Notizie mercati esteri

Giovedì 11 Settembre 2025

Export agroalimentare italiano in Australia: performance e nuove tendenze di consumo

L’Italia si conferma un partner commerciale di primo piano per l’Australia nel settore agroalimentare, con esportazioni in costante crescita. Nel 2024, secondo i dati ISTAT e ABS, l’import australiano di prodotti alimentari italiani ha registrato un incremento del 9% rispetto all’anno precedente, superando i 980 milioni di AUD. Tra le categorie più apprezzate spiccano vino, pasta, olio extravergine di oliva e formaggi DOP come Parmigiano Reggiano, Grana Padano e Gorgonzola. Questi prodotti si distinguono per qualità, autenticità e legame con il territorio, valori sempre più ricercati dai consumatori locali.

L'interesse per il Made in Italy è particolarmente forte nella fascia urbana e metropolitana, dove il consumatore australiano medio è attento a ciò che acquista: legge le etichette, conosce le certificazioni e premia le aziende che dimostrano trasparenza e impegno verso la sostenibilità ambientale. In questo contesto, crescono la domanda di prodotti biologici, a filiera corta e con packaging eco-friendly. Anche le scelte alimentari si evolvono: si affermano nuovi modelli di consumo flessibili, con una maggiore apertura verso alimenti plant-based, senza glutine o lactose-free, offrendo nuove opportunità per l’agroalimentare italiano.

A livello distributivo, la GDO (grande distribuzione organizzata) resta il canale dominante per i volumi, con catene come Woolworths, Coles e IGA che ampliano l’offerta di prodotti italiani, anche attraverso private label. Parallelamente, il canale Horeca (Hotel, Restaurant, Catering) continua a rappresentare uno spazio strategico per i prodotti premium, grazie alla presenza consolidata della cucina italiana nei ristoranti e pizzerie del paese.

Le nuove PMI italiane interessate al mercato australiano possono trovare spazio soprattutto in nicchie ad alto valore aggiunto, puntando su autenticità, storytelling e tracciabilità. È fondamentale scegliere con cura partner distributivi locali, investire in attività promozionali e presidiare fiere settoriali come Fine Food Australia o Melbourne Food & Wine Festival. Anche il canale digitale offre nuove possibilità: la presenza online, l’e-commerce diretto o tramite marketplace e una comunicazione mirata sono strumenti essenziali per costruire brand awareness e fidelizzare il consumatore australiano.

In uno scenario commerciale favorevole e in evoluzione, l’agroalimentare italiano può rafforzare ulteriormente la propria posizione, a patto di adattarsi alle specificità del mercato e valorizzare il proprio heritage in chiave contemporanea. Qualità certificata, sostenibilità e innovazione sono oggi le leve competitive più efficaci per cogliere le opportunità offerte dall’Australia.

(Contributo editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce and Industry in Australia inc.)

Ultima modifica: Giovedì 11 Settembre 2025
Giovedì 11 Settembre 2025

King Power, il colosso thailandese del duty-free, sta affrontando una crisi profonda

King Power, il colosso thailandese del duty-free, sta affrontando una crisi profonda

Il calo drastico dei turisti cinesi, che rappresentavano il 70% della clientela, insieme all’aumento dei costi operativi, ha compromesso la stabilità del modello di business di King Power, colosso thailandese del duty-free. Tra gennaio e maggio 2025 i visitatori cinesi sono diminuiti di quasi un terzo, riducendo drasticamente i ricavi. Per questo, l’azienda è stata costretta a chiudere diversi punti vendita (a Samut Prakan, Pattaya, Mahanakhon e a Bangkok), valutando anche nuove ristrutturazioni.

Oltre al calo del turismo cinese, King Power è colpito anche dal cambiamento delle abitudini dei viaggiatori: i negozi duty-free non esercitano più l’attrattiva di un tempo, superati da nuove forme di acquisto online più convenienti e da stili di viaggio diversi. L’azienda ha persino chiesto di rinegoziare i contratti con Airports of Thailand per i negozi duty-free negli aeroporti principali, segnale che anche queste attività non sono più redditizie, cosa che ha sorpreso e preoccupato gli investitori.

Il CEO Nitinai Sirismatthakarn ammette che l’azienda deve ripensarsi, pur ribadendo che il core business resterà il duty-free.King Power sta puntando a diversificare le proprie attività, esplorando mercati specifici e sviluppando nuove collaborazioni e soluzioni innovative. Un piano strategico rivisto sarà presentato entro pochi mesi.

In sintesi, King Power si trova a un bivio: o riuscirà a reinventarsi adattandosi alle nuove condizioni globali, oppure rischierà di perdere il ruolo di leader nel travel retail thailandese. I prossimi mesi saranno decisivi per capire se rimarrà il “Re del Duty Free” o se verrà superata da nuovi concorrenti.

Anutin Charnvirakul, dalla battaglia per la cannabis al ruolo di primo ministro della Thailandia

Anutin Charnvirakul è diventato il nuovo primo ministro della Thailandia dopo la rimozione di Paetongtarn Shinawatra, ex leader della coalizione di governo. La sua ascesa politica è stata lunga e strategica: negli ultimi anni Anutin ha consolidato il suo potere attraverso il partito Bhumjaithai, radicato nelle comunità agricole del nord-est del paese. Pur avendo ottenuto solo 70 seggi su 500 nelle elezioni, il partito ha giocato un ruolo chiave nelle alleanze di governo, bloccando l’ascesa del Partito Move Forward e partecipando a diversi governi di coalizione.

La notorietà di Anutin è cresciuta grazie al suo ruolo di ministro della salute, sia per la gestione della pandemia di COVID-19 sia per aver promosso la legalizzazione della cannabis nel 2022, che gli ha conferito un’immagine di politico innovativo e pragmatico. Proveniente da una famiglia influente, con studi in ingegneria negli Stati Uniti e una carriera nel settore imprenditoriale come presidente della società di costruzioni di famiglia, Anutin unisce competenze manageriali e connessioni politiche.

Ora, come primo ministro, dovrà affrontare sfide importanti: una crescita economica rallentata, tensioni con la vicina Cambogia dopo un recente conflitto al confine e la possibile instabilità politica interna. La sua esperienza e la rete di alleanze costruita nel tempo saranno determinanti per guidare la Thailandia in questo periodo delicato.

(Contributo editoriale a cura della Thai-Italian Chamber of Commerce)

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Giovedì 11 Settembre 2025

Notizie dai mercati esteri - Serbia

Scambio commerciale estero di merci, Luglio 2025

Il valore complessivo dello scambio commerciale estero di merci della Serbia per il periodo gennaio–luglio 2025 ammonta a:

– 43.749,80 milioni di euro, con una crescita del 9,50% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

L’esportazione di merci, espressa in euro, ha raggiunto un valore di 19.322,60 milioni, con un aumento del 9,80% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

L’importazione di merci ha raggiunto un valore di 24.427,10 milioni, con un aumento del 9,30% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Espresso in euro, il deficit ammonta a 5.104,50 milioni, con un aumento del 7,80% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

La copertura delle importazioni con le esportazioni è pari al 79,10%, superiore rispetto alla copertura registrata nello stesso periodo dell’anno scorso, che era pari al 78,80%.

Lo scambio commerciale estero di merci è stato maggiore con i Paesi con cui la Serbia ha accordi di libero scambio. I Paesi membri dell’Unione Europea rappresentano il 58,20% dello scambio totale.

Il secondo partner commerciale più importante sono i Paesi CEFTA, con i quali la Serbia registra un surplus commerciale di 1.823,10 milioni di dollari, risultato principalmente dell’esportazione di: cereali e derivati, veicoli stradali, petrolio e derivati, bevande, prodotti medici e farmaceutici.

Espresso in euro, l’esportazione verso i Paesi CEFTA è pari a 2.837,50 milioni, mentre l’import è di 1.192,70 milioni (un surplus di 1.644,80 milioni di euro e una copertura dell’importazione con l’esportazione pari al 237,90%).

Industria metalmeccanica ed elettrica in Serbia: Trend e dati Q2 2025

Produzione industriale

La produzione industriale nel settore dell'industria di trasformazione è aumentata del 4,2% nel periodo gennaio–maggio 2025, rispetto allo stesso periodo del 2024, mentre la produzione nel maggio del 2025 è aumentata del 7,0% rispetto al maggio del 2024. La maggiore crescita della produzione è stata registrata nella produzione di computer, prodotti elettronici e ottici e nella produzione di autoveicoli, del 23,6% e 18,2%, rispettivamente. Si è verificata una crescita del 10,2% nella produzione di metalli di base, e la produzione di mezzi di trasporto diversi da autoveicoli è aumentata del 5,1%, mentre il calo più significativo della produzione industriale è stato registrato nel settore della riparazione e installazione di macchinari e attrezzature (-21,3%).

Riserve

Nel maggio del 2025, rispetto al maggio del 2024, le riserve dei prodotti finali nel settore dell’industria di trasformazione sono aumentate del 5,6%. La maggiore crescita delle riserve è stata registrata nella produzione di autoveicoli (55,9%), e nella produzione di computer (47,7%). Al contrario, il maggiore calo delle riserve (del 9,1%) è stato registrato nella produzione di altri macchinari e attrezzatura.

Prezzi

I prezzi alla produzione dei prodotti industriali nel settore dell’industria di trasformazione nel periodo gennaio–giugno 2025 sono aumentati del 0,7%, rispetto allo stesso periodo del 2024, e nel giugno 2025, rispetto al giugno 2024, i prezzi sono aumentati del 1,1%. I prezzi della produzione di metalli di base sono diminuiti di 1,6%, mentre nella produzione di autoveicoli e prodotti elettronici sono aumentati del 5,5% e  5,1%,  rispettivamente.

Occupazione

Nel primo trimestre del 2025 sono stati registrati 199.085 occupati nell’industria metalmeccanica e elettrica, nelle miniere di metallo e nella matellurgia. Il numero maggiore di occupati è stato registrato nella produzione di autoveicoli (66.401), con una diminuzione del 3,0% rispetto all’anno scorso. Al contrario il numero minore di occupati è stato registrato nella produzione di altri mezzi di trasporto (2.509). Il maggiore aumento interannuale del numero di occupati in un settore è stato registrato nella riparazione e montaggio di macchinari e attrezzature (8,5%), e nella produzione di altri mezzi di trasporto (2,5%).

Retribuzione

Nel periodo gennaio–aprile 2025, la maggiore retribuzione media è stata registrata nella produzione di metalli di base (170.934 din) con una crescita nominale del 15,8%, mentre nello stesso periodo le retribuzioni nel settore indicato sono aumentate in termini reali del 10,9%. Le retribuzioni inferirori sono state regitrate nella produzione di prodotti di metallo (inferiori del 13,6% rispetto alla media in Serbia) e di altri mezzi di trasporto (inferiori del 12,5% rispetto alla media).

Scambio commerciale estero

Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica, nel periodo gennaio–maggio 2025, le esportazioni di metallo, prodotti di metallo, attrezzatura elettrica, macchinari, autoveicoli e altri mezzi di trasporto sono ammontate a 5,5 miliardi di euro (39,7% delle esportazioni totali della Repubblica di Serbia). Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, è stata registrata una crescita del 16,7%. Nello stesso periodo, le importazioni hanno raggiunto 4,7 miliardi di euro (27,0% delle importazioni totali). È stato registrato un surplus nello scambio commerciale estero di 736,3 milioni di euro. La maggior parte delle esportazioni riguarda autoveicoli, rimorchi e semirimorchi, per un valore di 1,7 miliardi di euro, con una crescita annua del 29,5%, così come i metalli di base (1,2 miliardi di euro, con una crescita del 9,0%). Il maggior deficit è stato registrato nel settore della produzione di macchinari e attrezzature non specificati, con 351,3 milioni di euro.

Investimenti diretti esteri

Secondo i dati preliminari della Banca Nazionale di Serbia, nel primo trimestre del 2025, il totale netto degli investimenti diretti esteri nella Repubblica di Serbia è ammontato a 712,4 milioni di euro. Nel primo trimestre del 2025 nella produzione di metallo, prodotti di metallo, attrezzatura elettrica, macchinari, autoveicoli e altri mezzi di trasporto, gli investimenti diretti esteri sono ammontati a 14,8 milioni di euro (una diminuzione di 11,3 volte rispetto allo stesso periodo del 2024). Il maggior afflusso è stato registrato nella produzione di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (8,3 milioni di euro), nonchè nella produzione di computer (2,5 milioni di euro).

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Serba)

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Giovedì 11 Settembre 2025

Notizie dai mercati esteri - Repubblica Ceca

Il governo approva la nuova modalità per la segnalazione degli infortuni sul lavoro

Dal primo gennaio del prossimo anno, per le aziende sarà obbligatorio segnalare gli infortuni sul lavoro esclusivamente per via telematica all'Ufficio dell'Ispezione Nazionale del Lavoro. L'ente statale trasmetterà poi i dati relativi all'infortunio agli altri enti pubblici. “In questo modo verrà ridotto in maniera significativa il carico burocratico”, ha sottolineato il Ministero del Lavoro e degli Affari Sociali.

Tramite il sistema sarà inoltre possibile aggiornare i dati riguardanti l'infortunio. Le aziende hanno l'obbligo di segnalare immediatamente gli infortuni con esito fatale o con ricovero in ospedale di almeno cinque giorni.

Fonte: mpsv.cz

Gli analisti rivedono al rialzo la crescita dell’economia ceca

A dare l'impulso alla rivalutazione delle stime sono stati i nuovi dati sulla crescita nel secondo trimestre dell'anno. L'Ufficio di Statistica Ceco ha comunicato venerdì che il Pil è aumentato nel confronto anno su basse annuo del 2,6%. Si tratta di due decimi di punto percentuale in più rispetto alla prima stima di luglio. A contribuire alla crescita sono state soprattutto le spese delle famiglie e degli enti governativi.

UniCredit ha rivisto al rialzo l'attesa dell'aumento del Pil ceco a 2,2%. La stessa stima è stata pubblicata anche da Generali Investments CEE. “I dati del secondo trimestre indicano che la crescita annua potrebbe anche essere maggiore” ha indicato l'economista capo Radomír Jáč.

Fonte e foto: csu.gov.cz

La Repubblica Ceca ha le tasse patrimoniali tra le più basse tra i paesi sviluppati

La Repubblica Ceca ha le tasse patrimoniali tra le più basse tra i paesi sviluppati. Lo indicano i dati dell'OECD segnalati dal quotidiano E-15.

Il gettito delle imposte patrimoniali rappresenta in Repubblica Ceca lo 0,16% del Pil. Si tratta del secondo dato più basso dopo l'Estonia, dove il gettito è dello 0,15%. Le tasse patrimoniali sono particolarmente basse nei paesi ex comunisti.

Nel mix delle imposte patrimoniali è particolarmente significativa l'imposta sugli immobili. Rispetto al 2023, a cui fanno riferimento i dati dell'OECD, l'imposta sugli immobili in Repubblica Ceca ha registrato un generale aumento dovuto alle modifiche della suddivisione del gettito tra lo stato centrale e gli enti locali.

Fonte: oecd.org

Gli stipendi hanno registrato nel secondo trimestre un forte incremento

Gli stipendi in Repubblica Ceca hanno registrato nel secondo trimestre di quest'anno un forte incremento. Lo ha indicato l'Ufficio di Statistica Ceco.

Lo stipendio medio ha registrato una crescita rispetto a un anno fa del 7,8%. Al netto dell'inflazione la remunerazione media dei dipendenti è aumentata del 5,3%, a 49.402 corone al mese. La cifra è da intendersi in lordo. Dall'inizio dell'anno l'aumento è stato di oltre il sette percento con incrementi più significativi nei settori dei servizi tecnici, professionali e scientifici, o nell'edilizia.

L'aumento registrato nel secondo trimestre è stato più forte di quello atteso dagli analisti. “In tutto l'anno l'aumento reale degli stipendi sarà di 4,5%, quindi lo stesso valore dello scorso anno” ha indicato l'analista economico capo di UniCredit Bank Pavel Sobíšek.

Fonte: csu.gov.cz

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca)

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Giovedì 11 Settembre 2025

L’ecosistema delle start-up tecnologiche in Australia: un’opportunità per l’innovazione italiana

Negli ultimi dieci anni l’Australia ha conosciuto una crescita significativa del proprio ecosistema di start-up tecnologiche, posizionandosi come un hub emergente per l’innovazione nella regione Asia-Pacifico. Tale sviluppo è stato sostenuto da politiche pubbliche orientate a stimolare la ricerca e l’imprenditorialità, da un crescente afflusso di capitali di rischio e da un forte collegamento con il sistema universitario nazionale. In questo contesto, settori ad alta intensità tecnologica come FinTech, AgriTech, MedTech e CleanTech hanno assunto un ruolo di rilievo, costituendo aree di grande interesse anche per le imprese italiane in cerca di internazionalizzazione (Austrade). 

Il comparto FinTech rappresenta uno dei fiori all’occhiello dell’innovazione australiana. Sydney e Melbourne ospitano numerose start-up che operano nei pagamenti digitali, nella blockchain e nei servizi finanziari innovativi, favorite dalla spinta verso la digitalizzazione dei servizi bancari e dall’adozione di normative favorevoli alla concorrenza. Parallelamente, il settore AgriTech beneficia della posizione dell’Australia come uno dei principali esportatori agroalimentari al mondo, con start-up che sviluppano soluzioni per la gestione delle risorse idriche, la robotica agricola e l’agricoltura di precisione, in risposta a sfide legate al cambiamento climatico e alla sostenibilità.

Il settore MedTech, sostenuto da un sistema sanitario avanzato e da solide infrastrutture di ricerca, è caratterizzato da start-up impegnate nello sviluppo di dispositivi medici, biotecnologie e soluzioni digitali per la telemedicina. Anche il comparto CleanTech riveste un’importanza strategica, in un Paese che ha intrapreso una transizione energetica significativa: qui si moltiplicano le iniziative dedicate alle energie rinnovabili, all’efficienza energetica e alla gestione dei rifiuti. Tra i progetti di riferimento emerge EnergyLab (arena.gov.au), acceleratore specializzato nel supporto a start-up CleanTech, sostenuto dall’Australian Renewable Energy Agency (ARENA). 

Un elemento distintivo dell’ecosistema australiano risiede nella presenza di acceleratori e incubatori di eccellenza. Tra i più rilevanti si segnalano Stone & Chalk (stoneandchalk.com.au), focalizzato su FinTech, cyber security e tecnologie emergenti, e Cicada Innovations (cicadainnovations.com), incubatore deep tech con oltre vent’anni di esperienza e partnership con le principali università australiane. Queste strutture offrono programmi di mentoring, accesso a reti di investitori e spazi per la sperimentazione, fungendo da catalizzatori per l’innovazione e il trasferimento tecnologico. 

Il legame tra università e start-up è infatti un pilastro fondamentale del modello australiano. Le principali istituzioni accademiche, tra cui University of Sydney, University of Melbourne e Australian National University, promuovono laboratori di ricerca applicata, spin-off e programmi di collaborazione con l’industria. Questo ecosistema integrato rafforza la competitività delle start-up e contribuisce a creare un flusso costante di innovazione, valorizzando le competenze scientifiche e tecnologiche locali. 

Per l’Italia, tale dinamica rappresenta una rilevante opportunità di partnership. Le start-up italiane, in particolare nei settori del design industriale, delle tecnologie applicate all’agroalimentare e delle soluzioni sostenibili, possono trarre beneficio da collaborazioni con controparti australiane attraverso programmi di co-innovazione, scambio di know-how e accesso congiunto a mercati terzi nella regione Asia-Pacifico. L’integrazione delle competenze italiane con l’ecosistema australiano può dunque generare sinergie virtuose, promuovendo la competitività internazionale e contribuendo alla costruzione di un ponte innovativo tra Europa e Australia. 

(Contributo editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce and Industry in Australia inc.)

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Giovedì 11 Settembre 2025

Una Panoramica al Settore Farmaceutico in Canada

Il settore farmaceutico italiano è tra i più avanzati d’Europa, con una forte vocazione all’export e una crescita costante negli ultimi anni. In questo contesto, il mercato canadese emerge come un’opportunità strategica per diversificare le esportazioni e consolidare la presenza internazionale delle aziende italiane.

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana dell'Ontario Canada (ICCO Canada))

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Giovedì 11 Settembre 2025

La Polonia accelera sulla modernizzazione del sistema infrastrutturale. Quali opportunità per le imprese italiane?

Il Ministero delle Infrastrutture polacco ha recentemente pubblicato il piano di attività per il 2025, un documento strategico che mette nero su bianco le principali priorità nei settori del trasporto (ferroviario, stradale, aereo, marittimo e fluviale) e della gestione delle risorse idriche. Si tratta di un piano ambizioso che punta non solo a migliorare la qualità e la sicurezza delle reti esistenti, ma anche a renderle più sostenibili, integrate e competitive a livello europeo.

Dietro a numeri e obiettivi ci sono prospettive concrete per il sistema industriale italiano, soprattutto per quelle aziende attive nei settori della mobilità, della logistica, dell’ingegneria civile e delle tecnologie per le infrastrutture. Vediamo insieme i punti principali del piano e le relative implicazioni per chi guarda al mercato polacco con interesse strategico.

 

Ferrovie al centro: 450 km di linee da riqualificare

La Polonia punta a rafforzare il ruolo del trasporto ferroviario entro il 2030 (con proiezione al 2032), portando almeno l’89% della rete a rispettare standard aggiornati. Solo nel 2025, si prevede la riqualificazione di 450 km di binari, nell’ambito di un programma nazionale pluriennale.

Un investimento di questa portata richiederà forniture e competenze che vanno dalle tecnologie per l’armamento ferroviario ai sistemi di controllo e segnalamento, fino alle soluzioni per l’efficienza energetica. Un’opportunità concreta per le imprese italiane che operano in questo ambito.

 

Strade più sicure e moderne: in arrivo nuovi interventi

Anche il settore stradale riceverà grande attenzione. L’obiettivo è duplice: da un lato, ridurre del 2% il numero di vittime da incidenti stradali, e dall’altro ammodernare almeno 137 km di strade nazionali per permettere il transito sicuro di mezzi con un carico per asse fino a 11,5 tonnellate.

Queste attività comportano lavori infrastrutturali, tecnologie di monitoraggio e soluzioni per ridurre l’impatto ambientale. Un terreno fertile per aziende italiane che operano nella progettazione stradale, nei materiali avanzati, nei dispositivi di sicurezza o nelle soluzioni ITS (Intelligent Transport Systems).

 

Trasporto aereo in crescita: oltre 780.000 operazioni previste

Nel 2025, la Polonia prevede di raggiungere quota 783.000 operazioni in spazio aereo controllato secondo le regole del volo strumentale (IFR), sulla base delle proiezioni Eurocontrol. Questo comporta un potenziamento delle infrastrutture aeroportuali, dei sistemi di navigazione e di sorveglianza.

Per le aziende italiane attive nella fornitura di tecnologie aeroportuali, gestione traffico aereo, sicurezza o sistemi radar, si aprono possibili collaborazioni in una fase di espansione strategica.

 

Porti e vie d’acqua: logistica marittima e fluviale sotto i riflettori

Particolare attenzione è rivolta allo sviluppo dei porti e della navigazione interna. Si prevede l’ammodernamento di circa 73 chilometri di infrastrutture portuali e l’inizio di nuovi lavori per collegare la Laguna della Vistola con la Baia di Danzica. L’obiettivo è rendere i porti più accessibili e aumentare il traffico merci.

Nel trasporto fluviale, si punta a movimentare oltre 1,74 milioni di tonnellate di merci lungo le vie d’acqua interne. Un segnale chiaro della volontà di diversificare le modalità di trasporto e di alleggerire il traffico su gomma.

Tutto questo apre possibilità importanti per imprese italiane attive nella logistica, nei lavori marittimi, nelle tecnologie di dragaggio e nel trattamento ambientale dei canali.

 

Risorse idriche e resilienza climatica: una priorità sempre più strategica

Il piano dedica ampio spazio alla gestione sostenibile delle acque. Sono previsti 15 cicli di monitoraggio, la definizione di due nuovi programmi di investimenti nel settore idrico, l’aggiornamento dei piani per contrastare alluvioni e siccità e la redazione della nuova fase del piano di gestione dei bacini fluviali (già al 100% di avanzamento).

Sono temi che toccano da vicino chi fornisce tecnologie ambientali, consulenze ingegneristiche e strumenti per il monitoraggio e la manutenzione delle reti idriche.

 

Formazione, controllo e innovazione: investire sulle competenze

Nel 2025, oltre 2.570 studenti riceveranno formazione conforme alla convenzione internazionale STCW per il settore marittimo. Sono inoltre previste più di 587.000 ispezioni tecniche su veicoli e oltre 29.000 certificazioni per il trasporto di merci pericolose (ADR).

Il focus su formazione e sicurezza apre spazi anche per le imprese italiane che offrono servizi educativi, simulazioni, strumenti di certificazione e tecnologie ITS.

 

Europa e cooperazione: la Polonia guida la rete TEN-T

Nel primo semestre del 2025, Varsavia assumerà la Presidenza del Consiglio dell’UE e darà impulso ai temi del trasporto transfrontaliero. Il piano include la stesura del primo rapporto nazionale sulla rete TEN-T e l’adozione della nuova direttiva europea sui sistemi di trasporto intelligenti.

Queste iniziative vanno lette anche come un invito alle aziende italiane a partecipare a progetti transnazionali, consorzi europei e bandi di cofinanziamento.

 

Cosa significa tutto questo per l’Italia?

Il piano polacco per il 2025 rappresenta un'opportunità concreta per le imprese italiane che lavorano nel mondo delle infrastrutture, dei trasporti e dei servizi tecnici avanzati. Dai materiali da costruzione alla digitalizzazione delle reti, dai progetti portuali alle tecnologie per il risparmio idrico, sono molte le aree dove l’esperienza italiana può fare la differenza.

Collaborazioni industriali, partecipazione a gare pubbliche, consulenze tecniche e sinergie nei fondi europei sono solo alcune delle strade da esplorare. Le aziende che sapranno posizionarsi per tempo, cogliere le priorità polacche e costruire relazioni locali, avranno una marcia in più in un mercato in forte evoluzione.

 

Fonte: Report del Ministero delle Infrastrutture polacco elaborato dalla Camera di Commercio e Industria Italiana in Polonia

(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italiana in Polonia)

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Giovedì 11 Settembre 2025

Economisti alzano le previsioni di crescita per Singapore e prevedono una politica monetaria stabile

Gli economisti hanno rivisto al rialzo le loro previsioni di crescita per Singapore nel corso di quest'anno e si aspettano che la politica monetaria rimanga invariata nella prossima revisione di ottobre. È quanto emerge da un sondaggio condotto dalla Monetary Authority of Singapore (MAS) e pubblicato mercoledì.

Le tensioni geopolitiche sono state indicate come il principale rischio al ribasso per la città-Stato, mentre un allentamento delle tensioni commerciali e una ripresa sostenuta del ciclo tecnologico sono stati identificati come potenziali fattori di rialzo. Le risposte di 20 economisti intervistati per il sondaggio relativo al terzo trimestre di settembre hanno evidenziato queste tendenze.

La previsione mediana di crescita per quest'anno è stata aumentata al 2,4%, rispetto all'1,7% rilevato nel sondaggio del secondo trimestre di giugno. Nel mese di agosto, il governo aveva già rivisto al rialzo la sua forchetta di crescita per il 2025, portandola all'1,5%-2,5%, in seguito a una performance del primo semestre migliore del previsto.

Gli economisti prevedono una crescita annuale dello 0,9% nel terzo trimestre, secondo quanto riportato dall'indagine.

La MAS aveva mantenuto invariati i parametri di politica monetaria nell'ultima revisione di luglio, dopo averli allentati a gennaio e aprile. Il sondaggio mostra che la maggior parte degli economisti non si aspetta cambiamenti nella prossima revisione di ottobre, né in quella prevista per gennaio 2026.

Le previsioni mediane per l'inflazione di fondo, che esclude i costi del trasporto privato su strada e dell'alloggio, sono leggermente diminuite allo 0,7% rispetto allo 0,8% del secondo trimestre; la previsione mediana per l'inflazione generale è rimasta stabile allo 0,9%, secondo il sondaggio.

Nella revisione di aprile, la MAS aveva abbassato la forchetta di previsione per l'inflazione di fondo tra lo 0,5% e l'1,5% per il 2025. Nel mese di luglio, il tasso annuale di inflazione di fondo si attestava allo 0,5%, il livello più basso degli ultimi tre anni.

Il sondaggio è stato inviato il 12 agosto, lo stesso giorno in cui i dati hanno mostrato che l'economia è cresciuta del 4,4% su base annua nel secondo trimestre e il governo ha rivisto le sue previsioni di crescita.

(Contributo editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce in Singapore)

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Giovedì 11 Settembre 2025

COP30: il Brasile introduce il visto elettronico gratuito per i partecipanti

In vista della 30ª Conferenza delle Parti (COP30), che si terrà in Brasile nel novembre 2025, il governo federale ha messo in atto misure concrete per facilitare la partecipazione internazionale. Tra le novità principali, l’introduzione di un e-Visa gratuito per tutti i partecipanti accreditati, un segnale chiaro di apertura e volontà di inclusione. La decisione si inserisce in un più ampio quadro di preparativi che trasformano Belém – cuore della foresta amazzonica – in un epicentro globale della diplomazia climatica.

Il visto elettronico, reso disponibile a partire dal prossimo mese, esonera tutti i partecipanti accreditati dalle spese consulari, favorendo una partecipazione più ampia e democratica. Le modalità operative confermano che, una volta confermata la registrazione nel sistema UNFCCC, sarà possibile richiedere il visto attraverso una piattaforma digitale, semplificando l’iter burocratico.

Parallelamente, le autorità brasiliane hanno messo in campo una strategia infrastrutturale articolata per garantire sufficiente capacità ricettiva: tra hotel, adattamenti di scuole pubbliche, alloggi militari, e il ricorso a due navi da crociera, Belém potrebbe offrire fino a 55.000 posti letto, oltre ai 6.000 letti ricavati dalle imbarcazioni ‒ disponibili a prezzi accessibili soprattutto per Paesi meno sviluppati Inoltre, una piattaforma ufficiale online, realizzata in collaborazione con la Bnetwork, centralizzerà l’offerta di alloggi, hotel e sistemazioni private, garantendo trasparenza, comparazione e affidabilità nelle prenotazioni

La realizzazione di questa infrastruttura – compresa la ristrutturazione del Terminal Portuário de Outeiro e il potenziamento logistico legato all’attracco delle navi – è percepita come un lascito strategico per lo sviluppo locale post-evento e ha voluto enfatizzare il carattere cooperativo e simbolico della COP30, lanciando un “mutirão” globale contro il cambiamento climatico: un appello ad agire collettivamente, oltre le dichiarazioni, per avviare una nuova decade d’implementazione del regime climatico multilaterale.

Il presidente della COP30, l’ambasciatore André Corrêa do Lago, ha sottolineato che questa sarà “la prima COP convocata dopo l’anno in cui la temperatura globale ha superato 1,5 °C”, rendendo l’evento un punto di svolta nella lotta climatica.

(Contenuto editoriale a cura della Camera Italo-Brasiliana di Commercio e Industria di Rio de Janeiro)

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Giovedì 11 Settembre 2025

Riforma fiscale australiana: cosa cambia per le imprese estere

Negli ultimi mesi, il Governo australiano ha avviato una serie di interventi volti a modernizzare il sistema fiscale e a introdurre nuove regole in materia di rendicontazione ESG (Environmental, Social and Governance). Le modifiche riguardano in particolare la tassazione delle multinazionali e l’obbligo di trasparenza sui rischi climatici, con effetti diretti per le aziende estere, incluse le imprese italiane con filiali, accordi di distribuzione o investimenti in Australia.

L’adozione del cosiddetto “Pillar Two”, promosso dall’OCSE, rappresenta uno dei cambiamenti più significativi. A partire dal 2025, le multinazionali con un fatturato globale superiore a 750 milioni di euro saranno soggette a un’imposta minima effettiva del 15%, indipendentemente dal Paese in cui generano profitti. L’obiettivo è contrastare la concorrenza fiscale dannosa e garantire che i grandi gruppi versino una quota equa di imposte anche in Australia. Le imprese italiane attive localmente, o che operano tramite strutture societarie complesse, dovranno rivedere strategie di allocazione dei profitti e struttura fiscale per conformarsi alle nuove regole.

Parallelamente, il governo australiano ha aperto il dibattito su un possibile taglio dell’imposta societaria per le imprese medio-grandi, ipotizzando una riduzione dal 25% al 20%. Si discute anche l’introduzione di una “cash flow tax” per incentivare gli investimenti, ma al momento non sono ancora state adottate misure definitive. Tuttavia, l’eventuale riforma rappresenterebbe un’importante leva competitiva, soprattutto per le PMI straniere che cercano di rafforzare la propria presenza nel mercato australiano.

Sul fronte della sostenibilità, dal 1° gennaio 2025 entreranno in vigore nuove regole obbligatorie di rendicontazione ESG per le aziende di grandi dimensioni, in linea con gli standard dell’International Sustainability Standards Board (ISSB). Le imprese saranno tenute a pubblicare dati dettagliati sui rischi climatici, emissioni di gas serra e strategie di mitigazione, secondo i criteri definiti dall’Australian Accounting Standards Board (AASB). La normativa sarà introdotta in tre fasi, coinvolgendo progressivamente aziende in base a fatturato, numero di dipendenti e attivi. Le realtà italiane che operano in Australia tramite sussidiarie o partnership dovranno verificare se ricadono nei criteri di obbligatorietà e, in caso positivo, dotarsi di strumenti adeguati per la raccolta, l’elaborazione e la comunicazione dei dati ESG.

L’adozione di queste riforme, sia fiscali che regolatorie, conferma l’intento dell’Australia di posizionarsi come mercato trasparente, sostenibile e attrattivo per gli investitori internazionali. Allo stesso tempo, richiede alle imprese estere un’attenta pianificazione strategica. Per le aziende italiane, in particolare, diventa fondamentale affidarsi a consulenti fiscali esperti locali, monitorare l’evoluzione normativa e adottare un approccio proattivo nella gestione della compliance, soprattutto in un contesto di crescente attenzione alla responsabilità ambientale e alla governance aziendale.

In definitiva, le modifiche introdotte – e quelle in discussione – non devono essere percepite come un ostacolo, ma come un’opportunità per consolidare la propria presenza sul mercato australiano in modo più strutturato, trasparente e sostenibile.

(Contributo editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce and Industry in Australia inc.)

 

Ultima modifica: Giovedì 11 Settembre 2025