta un canale di crescita tangibile e prevedibile nel breve-medio termine.

Cybersicurezza come Priorità Strategica della Polonia nel 2026

La Polonia occupa una posizione geopolitica critica nel panorama europeo. A seguito del conflitto ucraino e della crescente pressione russa, il governo polacco ha identificato la cybersicurezza come una priorità nazionale non negoziabile. Nel settembre 2025, la Polonia ha annunciato l'allocazione di 1 miliardo di euro per la cybersicurezza nel 2025, rappresentando un aumento del 67% rispetto ai 600 milioni di euro del 2024.

Il paese è attualmente sotto attacco sistemico da parte di entità sponsorizzate da stati ostili e cyber criminali. Secondo fonti governative, la Polonia subisce molteplici tentativi di attacco al giorno contro infrastrutture critiche. Le infrastrutture colpite includono ospedali, sistemi idrici municipali, reti energetiche e sistemi di trasporto. Sebbene la Polonia abbia respinto la stragrande maggioranza di questi attacchi, alcune operazioni hanno avuto successo, causando interruzioni di servizio e compromissioni di dati sensibili.

Questa situazione crea un vuoto competitivo critico all'interno della Polonia stessa. Le competenze locali di cybersicurezza, sebbene in espansione, rimangono insufficienti rispetto alla velocità di modernizzazione richiesta. Le aziende italiane, con una tradizione consolidata di expertise in conformità normativa, soluzioni integrate e certificazioni internazionali riconosciute, sono posizionate idealmente per colmare questo gap. Le imprese italiane possono offrire non solo tecnologie avanzate, ma anche gestione del rischio enterprise-grade e supporto alla compliance normativa—competenze che la Polonia necessita urgentemente.

Il Mercato Polacco della Cybersicurezza: Dimensioni e Traiettorie di Crescita

Il mercato della cybersicurezza in Polonia sta vivendo una fase esplosiva di crescita. Secondo le ricerche di mercato più recenti, il mercato è stato valutato a 1,8-2,29 miliardi di USD (1,54-1,96 miliardi di EUR) nel 2024 e si proietta di raggiungere 4,13-5 miliardi di USD (3,54-4,28 miliardi di EUR) entro il 2032, con un CAGR (Compound Annual Growth Rate) di 8,80-12% nel periodo 2025-2032.

I driver di questa crescita sono molteplici e strutturali:

  • Trasformazione digitale accelerata —  il numero di imprese polacche che adottano soluzioni cloud, IoT e AI è in aumento esponenziale
  • Aumento delle minacce cyber — il numero di incidenti di cybersicurezza segnalati è cresciuto del 45% nel 2023 rispetto al 2022, con perdite finanziarie stimate a 2,8 miliardi di PLN (0,67 miliardi di EUR);
  • Conformità normativa obbligatoria — la transposizione di NIS2 richiede investimenti sistemici in information security management systems (ISMS), incident reporting e supply chain security;
  • Supporto governativo consistente — l'allocazione di risorse pubbliche per la modernizzazione infrastrutturale garantisce continuità della domanda.

settori prioritari per gli investimenti in cybersicurezza in Polonia includono: Energia (incluso il settore nucleare in espansione), Settore Finanziario e BancarioSanità e Strutture OspedaliereTrasporti e Logistica, e Produzione. Ogni settore è classificato come "essenziale" o "importante" secondo le disposizioni di NIS2, con obblighi di conformità differenziati.

La concentrazione di investimenti è maggiore nelle aree urbane centrali (Varsavia, Cracovia, Łódź), dove si trovano la maggior parte delle istituzioni finanziarie, degli ospedali di rilievo e dei nodi di trasporto strategici.

Come le Aziende Italiane Possono Posizionarsi

Le aziende italiane operanti nel settore della cybersicurezza posseggono vantaggi competitivi distintivi che le rendono particolarmente attraenti per il mercato polacco.

In primo luogol'expertise italiana in conformità normativa è consolidata e riconosciuta a livello internazionale. Le aziende italiane hanno accumulato decenni di esperienza nell'implementazione del GDPR, della Direttiva NIS originaria, e ora della NIS2. Questa expertise consente di offrire soluzioni end-to-end di risk management e compliance, non limitandosi a meri strumenti tecnologici, ma fornendo anche governance strutturale e supporto amministrativo.

In secondo luogo, le aziende italiane detengono certificazioni internazionali di alto valore, tra cui ISO/IEC 27001:2022 per la gestione della sicurezza informatica, ISO 27032 per la cybersecurity governance, e sempre più spesso il marchio QC1 dell’ACN, che può fungere da leva di credibilità, anche se il suo riconoscimento formale in Polonia è ancora in fase di sviluppo. Queste certificazioni forniscono garanzie di qualità e conformità normativa che riducono il rischio percepito dai clienti polacchi e facilitano l'accesso ai finanziamenti pubblici.

Terzo, le aziende italiane possono sviluppare modelli di accesso al mercato polacco altamente flessibili:

  • Partnership Strategiche con Provider Locali Polacchi — identificare integratori di sistemi polacchi, consulenti e fornitori di servizi gestiti per distribuire soluzioni italiane adattate al contesto locale;
  • Joint Venture e Filiali Locali — costituire entità giuridiche polacche controllate per accedere ai finanziamenti KPO e per avere una presenza operativa duratura;
  • Servizi di Consulenza e Governance — offrire servizi di valutazione del rischio, audit di conformità a NIS2, e design di architetture di sicurezza adattate ai settori critici polacchi;
  • Soluzioni SaaS Verticali — sviluppare piattaforme software as a service specifiche per i settori energetico, sanitario e finanziario polacco, con localizzazione del servizio e conformità ai requisiti di residenza dei dati stabiliti dalla Polonia.

settori prioritari di ingresso rimangono l'Energia (con il sottosettore nucleare in crescita), il Settore Finanziario (banche e istituti di pagamento), la Sanità (ospedali e strutture di tele-medicina), e il Trasporto (porto di Danzica, ferrovia, aviazione). Per ciascun settore, il governo polacco ha identificato competenti authorities specifiche (es., il Ministero dell'Energia per il settore energetico, il Ministero della Salute per la sanità, la Banca Centrale Polacca per il settore finanziario), facilitando l'identificazione di interlocutori istituzionali per negoziazioni commerciali.

Strumenti di Finanziamento per le Aziende Italiane in Polonia

La disponibilità di strumenti finanziari è uno dei principali catalizzatori di opportunità per le aziende italiane che desiderano investire o operare in Polonia. I meccanismi di finanziamento si articolano su più livelli:

1. Fondi KPO Dedicati alla Cybersicurezza. Il 21,3% del totale KPO della Polonia (pari a circa 12,8 miliardi di euro dall'allocazione complessiva di 59,8 miliardi) è destinato alla transizione digitale, che include esplicitamente investimenti in cybersicurezza, protezione infrastrutturale e implementazione di ISMS. Le aziende italiane possono accedere a questi fondi attraverso:

  • sub-contratti con enti pubblici polacchi (comuni, istituzioni centrali) che ricevono finanziamenti KPO;
  • partnership con aziende locali polacche che, a loro volta, sono beneficiari di KPO;
  • investimento diretto in entità giuridiche costituite in Polonia e registrate presso le autorità competenti.

2. Programmi di Incentivi Fiscali e di Credito Locale. Il governo polacco offre esenzioni fiscali dal 15% al 50% per investimenti in aziende che operano in settori strategici, inclusa la cybersicurezza, attraverso il Polish Investment Zone (PSI). Inoltre, sono disponibili prestiti bancari agevolati erogati dalla Banca Nazionale di Sviluppo Polacca (BGK) per progetti di modernizzazione infrastrutturale e sicurezza informatica. Le super-deduzioni fiscali fino al 200% per attività di ricerca e sviluppo (programma STEP—Strategic Technologies for Europe Platform) rappresentano un ulteriore incentivo per investimenti in innovazione tecnologica.

3. Bandi Europei di Ricerca e Innovazione. Attraverso il programma Horizon Europe, le aziende italiane e polacche possono accedere congiuntamente a finanziamenti per project-based R&D in cybersecurity. Il SECURE Project (Strengthening EU SMEs Cyber Resilience), con budget totale di €22 milioni e coordinato dall'ACN, fornisce €16,5 milioni in finanziamenti a cascata direttamente agli SME europei per l'implementazione della Cyber Resilience Act nel periodo 2025-2027, offre formazione, supporto tecnico e co-finanziamento per PMI europee che implementano misure di sicurezza informatica e conformità alla Cyber Resilience Act.

4. Co-finanziamento Pubblico-Privato. Molte municipalità e istituzioni polacche hanno lanciato bandi per partnership pubblico-privata (PPP) nel settore della sicurezza informatica. Questi progetti offrono opportunità di revenue sharing e contratti di lungo termine, garantendo stabilità commerciale per le aziende italiane partner.

Scenario Realistico di Opportunità

Per illustrare concretamente il potenziale di mercato, consideriamo il caso di una società energetica polacca di medie dimensioni che opera nella distribuzione di energia elettrica in una regione centrale (ad esempio, la regione di Łódź). Questa società è classificata come "essential entity" secondo NIS2, il che significa che deve implementare un information security management system (ISMS) conforme ai standard ISO/IEC 27001:2022 entro sei mesi dalla promulgazione della legge di transposizione polacca (attualmente prevista per la prima metà del 2026).

L'azienda energetica ha riconosciuto che la sua infrastruttura IT attuale, prevalentemente basata su sistemi legacy, non è sufficientemente resiliente agli attacchi cyber. Necessita di:

  • una valutazione del rischio di cybersicurezza secondo il framework NIST e le linee guida ENISA;
  • la ridefinizione dell'architettura IT per implementare defense-in-depth, multi-factor authentication, e encryption end-to-end;
  • la creazione di un Security Operations Center (SOC) con capacità di monitoraggio 24/7 e incident response; (d) il trasferimento di competenze al team interno per garantire la sostenibilità operativa.

Una società italiana specializzata in managed security services (MSSP) con expertise nel settore energetico potrebbe proporre una soluzione integrata che combini:

  • una piattaforma SIEM/SOAR (Security Information and Event Management / Security Orchestration, Automation and Response) fornita da partner tecnologici internazionali,
  • servizi di consulenza in governance della sicurezza,
  • staffing di specialisti in cybersecurity che operino nel SOC,
  • programmi di training per il team locale,
  • supporto alla conformità NIS2 e agli audit regolamentari. Il costo totale della soluzione potrebbe ammontare a 1,5-2,5 milioni di euro su tre anni.

L'azienda energetica polacca potrebbe finanziare questo progetto ricorrendo a: fondi KPO allocati direttamente alla modernizzazione della cybersicurezza infrastrutturale; crediti bancari agevolati della BGK; contributi del governo locale per la protezione infrastrutturale; risorse interne. Per la società italiana, questo rappresenterebbe un contratto ancorabile  con potenziale di estensione o replicazione in altri settori e geografie polacche.

Conclusioni: Opportunità Concrete e Prossimi Passi

La convergenza tra esigenze normative urgentifinanziamenti pubblici cospicuiminacce cyber strutturali, e expertise italiana consolidata crea un ambiente di mercato straordinariamente favorevole per le aziende italiane del settore della cybersicurezza. La Polonia non rappresenta solamente un mercato di sbocco, ma un partner strategico per sviluppare sinergie operativo-commerciali, ampliare la propria base di clienti europei, e rafforzare la propria competitività a livello continentale.

Fonti: Commissione Europea; Ministero degli Affari Digitali Polacco; ENISA (EU Agency for Cybersecurity); Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale Italiana; Polish Investment and Trade Agency (PAIH)

 

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italiana in Polonia)

Ultima modifica: Martedì 27 Gennaio 2026
Martedì 27 Gennaio 2026

Hong Kong: La Città Migliore per Viaggiare in Asia nel 2026

Hong Kong entra ufficialmente tra le destinazioni più imperdibili del 2026, distinguendosi come la città asiatica da non perdere secondo Conde Nast Traveller. La prestigiosa rivista internazionale, specializzata nel settore dei viaggi, la descrive come una metropoli “grande e scintillante”, capace di bilanciare con naturalezza il proprio patrimonio antico con un’anima fortemente contemporanea. In questo equilibrio tra tradizione e modernità, Hong Kong rappresenta in modo emblematico la varietà dell’Asia, dove a fianco dei grattacieli si affacciano vicoli storici e quartieri ricchi di carattere.

Sebbene altre città asiatiche come Tokyo e Singapore abbiano conquistato posizioni più elevate nella classifica World’s Best Cities 2026 di Resonance Consulting, Hong Kong ha comunque ottenuto un significativo 19° posto a livello globale, confermandosi una città “forever forward-facing”, sempre proiettata verso il futuro. E proprio il 2026 si prospetta come un anno particolarmente dinamico, ricco di nuovi sviluppi turistici, culturali e infrastrutturali.

Uno dei principali motori di questa rinnovata vitalità è la scena culturale, in piena trasformazione. Nel West Kowloon Cultural District, progettato dallo studio Foster + Partners, aprirà il WestK Performing Arts Centre, che offrirà tre palcoscenici di livello internazionale dedicati alla danza e al teatro, per una capienza complessiva di circa 2.300 spettatori. Parallelamente, la città sta investendo con decisione nei suoi spazi verdi: le infrastrutture dei sentieri escursionistici saranno potenziate con nuova segnaletica e punti informativi lungo alcuni dei percorsi più iconici, tra cui The Peak, Lantau Peak, Tai Mo Shan e Sai Kung Hoi. Per gli amanti dell’aria aperta, sarà quindi ancora più facile scoprire il volto naturale di Hong Kong, spesso inaspettato rispetto all’immagine di metropoli ipermoderna.

Nel frattempo, anche l’Aeroporto Internazionale di Hong Kong (HKIA) prosegue nel suo imponente piano di espansione da 18 miliardi di dollari, legato allo sviluppo della terza pista. Tra le principali novità attese per l’estate 2026 figurano l’aggiornamento del Terminal 2, una nuova coach hall e strutture per il self check-in, mentre l’obiettivo complessivo è raggiungere la capacità di gestire fino a 120 milioni di passeggeri entro il 2027.

Il 2026 sarà inoltre un anno chiave per il settore degli eventi. Dall’11 al 14 giugno si terrà l’International Travel Expo (ITE), uno dei principali appuntamenti fieristici dedicati al turismo in Asia, ospitato presso l’Hong Kong Convention & Exhibition Centre. L’ITE fungerà da ponte privilegiato verso il vasto mercato della Greater Bay Area (GBA), che comprende Hong Kong, Shenzhen e Guangzhou. Si tratta di uno dei cluster urbani più potenti al mondo, con un PIL combinato di 2.077 miliardi di dollari nel 2024, che lo colloca come la dodicesima economia globale. L’esposizione attira inoltre numerosi viaggiatori indipendenti di fascia alta (i FITs), particolarmente attivi sul circuito internazionale.

Pertanto, che si tratti di assistere a produzioni artistiche di livello mondiale, scoprire nuove eccellenze gastronomiche o esplorare paesaggi naturali rinnovati da recenti interventi, il 2026 si profila come l’anno ideale per vivere, o riscoprire, Hong Kong in tutte le sue molteplici sfaccettature, scintillanti e contrastanti al tempo stesso. Una città che continua a evolversi con energia e visione, consolidando la sua posizione come una delle mete più stimolanti e complete dell’intero panorama asiatico.

Fonti:
 

 

(Contributo editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce in Hong Kong and Macao)

Ultima modifica: Martedì 27 Gennaio 2026
Martedì 27 Gennaio 2026

Notizie dai mercati esteri - Serbia

Andamento economico nella Repubblica di Serbia, 2025

Si stima che l’attività economica complessiva nella Repubblica di Serbia nel 2025, misurata dall’andamento reale del Prodotto Interno Lordo (PIL), abbia registrato una crescita del 2,0% rispetto al 2024.

Gli investimenti lordi in beni strumentali nel 2025, misurati in termini di crescita reale, hanno segnato un aumento dello 0,9% rispetto all’anno precedente.

La produzione agricola nel 2025 ha registrato una diminuzione del volume fisico dello 0,3%. Nello stesso periodo, la produzione industriale ha evidenziato una crescita dell’1,0%, mentre l’industria manifatturiera ha registrato un aumento dell’1,2%.

Il valore dei lavori eseguiti nel settore delle costruzioni nel 2025 mostra una flessione reale dell’8,4% rispetto all’anno precedente. Il commercio al dettaglio ha conseguito una crescita reale del 4,2%, mentre il commercio all’ingrosso ha registrato una diminuzione nominale dell’1,1%.

Lo scambio commerciale estero di merci, espresso in euro, nel 2025 rispetto al 2024 evidenzia un aumento delle esportazioni dell’8,0% e delle importazioni del 7,3%.

Nel settore dei servizi di alloggio e ristorazione, nel 2025 è stata stimata una crescita reale della ristorazione dell’1,5%, mentre il numero di pernottamenti turistici è diminuito del 3,3%.

Nel 2025, rispetto al 2024, è stato registrato un aumento del volume fisico del traffico del 4,7% e una diminuzione del volume fisico delle telecomunicazioni del 5,3%.

Secondo i risultati dell’Indagine sulle forze di lavoro, nel terzo trimestre del 2025 il tasso di occupazione si è attestato al 51,3%, mentre il tasso di disoccupazione è risultato pari all’8,2%.

Le retribuzioni medie nette nel 2025, rispetto all’anno precedente, sono aumentate in termini nominali dell’11,2% e in termini reali del 7,1%.

Il tasso annuo di inflazione stimato ammonta al 2,8%.

 

La Banca Nazionale di Serbia mantiene il tasso di interesse di riferimento al 5,75%

Il Comitato Esecutivo della Banca Nazionale di Serbia ha deciso, nella seduta che si è tenuta il 12 gennaio 2026, di mantenere il tasso di interesse di riferimento al livello del 5,75%, nonché di lasciare invariati i tassi di interesse sulle facilitazioni di deposito (4,5%) e di credito (7%), come comunicato dalla Banca Nazionale di Serbia (NBS).

Come precisato nel comunicato, nel prendere tale decisione il Comitato Esecutivo ha tenuto principalmente conto dell’inflazione realizzata e attesa, nonché dei fattori provenienti dal contesto nazionale e internazionale che ne influenzano l’andamento. Negli ultimi mesi del 2025 l’inflazione si è stabilizzata su un livello leggermente inferiore al valore centrale dell’obiettivo della Banca Nazionale di Serbia (3 ± 1,5%).

Il Comitato Esecutivo prevede che l’inflazione continuerà a muoversi intorno al valore centrale dell’obiettivo fino a marzo dell’anno in corso, ossia durante il periodo di validità del Decreto sulle condizioni speciali per lo svolgimento dell’attività commerciale per determinate categorie di beni, con il quale sono stati limitati i margini commerciali nella vendita all’ingrosso e al dettaglio, e che resterà entro i limiti dell’obiettivo del 3 ± 1,5% anche successivamente, fino alla fine del 2026 e nel medio termine.

A ciò dovrebbero contribuire, come sottolineato, l’annunciata adozione di leggi sistemiche volte a prevenire pratiche commerciali sleali, l’allentamento delle pressioni sui costi provenienti dal contesto internazionale e l’avvio di una nuova stagione agricola, a condizione che risulti migliore rispetto a quella dell’anno precedente. In senso opposto agiranno l’aumento del reddito disponibile per i consumi e la bassa base di confronto di settembre dell’anno precedente.

Tuttavia, anche per effetto dell’aumento del reddito disponibile per i consumi, non si prevedono significative pressioni inflazionistiche, poiché la crescita dei salari sarà accompagnata da un aumento della produttività, mentre le misure della Banca Nazionale di Serbia volte a incentivare l’attività creditizia nei confronti dei cittadini a reddito più basso sono calibrate in modo da non provocare un’eccessiva espansione del credito, che potrebbe incidere negativamente sulla stabilità dei prezzi e del sistema finanziario. Inoltre, la Banca Nazionale di Serbia sostiene la stabilità macroeconomica e la crescita economica anche attraverso il mantenimento di una relativa stabilità del tasso di cambio.

Nella motivazione della propria decisione, il Comitato Esecutivo sottolinea che permane la necessità di una maggiore prudenza nella conduzione della politica monetaria, alla luce della persistente instabilità del contesto internazionale.

Le tensioni geopolitiche, unite all’inasprimento delle politiche doganali, al rafforzamento del protezionismo e all’elevata sensibilità dei mercati finanziari alla sostenibilità del debito pubblico in alcuni Paesi sviluppati, riducono la fiducia degli investitori e dei consumatori a livello globale, con un impatto negativo sulle prospettive di crescita dell’economia mondiale. Allo stesso tempo, le tensioni geopolitiche e l’aumento del protezionismo possono influire in modo significativo sulla produzione e sulle esportazioni dell’industria manifatturiera nazionale, in particolare nei segmenti della raffinazione del petrolio e della produzione dei metalli di base.

Per quanto riguarda le decisioni di politica monetaria delle principali banche centrali, le proiezioni del Sistema della Federal Reserve (FED), pubblicate dopo la riunione di dicembre, indicano che anche nel corso di quest’anno potrebbe proseguire la riduzione dell’intervallo del tasso di riferimento, mentre la Banca Centrale Europea manterrà probabilmente i propri tassi di interesse di base invariati fino alla fine del 2026, poiché si ritiene che l’obiettivo di inflazione sia stato raggiunto.

La prossima seduta del Comitato Esecutivo, nella quale saranno esaminati gli andamenti economici e verrà presa una decisione sul tasso di interesse di riferimento, si terrà il 12 febbraio.

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Serba)

Ultima modifica: Martedì 27 Gennaio 2026
Martedì 27 Gennaio 2026

Hong Kong, porta strategica per l’Asia: cresce l’interesse delle imprese italiane

Hong Kong si conferma un mercato prioritario e un partner commerciale strategico per molte imprese italiane che guardano con rinnovato interesse all’Asia. È quanto emerge dal nuovo rapporto Italian Companies' Asian Expansion Priorities: Innovation, Healthcare and Retail Sectors, realizzato dall’Hong Kong Trade Development Council (HKTDC) in collaborazione con la Italy China Council Foundation (ICCF) di Milano. Lo studio, condotto nel terzo trimestre del 2025 su un campione di 172 figure di vertice del mondo imprenditoriale italiano, rivela un forte dinamismo e un potenziale ancora ampiamente inesplorato nei rapporti economici tra Italia e Hong Kong.

Dai risultati del sondaggio si osserva come il 77% delle aziende italiane intenda espandersi in Asia, individuando nella Cina continentale e in Hong Kong i mercati prioritari. In particolare, il ruolo di Hong Kong come piattaforma di facilitazione è ritenuto determinante, poiché il 93% degli intervistati ritiene che la città sarà in grado di sostenere efficacemente i futuri piani di espansione nel triennio a venire. Tale convinzione si fonda sulla posizione unica che Hong Kong ricopre quale gateway verso l’Asia e sulle sue affermate competenze come hub internazionale per la logistica e la gestione delle catene di approvvigionamento. Come ha sottolineato il Segretario Finanziario Paul Chan, la città agisce infatti da “super connettore” e da “super value-adder”, collegando capitali, talenti, idee e opportunità all’interno del quadro di “un Paese, due sistemi”.

L’interesse all’espansione risulta particolarmente intenso in tre settori chiave dell’economia italiana, quali innovazione e tecnologia, healthtech e scienze della vita, nonché retail e commercio all’ingrosso, i quali mostrano un allineamento naturale con le nuove priorità industriali di Hong Kong. La quasi totalità delle imprese attive nell’innovazione e nella tecnologia manifesta l’intenzione di rafforzare la propria presenza asiatica; seguono con percentuali elevate le aziende del comparto sanitario e, subito dopo, quelle del settore retail e wholesale. Questo dinamismo settoriale contribuisce a rafforzare un quadro di relazioni economiche già consolidato.

Nel 2024, infatti, gli scambi commerciali tra Italia e Hong Kong hanno raggiunto gli 8,3 miliardi di dollari USA, confermando l’Italia come quarto partner commerciale e mercato export dell’Unione Europea per Hong Kong e, al contempo, come terzo mercato di importazione più rilevante dell’UE. Parallelamente, alla fine del 2023 Hong Kong risultava la terza destinazione asiatica per gli investimenti italiani e, in modo speculare, il terzo maggiore investitore asiatico in Italia. Non sorprende, quindi, che nel 2024 fossero presenti sul territorio di Hong Kong circa 200 aziende italiane, a testimonianza di un legame economico ormai strutturato.

I risultati completi dell’indagine sono stati presentati a Milano lo scorso 27 novembre in occasione della nuova edizione della campagna Think Business, Think Hong Kong (TBTHK) organizzata da HKTDC. L’evento, ha riunito oltre 700 leader aziendali, rappresentanti istituzionali e investitori di Hong Kong e dell’Italia, offrendo un ampio spazio di confronto sulle opportunità di collaborazione e sviluppo nell’area asiatica.

 

Fonti:

(Contributo editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce in Hong Kong and Macao)

Ultima modifica: Martedì 27 Gennaio 2026
Martedì 27 Gennaio 2026

Brasile 2026, crescita con il freno tirato

Con l’avvio del 2026, l’economia brasiliana entra in un nuovo ciclo caratterizzato da una miscela di cautela e opportunità, in cui gli indicatori macroeconomici riflettono una realtà più pragmatica che entusiasmante. Secondo le proiezioni del mercato finanziario, il prodotto interno lordo (PIL) dovrebbe crescere intorno all’1,8% nel corso dell’anno, un ritmo positivo ma modesto se confrontato con le espansioni di periodi precedenti, segno di una crescita che «avanza, ma con passo corto». Tale dinamica è fortemente influenzata da tassi di interesse ancora elevati, che rendono più costoso l’accesso al credito, frenano gli investimenti produttivi e moderano la spesa delle famiglie e delle imprese. 

Sul fronte dei prezzi, la inflazione è prevista intorno al 4% annuo, un valore che, pur rientrando formalmente nel limite superiore della banda obiettivo fissata dalla banca centrale, continua a erodere gradualmente il potere d’acquisto delle famiglie. I beni e servizi di prima necessità, come alimentari, trasporti, istruzione e sanità, dovrebbero seguire tendenze di aumento più lente rispetto al passato recente, ma con un impatto ancora tangibile sul bilancio domestico. 

La politica monetaria rimane un elemento chiave del quadro macroeconomico. L’autorità di regolazione ha mantenuto tassi di interesse di riferimento (Selic) su livelli elevati, con attese di un graduale allentamento solo più avanti nel 2026. Questa rigidità riflette la necessità di ancorare le aspettative di inflazione e consolidare i progressi realizzati nella fase di disinflazione avviata l’anno precedente. Per i consumatori e le imprese, ciò si traduce in un costo del credito che resta elevato, con implicazioni dirette su prestiti personali, finanziamenti alle imprese e condizioni di indebitamento generale. 

Un altro elemento di rilievo è la stabilità relativa del cambio: le proiezioni di mercato indicano un dollaro che dovrebbe oscillare tra circa R$ 5,40 e R$ 5,50 nel corso dell’anno. Sebbene non si prevedano forti scossoni valutari, un tasso di cambio in questo range continua ad incidere sui prezzi dei beni importati e sui costi energetici, influenzando ulteriormente la dinamica inflazionistica interna e le strategie di pianificazione delle imprese esportatrici e importatrici. 

Sul fronte dell’occupazione, lo scenario descritto è di stabilità del mercato del lavoro, con tassi di disoccupazione che dovrebbero mantenersi su livelli simili a quelli osservati nel periodo precedente. Questa tenuta dell’occupazione sostiene il consumo delle famiglie, fungendo da elemento stabilizzante in una fase di crescita moderata. Tuttavia, l’espansione limitata dell’economia, con investimenti ancora contenuti, non promette aumenti significativi nei livelli salariali o in termini di nuove opportunità professionali su larga scala. 

In sintesi, l’economia brasiliana nel 2026 si presenta come un mosaico complesso: una crescita positiva ma contenuta, una inflazione sotto controllo ma percepita come pesante nel quotidiano, e una politica monetaria ancora restrittiva che riflette prudenza più che audacia. Per imprese, investitori e famiglie, il consiglio che emerge dalle valutazioni degli esperti è di adottare strategie di gestione del rischio, ottimizzazione delle risorse e pianificazione finanziaria attenta, in modo da navigare un ambiente in cui i margini di manovra restano stretti ma non privi di prospettive. 

Fonti: Diário do Nordeste e  R7 Notícias

(Contenuto editoriale a cura della Camera Italo-Brasiliana di Commercio e Industria di Rio de Janeiro)

Ultima modifica: Martedì 27 Gennaio 2026
Martedì 27 Gennaio 2026

L’eccellenza del design italiano protagonista a Hong Kong: il successo della Business of Design Week 2025

La Business of Design Week (BODW) 2025 di Hong Kong, tenutasi dal 1 al 6 Dicembre scorsi, si è conclusa con risultati di grande rilievo, confermandosi come il principale appuntamento dedicato al design in Asia e celebrando un’edizione interamente dedicata all’Italia. Organizzata dall’Hong Kong Design Centre (HKDC), la manifestazione ha rappresentato un momento di significativo valore strategico e culturale, inserendosi nel contesto delle celebrazioni per il 55° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina. Attraverso il tema centrale “Curiosity Provokes Design Innovation”, l’evento ha messo in evidenza la capacità del sistema Italia di tradurre la curiosità intellettuale in visioni progettuali avanzate e soluzioni innovative per il mercato globale.

L’apertura del Summit ha visto la partecipazione di autorevoli rappresentanti istituzionali, tra cui la Segretaria per la Cultura, lo Sport e il Turismo di Hong Kong, Rosanna Law, e l’Ambasciatore d’Italia in Cina, Massimo Ambrosetti. Nei loro interventi è stato sottolineato il ruolo di Hong Kong quale ponte culturale e commerciale tra Oriente e Occidente, nonché il valore della relazione bilaterale tra Italia e Cina, fondata su una visione condivisa che riconosce nel design un importante motore di crescita, innovazione e dialogo.

Il programma della BODW 2025 ha visto il coinvolgimento di diciotto relatori italiani, espressione di marchi e realtà di primo piano quali Ferragamo, 10 Corso Como, EssilorLuxottica, Pininfarina, Moroso, Minotti e Molteni&C. La loro partecipazione ha contribuito a rafforzare ulteriormente il posizionamento del Made in Italy come riferimento internazionale nel panorama del design.

Accanto ai confronti sui temi della sostenibilità, dell’intelligenza artificiale e delle città del futuro, che hanno visto il contributo di architetti e designer di rilievo come Carlo Ratti, Patricia Viel e Michele De Lucchi, la rassegna ha dedicato ampio spazio all’innovazione applicata allo sport. In questo contesto si inserisce l’inaugurazione della mostra “La Sfida: l’innovazione del design italiano nello sport”, promossa dal Ministero degli Affari Esteri e curata dall’ADI Design Museum. Ospitata presso il DX Design Hub fino al 9 gennaio, l’esposizione propone una retrospettiva di cinquant’anni di eccellenza progettuale italiana, illustrando l’integrazione tra ricerca estetica e sviluppo tecnologico in oggetti pensati per elevate prestazioni atletiche, dalle racchette da tennis storiche ai più recenti caschi da corsa.

Il legame tra design e grandi eventi sportivi è stato ulteriormente approfondito dall’intervento di Raffaella Paniè, rappresentante della Fondazione Milano Cortina 2026, che ha illustrato la visione creativa e l’identità visiva dei prossimi Giochi Olimpici e Paralimpici. Il contributo è stato presentato sia nel Summit principale sia in un seminario dedicato agli studenti dell’Hong Kong Design Institute, rafforzando il dialogo tra istituzioni, industria creativa e nuove generazioni.

Con quasi cinquanta appuntamenti tra forum e dialoghi creativi, la BODW 2025 non solo ha celebrato il valore della creatività italiana, ma ha anche consolidato il ruolo di Hong Kong come piattaforma strategica di riferimento per lo scambio, la cooperazione e la co-creazione internazionale nel settore del design.

 

Fonti: 

(Contributo editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce in Hong Kong and Macao)

 

Ultima modifica: Martedì 27 Gennaio 2026
Martedì 13 Gennaio 2026

Canada: overview 2025 e outlook 2026

Nel 2025 il Canada ha vissuto una fase di assestamento macroeconomico, caratterizzata da una crescita moderata e da un’inflazione in progressivo rientro verso il target della Bank of Canada. In questo contesto, l’Ontario si conferma il principale motore economico del Paese, pur risentendo del rallentamento manifatturiero e delle tensioni commerciali internazionali. La provincia compensa tuttavia tali criticità attraverso un forte programma di investimenti infrastrutturali e politiche industriali orientate all’innovazione, elementi che contribuiscono a stabilizzare la crescita.

Nel complesso, il 2025 appare come un anno di transizione e consolidamento, con prospettive favorevoli per la collaborazione economica tra Canada, Ontario e partner europei, inclusa l’Italia.

Nel 2026 l’economia canadese è attesa entrare in una fase di crescita moderata ma stabile, sostenuta dal progressivo rientro dell’inflazione verso il target della Bank of Canada e da condizioni finanziarie meno restrittive. In questo quadro, l’Ontario continua a rivestire un ruolo centrale, pur in presenza di alcune criticità legate al rallentamento manifatturiero e alle tensioni commerciali. La provincia punta tuttavia su robusti programmi di investimento infrastrutturale e su politiche industriali orientate a settori strategici (automotive, veicoli elettrici, tecnologie mediche e manifattura avanzata) per rafforzare competitività e occupazione.

Il 2026 si profila quindi come un anno di transizione ordinata, nel quale il consolidamento macroeconomico crea le condizioni per una crescita prudente e per nuove opportunità di scambio, in particolare per i partner europei e le imprese italiane.

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana dell'Ontario Canada (ICCO Canada)

Ultima modifica: Martedì 13 Gennaio 2026
Martedì 13 Gennaio 2026

Notizie dai mercati esteri - Belgio

L'espansione del prefabbricato nel mercato edilizio Belga

Nel 2025, il settore delle costruzioni in Belgio continua a mostrare una dinamica positiva, confermandosi un comparto strategico per l’economia nazionale e la transizione verso modelli edilizi più sostenibili. Secondo i più recenti dati di ConsTrack360, il valore complessivo del mercato delle costruzioni ha raggiunto i 32,2 miliardi di euro nel 2025, con una crescita annua del 3,6% rispetto al 2024.

Nel periodo 2020-2024 il settore ha registrato un tasso di crescita medio annuo (CAGR) del 6,8%, sostenuto dalla ripresa post-pandemia e dagli investimenti pubblici e privati, nazionali ed europei. Le previsioni indicano una crescita più moderata nel medio termine, con il mercato che potrebbe raggiungere i 37,5 miliardi entro il 2029, con un CAGR del 2,9% nel periodo 2025-2029.

Il comparto si erge su diversi segmenti chiave: edilizia residenziale, commerciale, industriale, istituzionale e infrastrutturale. È apprezzabile l'emergere di un’attenzione al green building tanto nei costruttori quanto negli acquirenti, sostenuta dalle politiche europee di decarbonizzazione e dall’evoluzione delle normative ambientali.

In questo scenario entrano in gioco le costruzioni prefabbricate, un segmento del settore edilizio dinamico in cui componenti o interi moduli degli edifici vengono realizzati in uno stabilimento al chiuso, e solo successivamente trasportati e assemblati nel cantiere a cui sono destinati. Nel 2025 il mercato del prefabbricato ha raggiunto un valore stimato di 3,04 miliardi di euro, in crescita del 4,9% su base annua. Dopo una crescita annua del 5,7% nel periodo 2020-2024, le previsioni indicano un'ulteriore espansione fino a 3,76 miliardi di euro entro il 2029, con un tasso di crescita annuo del 4,3% superiore a quello del comparto nel suo complesso.

Il successo del prefabbricato è sostenuto dalla rapidità di costruzione, che permette di contenere i costi e ridurre l’impatto ambientale. Il calcestruzzo rimane il materiale più utilizzato, accanto a legno e acciaio.

Nel panorama europeo, il Belgio si colloca in una posizione intermedia tra i Paesi del Nord e quelli dell’Europa meridionale. Un modello simile, ma su scala più ampia, si osserva nei Paesi Bassi, dove il mercato delle costruzioni ha superato i 50 miliardi di euro nel 2025 e il segmento prefabbricato cresce a un ritmo più sostenuto, con un incremento annuo superiore al 6% e prospettive che lo vedono avvicinarsi a una quota rilevante delle nuove costruzioni residenziali entro il 2030. Al contrario, in Italia il prefabbricato presenta dimensioni e ritmi di crescita ben più contenuti, limitandosi all’edilizia industriale e logistica, con un’espansione moderata e graduale, di gran lunga inferiore rispetto ai principali mercati del Nord Europa.

Nel complesso, i dati del quarto trimestre 2025 delineano un settore delle costruzioni belga solido e in trasformazione, in cui il prefabbricato offre una leva strategica per affrontare le sfide alla sostenibilità ambientale ed economica, all’efficienza produttiva e all’evoluzione della domanda abitativa, in linea con le tendenze emergenti a livello europeo.

Fonti: 

https://www.globenewswire.com/news-release/2025/11/13/3187054/28124/en/Belgium-Construction-Industry-Report-2025-Output-to-Grow-at-a-CAGR-of-3-6-to-Reach-32-3-Billion-this-Year-Forecast-to-2029.html?

https://www.globenewswire.com/news-release/2025/10/28/3175670/28124/en/B...

Belgio, Princess Elizabeth Island: la nuova frontiera dell’eolico offshore

L’autunno del 2025 ha segnato un punto di svolta per quanto riguarda l’eolico offshore europeo. In meno di due mesi Belgio, Danimarca e Germania hanno constatato che il modello di sviluppo che ha funzionato fino al 2022 è superato. Dopo un periodo difficile, l’intervento statale mira ad attivare investimenti e catene di fornitura, aprendo la strada ad una ripresa nel 2026. Il Belgio ha assunto un ruolo da apripista grazie alla creazione della Princess Elisabeth Island, prima isola energetica artificiale al mondo dedicata all’eolico offshore. Impiantata nel Mare del Nord a 45 km al largo della costa belga, nella seconda zona di vento off shore, copre un’area di sei ettari e possiede un porto e un eliporto che facilitano l’accesso e il transito delle diverse equipe che vi lavorano. Genera sia corrente elettrica diretta ad alto voltaggio (HVDC), sia corrente alternata  (HVAC). Grazie all’installazione di 60 km di cavi a ​​corrente continua e 300 km di ​​corrente alternata, riportano l'elettricità sulla terraferma.

L’isola intende divenire un polo di scambio di energia pulita, consentendo al Belgio di scambiare energia rinnovabile con i suoi vicini, rafforzando l'interconnessione europea e adempiendo agli ambiziosi obiettivi climatici nazionali ed europei. Il progetto co-finanziato dal Recovery Fund è un contributo concreto al raggiungimento della produzione di 300 GW di energia eolica entro il 2050 prescritto dall’Unione Europea. Concepita anche per incentivare biodiversità e sviluppo della flora marina, a metà ottobre 2025 è stato posato l’ultimo dei 23 caissons in cemento armato che compongono l’isola, dal peso di 22.000 tonnellate ciascuna. Il consorzio TM Edison, formato da DEME e Jan De Nul, ha portato a termine la fase più visibile del progetto impiegando 15 navi specializzate e oltre 300 addetti. Durante la primavera del 2026 verranno ripresi i lavori in mare installando una stazione ad alta tensione (impianti che trasformano e smistano l’energia elettrica prodotta dai parchi eolici per il trasporto sulla rete), cavi di esportazione HVDC (cavi sottomarini in corrente continua ad alta tensione che trasportano grandi quantità di elettricità nell'offshore alla terraferma con minori perdite) ed infrastrutture di supporto come piattaforme, sistemi di protezione e opere di contenimento indispensabili per la stabilità e il funzionamento dell’isola.

L'isola entrerà in funzione tra il 2027 e il 2028 come hub da 3,5 GW e come nodo di interconnessione ibrida, con collegamenti verso la Danimarca e il Regno Unito. Il progetto offre alla filiera internazionale prospettive di coinvolgimento nei prossimi due-tre anni, con particolare interesse per le attività legate all’alta tensione, alla logistica portuale e alle strutture di supporto.

Fonti:

https://www.offshorewind.biz/2025/10/17/princess-elisabeth-island-sees-end-of-2025-offshore-installation-works/

https://stateofgreen.com/en/news/denmark-launches-new-market-adapted-offshore-wind-tender-for-2026/

https://www.4coffshore.com/news/world27s-first-energy-island-27taking-shape27-off-belgium-nid31993.html

https://www.offshorewind.biz/2025/11/11/germanys-offshore-wind-industry-grid-operators-call-for-reform-of-auction-rules/

BELGIO: l’Agenzia Europea dell’Ambiente conferma i progressi nella sostenibilità

L’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) ha pubblicato il report annuale “Europe’s Environment 2025” sullo stato della sostenibilità ambientale nei paesi ad essa aderenti.

L’analisi esplora i fattori chiave di tre dimensioni: ambiente e clima, cambiamento socioeconomico e cambiamento sistemico, rilevandone lo stato di avanzamento contrario, non affrontato, temporalmente allineato, necessitante di accelerazione o compiuto.

 

Sebbene riconosca che il Belgio ha fatto importanti passi in avanti in tema di economia circolare, presentando un tasso pari al 19,7%, - uno tra i più elevati d’ Europa -, la sfida resta aperta in materia di biodiversità, qualità dell’aria e uso del suolo.

La biodiversità è in declino invero ovunque in Europa, negli ecosistemi terresti, d’acqua dolce e marini a causa della pressione persistente attuata dal sistema consumistico e alimentare. Ridurre l’alta pressione su trasporti, urbanizzazione e agricoltura intensiva sarà indispensabile per rallentare la perdita della biodiversità e della qualità di acqua e suolo che caratterizzano il territorio belga.

Le emissioni di gas serra e di inquinanti atmosferici al contrario mostrano negli ultimi anni una tendenza al ribasso grazie a politiche energetiche più efficienti e investimenti nella transizione verde da parte dell’amministrazione nazionale e regionale belga.

Sul fronte della protezione ambientale, il Belgio primeggia nella salvaguardia delle aree naturali, arrivando a tutelare il 37,8% delle proprie acque, percentuale che supera gli obiettivi europei. Le aree protette terrestri invece rappresentano il 14,6% del territorio nazionale. Parallelamente, la quota di energie rinnovabili è in aumento, pur rimanendo ancora insufficiente per centrare gli obiettivi dell’UE per il 2030. Varato nel 2019 in risposta all’appello lanciato dai giovani cittadini in protesta per il rischio di sopravvivenza delle generazioni future, il Green Deal ha l’ambizioso obiettivo di trasformare l’Europa nel primo continente a impatto climatico zero, riducendo le emissioni del 50´% entro il 2030, del 90% entro il 2040, e rendendo giuridicamente vincolante la neutralità climatica entro il 2050. Con i finanziamenti di NextGenerationUE sono stati investiti 275 miliardi di euro in progetti puliti e il 42% dei fondi destinati all'azione per il clima, favorendo una transizione verde economicamente solida e socialmente etica.

 

Per quanto concerne il Belgio, accanto ai progressi si rilevano alcune criticità: la biodiversità belga resta sotto forte pressione, in particolare a causa dell’urbanizzazione intensiva, dell’agricoltura ad alto impatto ambientale e dell’alterazione degli ecosistemi naturali. La qualità dell’aria desta ancora preoccupazione: in varie aree i livelli di inquinamento superano ancora le soglie raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e alcune attività industriali continuano a generare una quantità consistente di rifiuti, con modelli produttivi non ancora pienamente allineati ai principi dell’economia circolare.

In conclusione, il rapporto EEA mostra che il Belgio sta avanzando verso la transizione ecologica con risultati concreti in alcuni settori chiave, come l’economia circolare e la tutela delle aree naturali. Allo stesso tempo, permane la necessità di affrontare criticità rilevanti, soprattutto per quanto riguarda la biodiversità, la qualità dell’aria e dei modelli produttivi che generano pressioni ambientali persistenti.

Il paese, pur avendo compiuto passi avanti, si trova quindi in una fase in cui la transizione ecologica deve accelerare per affrontare in modo efficace le sfide presenti e future per la salvaguardia del pianeta e uno sviluppo economico sostenibile.

L’UE, pioniera e prima nella mitigazione del cambiamento climatico, intende promuovere a livello politico la produzione domestica di energie rinnovabili e l’indipendenza da altre regioni del mondo mostrando come la transizione verde sia anche veicolo virtuoso di sicurezza energetica e competitività.

Fonti: https://www.eea.europa.eu/en/europe-environment-2025/countries/belgium 

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Belgo-Italiana)

Ultima modifica: Martedì 13 Gennaio 2026
Martedì 13 Gennaio 2026

AUTO. Accordo tra Tofaş e Stellantis Europe S.p.A.

Il costruttore automobilistico turco Tofaş ha raggiunto un nuovo accordo con Stellantis Europe S.p.A. per esportare in Nord America 230.000 unità del suo prossimo veicolo commerciale leggero “K0”, nell’ambito del piano produttivo 2024-2032. 

Il veicolo “K0”, che sarà prodotto nello stabilimento Tofaş di Bursa con un investimento complessivo di circa 448,61 milioni di dollari, rappresenta un tassello centrale del nuovo piano industriale. 

Il progetto “K0” rappresenta un’espansione strategica delle destinazioni di export di Tofaş, storicamente concentrate sull’Europa e sulle regioni limitrofe. L’azienda punta a diversificare il portafoglio e rafforzare la competitività entrando nel mercato nordamericano. Secondo i dati dell’Associazione degli Esportatori dell’Automotive di Uludağ, nei primi nove mesi del 2025 le esportazioni turche di veicoli commerciali hanno raggiunto 4,7 miliardi di dollari, con un +14% su base annua. Il principale mercato di sbocco è il Regno Unito, seguito dalla Germania.

In parallelo, Tofaş e Stellantis hanno deciso di prolungare la produzione della Tipo, conosciuta in Turchia come Egea, fino al 30 giugno 2026. La FIAT Egea è tra i modelli più venduti nel mercato turco. 

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio e Industria Italiana in Turchia - Izmir)

Ultima modifica: Martedì 13 Gennaio 2026