Venerdì 20 Marzo 2026
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Una delegazione del Ministero dell'Agricoltura e dell'Allevamento (MAPA) ha partecipato a tre eventi della FAO e alla Giornata Internazionale del Caffè, rafforzando il dialogo tecnico e istituzionale tra Brasile e Italia
Il Ministero dell'Agricoltura e dell'Allevamento (Mapa) ha partecipato, tra il 29 settembre e il 1° ottobre, a una serie di eventi presso la sede dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO) a Roma. La delegazione brasiliana era guidata dal Segretario al Commercio e alle Relazioni Internazionali, Luís Rua, e comprendeva l'addetto agricolo brasiliano presso la FAO, Fernanda Magalhães; il Direttore della Salute Animale, Marcelo Mota; il Coordinatore Generale dell'SDR, Bruno Leite; e il ricercatore Alexandre Morais do Amaral.
Durante la missione, il Brasile ha rafforzato il suo impegno per la sostenibilità, la sicurezza alimentare e il commercio internazionale di prodotti agricoli. L'agenda includeva la partecipazione a tre eventi chiave della FAO: il lancio delle nuove linee guida per la Livestock Environmental Performance Assessment Partnership (LEAP); il seminario "Celebrating Coffee: Sustainability, Culture and Development"; e la conferenza ministeriale di alto livello "FAO Global Conference on Sustainable Livestock Transformation".
In apertura della conferenza della FAO sull'allevamento sostenibile, il Segretario Luís Rua ha evidenziato le politiche brasiliane volte a ridurre la deforestazione e a ripristinare i pascoli degradati, con particolare attenzione ai sistemi di produzione integrati (coltivazione, allevamento e silvicoltura), che già coprono circa 17 milioni di ettari nel Paese. "Il modello brasiliano combina produttività e conservazione. È un sistema che produce, preserva e contribuisce alla sicurezza alimentare globale", ha affermato.
Rua ha inoltre difeso l'importanza delle metodologie scientifiche per misurare e migliorare la sostenibilità nella filiera zootecnica, sottolineando il ruolo di istituzioni come Embrapa (Impresa Brasiliana per la Ricerca Agricola) nella diffusione delle tecnologie agricole in diversi continenti. Il Brasile è uno dei Paesi con la maggiore partecipazione tecnica alle pubblicazioni di LEAP, un gruppo che riunisce esperti per definire parametri e buone pratiche per una produzione sostenibile.
IL CAFFÈ COME SIMBOLO CULTURALE E DI COOPERAZIONE TRA BRASILE E ITALIA
Si è parlato di caffè in due occasioni: in occasione della "Giornata Internazionale del Caffè", promossa dall'Ambasciata del Brasile a Roma e dal Consiglio Brasiliano degli Esportatori di Caffè (Cecafé), e all'evento della FAO dedicato alla sostenibilità e alla cultura del caffè. Il Brasile ha presentato i progressi nella coltivazione nazionale del caffè e ha rafforzato i legami storici con l'Italia. Attualmente, il Paese è tra i quattro maggiori acquirenti di caffè brasiliano e considera l'espresso un simbolo nazionale.
I dibattiti hanno evidenziato l'importanza del caffè come prodotto che coniuga tradizione, sostenibilità e innovazione. Il Segretario Luís Rua ha ricordato ai partecipanti che "quattro tazze di caffè su dieci consumate in Italia provengono dal Brasile" e che il rafforzamento di questa partnership è strategico per ampliare il riconoscimento dei caffè brasiliani di alta qualità e di origine controllata.
DIALOGO E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
Durante le pause degli eventi, la delegazione brasiliana ha tenuto incontri bilaterali con rappresentanti di paesi dell'Africa e dell'America Centrale, come Kenya, Guatemala e Burkina Faso, affrontando questioni relative al ripristino delle aree degradate, alle politiche sanitarie e alla cooperazione tecnica.
La missione ha rafforzato il ruolo del Brasile come attore globale nella promozione dell'agricoltura sostenibile e del dialogo multilaterale. "Abbiamo seguito le linee guida del Ministro Carlos Fávaro nella ricerca di opportunità che migliorino la vita dei nostri produttori e amplino l'accesso al cibo brasiliano in tutto il mondo", ha concluso Rua.
INFORMAZIONI SULLA FAO
Fondata nel 1945, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO) si propone di sradicare la fame e promuovere sistemi alimentari sostenibili. L'istituzione riunisce 194 paesi membri e si occupa dello sviluppo di politiche, progetti e linee guida tecniche incentrate sulla sicurezza alimentare, la nutrizione e la sostenibilità del settore agricolo.
Fonte: Governo Federal | Ministério da Agricultura e Pecuária
(Contenuto editoriale a cura della Câmara de Comércio Italiana de São Paulo - ITALCAM)
Il Brasile ha registrato, nel 2024, i migliori risultati per reddito, disuguaglianza e povertà nell'intera serie storica iniziata nel 1995, secondo una nota tecnica dell'Istituto per la Ricerca Economica Applicata (Ipea). Lo studio è stato pubblicato il 25 novembre sulla base dei dati raccolti dall'Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica (IBGE).
Nel corso di 30 anni, il reddito pro capite delle famiglie è cresciuto di circa il 70%, il coefficiente di Gini (un indice che misura la concentrazione del reddito) è diminuito di quasi il 18% e il tasso di povertà estrema è sceso dal 25% a meno del 5%.
I progressi sono stati irregolari, concentrati tra il 2003 e il 2014, e hanno ripreso con forza tra il 2021 e il 2024. Dopo un prolungato ciclo di crisi tra il 2014 e il 2021, caratterizzato da recessione, lenta ripresa e un forte impatto della pandemia, il reddito pro capite ha raggiunto il livello più basso in un decennio. Dal 2021 in poi la traiettoria è cambiata: per tre anni consecutivi il reddito medio è cresciuto di oltre il 25% in termini reali, il più grande incremento dai tempi del Piano Real, accompagnato da un calo significativo delle disuguaglianze.
“I risultati dimostrano che è possibile ridurre drasticamente la povertà e la disuguaglianza, ma che questi movimenti possono anche essere interrotti o addirittura invertiti da vari fattori. Ed è importante combinare diversi mezzi per raggiungere questi obiettivi nazionali fondamentali”, ha sottolineato Marcos Dantas Hecksher, autore dello studio insieme a Pedro Herculano Souza.
I ricercatori attribuiscono il recente miglioramento al rafforzamento del mercato del lavoro e all'espansione dei trasferimenti di reddito, entrambi responsabili di quasi la metà della riduzione della disuguaglianza e della diminuzione della povertà estrema tra il 2021 e il 2024. Programmi come Bolsa Família, Benefício de Prestação Continuada, Auxílio Brasil e Auxílio Emergencial si sono dimostrati più efficaci dopo il 2020.
Tuttavia, l'effetto dei trasferimenti ha perso slancio nel 2023 e nel 2024 con la fine del ciclo espansivo, mentre il mercato del lavoro ha mantenuto una forte influenza sugli indicatori sociali.
“Le disuguaglianze devono essere combattute attraverso tutte le politiche pubbliche. Ciò include non solo una migliore destinazione della spesa sociale ai più poveri, ma anche una più equa distribuzione delle imposte. È importante promuovere la produttività del lavoro dei più poveri e, allo stesso tempo, ridurre la quota di risorse pubbliche che deve essere destinata al pagamento degli interessi sul debito pubblico ai più ricchi”, afferma Hecksher.
Nel 2024, il Paese ha registrato i livelli di povertà più bassi della serie. Ciononostante, il 4,8% della popolazione viveva al di sotto della soglia di povertà estrema (3 dollari al giorno) e il 26,8% al di sotto della soglia di povertà (8,30 dollari al giorno). Secondo la ripartizione presentata nello studio, oltre il 60% della riduzione della povertà estrema tra il 2021 e il 2024 è derivato da una migliore distribuzione.
La nota tecnica evidenzia che i progressi osservati nel periodo post-pandemico tendono a perdere slancio con la fine dell'espansione delle politiche di assistenza sociale, rendendo il mercato del lavoro ancora più decisivo nei prossimi anni. Gli autori avvertono che le indagini sulle famiglie tendono a sottostimare redditi molto elevati e alcuni trasferimenti sociali, il che richiede cautela nell'interpretazione dei risultati.
Il documento conclude che il periodo recente segna un importante cambiamento strutturale: dopo anni di stagnazione o regressione, gli indicatori di reddito, disuguaglianza e povertà sono nuovamente migliorati simultaneamente e a un ritmo accelerato.
Fonte: Agência Brasil
(Contenuto editoriale a cura della Câmara de Comércio Italiana de São Paulo - ITALCAM)
Nel 2024, lo Stato di Santa Catarina si è consolidato come uno dei principali poli logistici del Brasile, trainato dall’importanza crescente del settore portuale. In questo periodo, l’attività portuale ha movimentato 63 milioni di tonnellate di merci, registrando una crescita del 6,6%.
Attualmente, Santa Catarina dispone di sei porti situati nelle città di Navegantes, Itajaí, Laguna, Imbituba, São Francisco do Sul e Itapoá, e sono previste altre due nuove strutture che amplieranno ulteriormente la capacità operativa dello Stato.
Di seguito, evidenziamo tre porti in fase di espansione e modernizzazione, che hanno ricevuto significativi investimenti pubblici e privati.
Il Porto di Navegantes è considerato un punto di riferimento in termini di efficienza logistica in Brasile. In 18 anni di attività ha accolto 10 mila scali e movimentato oltre 14 milioni di container. Il terminal impiega 1.300 professionisti diretti e ha già ricevuto investimenti superiori a 1 miliardo di real. Parte di tali risorse è stata destinata all’adeguamento del molo e all’implementazione della tecnologia sostenibile Shore Power, che fornirà energia elettrica alle navi attraccate, riducendo emissioni e costi ambientali.
Nel Porto di Imbituba sono stati investiti oltre 95 milioni di real per l'ampliamento, oltre a 15 milioni di real destinati al miglioramento delle condizioni di navigazione, e sono stati effettuati investimenti pubblici relativi a lavori di accesso e miglioramenti al terminal container.
Il Porto di Itapoá, uno dei più moderni del Brasile, continua a crescere in maniera esponenziale. Nel 2024 ha registrato un aumento del 12,6% nelle esportazioni e movimentato 1,2 milioni di container. Sono inoltre previsti ulteriori investimenti per 500 milioni di real e l’apertura di una nuova area di stoccaggio.
La crescita del commercio estero in Santa Catarina, unita ai continui investimenti nelle aree portuali, rafforza l’economia regionale, creando un ecosistema dinamico di micro e piccole imprese, offrendo diverse opportunità di business per gli imprenditori italiani. Oltre alla possibilità di investire in attività di esportazione e importazione, con maggiore sicurezza e costi più bassi, esiste un ampio potenziale in settori correlati, quali servizi logistici specializzati, trasporto merci, stoccaggio, manutenzione, ristorazione, ho.re.ca. e tecnologia.
Vi è inoltre una crescente domanda per lo sviluppo di nuovi servizi e iniziative imprenditoriali locali, sostenuta da un mercato in continua espansione e da una regione che investe in tecnologia, efficienza e innovazione nei settori portuale e logistico.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio e Industria Italiana di Santa Catarina)
Il prossimo capitolo della cooperazione economica globale è in procinto di prendere forma: secondo quanto dichiarato dal presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, il trattato di libero scambio tra Mercosul e Unione Europea è destinato ad essere firmato il 20 dicembre. L’annuncio, dato al termine di un intervento durante il vertice del G20 in Sudafrica, rappresenta una svolta significativa nei rapporti Nord-Sud e nella strategia commerciale globale del Brasile.
La portata dell’accordo è notevole: l’Unione Europea e il Mercosul insieme rappresentano circa 722 milioni di abitanti e un Pil congiunto dell’ordine dei 22 mila miliardi di dollari, secondo il presidente Lula. Un volume di questa dimensione suggerisce che non si tratterà semplicemente di un’intesa commerciale ordinaria, ma potenzialmente «il più grande accordo commerciale del mondo», così come lo ha definito lo stesso capo dello Stato brasiliano.
Le negoziazioni, che hanno richiesto circa 25 anni, sono ormai arrivate alla fase finale. Il testo definitivo sarà composto da due parti: un accordo economico-commerciale a entrata in vigore provvisoria e un accordo completo che presuppone una ratifica più ampia dai Parlamenti dei Paesi coinvolti. Da parte europea, il documento è stato presentato formalmente alla Commissione Europea, al Parlamento e agli Stati membri, anche se restano resistenze, in particolare da paesi come la Francia, che hanno sollevato dubbi sulle condizioni agricole e ambientali.
Dal punto di vista del Mercosul, l’approvazione parlamentare nazionale dovrà essere affrontata individualmente dai quattro Stati membri — Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay — nonostante l’entrata in vigore possa avvenire anche in via separata. È dunque evidente che, sebbene la firma sia imminente, la piena attuazione operativa dell’accordo sarà verosimilmente un percorso graduale.
Sul versante europeo, i sostenitori dell’intesa sottolineano come essa possa rappresentare una strategia per compensare perdite commerciali derivanti dalle tariffe imposte durante gli anni Trump e ridurre la dipendenza cinese, soprattutto nel settore dei minerali strategici, come il litio per batterie. Contemporaneamente, l’accesso ai mercati sud-americani viene visto come un’opportunità concreta per il settore europeo dell’automotive, delle macchine industriali e dei prodotti chimici. Al contempo, però, la Francia e altri Stati hanno evidenziato che l’accordo potrebbe favorire importazioni di commodity a basso costo da parte del Mercosul, in particolare carne bovina, mettendo in discussione gli standard europei di sicurezza alimentare e ambientale. Dal canto suo, il Brasile insiste nel sostenere che eventuali misure interne dell’UE di salvaguardia debbano rispettare lo spirito e le clausole dell’accordo.
Il calendario definito dal presidente Lula prevede la firma del patto durante la sede della Cumbre dei lídere del Mercosul, che dovrebbe tenersi a Foz do Iguaçu il 20 dicembre. Tuttavia, in ragione dell’assenza del presidente paraguaiano alla data proposta, la riunione ad alto livello è stata rimandata all’inizio di gennaio, lasciando aperti alcuni dettagli organizzativi.
In termini strategici, questo accordo ha il potenziale di ribaltare gli equilibri commerciali nel panorama internazionale. Per il Brasile e il Mercosul, l’intesa rappresenta una chiave per consolidare una visione economica più autonoma rispetto agli assi tradizionali, in particolare rispetto alla Cina, e per affermare la regione come polo di attrazione per investimenti esteri e tecnologia. Per l’Unione Europea, la partnership con il Mercosul costituisce un’anomalia virtuosa rispetto alle tradizionali alleanze commerciali: si tratta di un blocco in forte crescita demografica e dotato di risorse naturali strategiche, sia agricole sia minerarie, che possono alimentare la transizione verde europea.
Naturalmente, all’orizzonte si profilano sfide non irrilevanti. L’armonizzazione degli standard regolatori agroindustriali, ambientali e del lavoro tra le due sponde dell’Atlantico richiede meccanismi di governance sofisticati e un’attenta gestione delle resistenze interne. Il fatto che alcuni Paesi europei abbiano espresso riserve evidenzia come non basti la firma formale: sarà necessario un impegno politico e istituzionale robusto per trasformare l’intesa in benefici reali, misurabili e sostenibili.
In sintesi, la data del 20 dicembre potrebbe segnare l’avvio di una nuova epoca nelle relazioni economiche globali, sebbene solo il tempo ci dirà quando e come i vantaggi promessi si tradurranno in risultati concreti. L’accordo tra Mercosul e Unione Europea è un’occasione, forse senza precedenti, per ridisegnare le linee della cooperazione Sud-Sud e Sud-Nord; ma la sua efficacia dipenderà in gran parte dalla capacità di superare ostacoli reali e dall’impegno sul campo dei protagonisti.
Fonte: Agência Brasil
(Contenuto editoriale a cura della Camera Italo-Brasiliana di Commercio e Industria di Rio de Janeiro)
La COP 30 si è chiusa a Belém con un messaggio di ambizione concretizzata, seppur in un quadro geopolitico complesso e contraddittorio. Dopo 13 giorni di negoziati intensi, 195 paesi hanno approvato il così chiamato Pacote de Belém, un insieme di 29 decisioni che riflettono non solo gli obiettivi climatici tradizionali ma anche una nuova visione di multilateralismo come motore di implementazione concreta.
Sul piano politico, la COP30 ha rappresentato una vittoria simbolica per il Brasile, che ha guidato il dibattito su due fronti cruciali: una transizione giusta dai combustibili fossili e la protezione delle foreste tropicali. Nonostante non sia emerso un accordo stringente per abbandonare il petrolio e il carbone, il Brasile ha assunto l’iniziativa di elaborare due roadmap: una per una transizione energetica equa, l’altra per fermare e invertire il disboscamento.
Sul versante tecnico e istituzionale, il testo finale della COP rafforza l’Accordo di Parigi attraverso provvedimenti su emissioni, adattamento, tecnologia e finanziamenti. Tra le misure più significative: la triplicazione dei fondi per l’adattamento climatico, la creazione di un meccanismo di transizione giusta – il “Mecanismo de Belém” – e l’introduzione di indicatori volontari per valutare il progresso della resilienza globale. È stato lanciato anche il Programma di Implementazione della Tecnologia (TIP), destinato a sostenere le priorità tecnologiche dei paesi in via di sviluppo, e un nuovo Piano d’Azione per il genere e il clima, che riconosce il ruolo essenziale delle donne nelle politiche climatiche.
Uno dei momenti più memorabili della COP è arrivato con l’appello per un “mutirão globale” — una mobilitazione collettiva che invita tutti i paesi a cooperare su scala senza precedenti, con un’attenzione speciale alle soluzioni basate sulla natura, all’innovazione digitale, alle energie rinnovabili.
Dal punto di vista finanziario, la COP ha segnato un cambio di paradigma: si è cercato di riallineare il sistema multilaterale al bisogno di azione rapida e su larga scala, mobilitando nuovi strumenti finanzieri come il Fondo “Florestas Tropicais para Sempre”, pensato per premiare la conservazione comprovata delle foreste.
Il fatto che Belém, nel cuore dell’Amazzonia, abbia visto un afflusso di oltre mezzo milione di persone nei suoi spazi ufficiali (Blue Zone) e civili (Green Zone) è emblema del significato reale di questa COP: non solo diplomazia, ma partecipazione sociale ampia e diversificata. Questa partecipazione ha sancito la centralità della regione amazzonica nella nuova fase della politica climatica globale.
Tuttavia, non tutto è andato liscio. Le tensioni geopolitiche, in particolare tra paesi del Nord e del Sud globale, hanno segnato i momenti finali della conferenza. La mancanza di un consenso forte su un percorso obbligatorio per eliminare i combustibili fossili è stata motivo di critiche da parte di alcuni osservatori. Ma, nonostante questo, la COP30 è riuscita a mandare un segnale importante: il multilateralismo non è morto, ma deve evolvere in uno strumento di attuazione.
In chiusura, la COP 30 lascia dietro di sé un’eredità ambiziosa: un pacchetto di misure fortemente orientate all’azione, una mobilitazione globale che include governi, società civile, comunità amazzoniche. Il successo di Belém non sarà misurato solo dal testo solidificato, ma dalla capacità di trasformare queste decisioni in progetti reali nei prossimi anni.
Fonte: COP30
(Contenuto editoriale a cura della Camera Italo-Brasiliana di Commercio e Industria di Rio de Janeiro)
Il settore delle costruzioni e delle infrastrutture in Australia sta attraversando una fase di crescita senza precedenti, sostenuta da investimenti governativi record e dalla necessità di modernizzare le reti di trasporto e le infrastrutture urbane. Con un pipeline di progetti stimato in oltre 200 miliardi di dollari australiani nei prossimi anni, il paese offre opportunità significative per le imprese italiane specializzate in materiali, tecnologie e servizi di ingegneria.
Progetti infrastrutturali chiave
New South Wales
Lo stato del NSW ha lanciato il più ambizioso programma infrastrutturale della sua storia, con progetti emblematici quali:
Victoria
Melbourne e lo stato del Victoria stanno investendo massicciamente in:
Queensland
Il Queensland si concentra su progetti legati alle infrastrutture olimpiche e di trasporto:
Altri stati
Anche Western Australia, South Australia e ACT hanno lanciato significativi progetti di sviluppo di porti, collegamenti ferroviari minerari e infrastrutture urbane.
La presenza italiana: un'eccellenza riconosciuta
L'Italia vanta una presenza consolidata nel settore infrastrutturale australiano, con Webuild (ex Salini Impregilo) che si è affermata come uno dei principali contractor del paese. L'azienda italiana è coinvolta in diversi mega-progetti tra cui la Sydney Metro e altre opere strategiche, dimostrando l'eccellenza dell'ingegneria italiana a livello globale.
Questa presenza apre la strada a un ecosistema più ampio di fornitori e subfornitori italiani, creando un effetto moltiplicatore per l'intero sistema produttivo nazionale.
Opportunità per le imprese italiane
Materiali innovativi
Il mercato australiano è particolarmente ricettivo verso:
Tecnologie smart e digitalizzazione
Crescente domanda per:
Servizi di ingegneria specializzata
Opportunità nei settori di:
Energie rinnovabili nelle infrastrutture
L'Australia sta integrando sempre più fonti rinnovabili nei progetti infrastrutturali:
Come accedere al mercato: bandi e procedure
Sistema di procurement pubblico
L'Australia adotta un sistema di appalti pubblici trasparente e competitivo:
Requisiti per partecipare
Le imprese estere devono considerare:
Partnership strategiche
Particolarmente efficaci risultano:
Incentivi e supporto per partner esteri
Programmi governativi australiani
Export Market Development Grants (EMDG)
Programma gestito da Austrade che fornisce rimborsi fino al 50% delle spese di promozione export per PMI australiane e imprese estere con presenza locale.
Research & Development Tax Incentive (R&DTI)
Incentivo fiscale che offre crediti d'imposta per investimenti in ricerca e sviluppo.
Export Finance Australia (EFA)
Agenzia governativa per il credito all'export che fornisce finanziamenti, garanzie e assicurazioni.
Australian Infrastructure Financing Facility for the Pacific (AIFFP)
Fondo per il finanziamento di infrastrutture nel Pacifico e Timor-Leste.
Sfide
Aspetti da considerare
Fattori competitivi dell'offerta italiana
Tendenze future
Il settore infrastrutturale australiano si sta orientando verso:
L'Australia rappresenta un mercato strategico per le imprese italiane del settore costruzioni e infrastrutture. La combinazione di investimenti massicci, apertura internazionale, presenza consolidata di player italiani e apprezzamento per la qualità del Made in Italy crea un contesto favorevole per l'espansione.
Le PMI italiane, in particolare quelle specializzate in nicchie tecnologiche avanzate o in materiali innovativi, possono trovare spazi significativi come fornitori di eccellenza all'interno della supply chain dei grandi progetti.
La chiave del successo risiede in un approccio strutturato: partnership locali solide, adattamento agli standard australiani, investimento in presenza locale e capacità di offrire soluzioni innovative che rispondano alle priorità del paese in termini di sostenibilità, digitalizzazione e resilienza.
Link utili
Portali governativi australiani
(Contributo editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce and Industry in Australia inc.)
Il successo dell’edizione del 2024 del Salone Internazionale del Mobile di Bruxelles ha confermato la sua centralità nel settore dell’arredamento in Europa.
L’evento ha radunato circa 20.000 persone tra compratori e professionisti del settore, provenienti da diversi paesi Europei per scoprire le proposte di 228 aziende espositrici.
Il Salone è stato fondato nel 1937. Sebbene inizialmente rivolta solo al mercato belga, la fiera si è rapidamente internazionalizzata, fino ad attrarre operatori stranieri (belgi, ma anche) da Italia, Paesi Bassi, Francia, Regno Unito, Irlanda, Germania, Svizzera, Scandinavia.
Il successo (del Salone del mobile) dell’edizione 2024 è ancora più significativo se si considera il difficile contesto del mercato dell’arredamento, che ha affrontato un periodo di decrescita in tutta Europa. L’industria Belga nel 2023 ha registrato un fatturato di 2,1 miliardi di euro, mentre nel primo semestre 2024 ha visto un calo di fatturato del 7,8%.
Il Belgio grazie alla sua posizione strategica nel cuore dell’Europa e alle infrastrutture logistiche altamente sviluppate si conferma un nodo strategico di distribuzione e scambio tra i principali mercati nazionali dell’Unione Europea.
Con 66.000m2 di superficie espositiva, la fiera ha accolto le nuove collezioni di espositori belgi, olandesi, tedeschi, italiani. Particolarmente apprezzata da visitatori ed espositori è stata l’atmosfera calda e professionale, elemento distintivo che riflette l’identità belga: accogliente, concreta e orientata alle relazioni di lungo termine.
Fonti: https://www.salondumeuble.be/le-salon
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Belgo-Italiana)
Il porto di Anversa-Bruges, uno dei principali snodi marittimi europei, ha registrato nel primo semestre del 2025 un calo nel traffico di merci del -4,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il calo è dovuto soprattutto ad una riduzione dei traffici energetici del -17% e delle materie prime secche del -11%.
Nonostante ciò, il traffico container ha registrato una crescita del +3,6%, riuscendo così a limitare l’impatto economico negativo e a mantenere lo status di porto tra i più dinamici d’Europa.
Il flusso complessivo di merci ha raggiunto un volume di 135,5 milioni di tonnellate nel primo semestre dell’anno, di cui 7 milioni sono container.
Il traffico dei prodotti energetici, come combustibili e gas liquefatto è calato, mentre il settore chimico ha mostrato segni di vitalità con una crescita vicina al +9%. Anche materie secche, come carbone e minerali, hanno subito un rallentamento.
Al contrario, il traffico di veicoli e mezzi su ruote è leggermente aumentato, soprattutto grazie all’incremento della circolazione di auto usate e dei camion.
Nonostante la pressione esercitata dalla congestione dei terminal, il porto ha saputo ottimizzare i propri spazi e incrementare la capacità di gestione dei container. Il progetto ECA (Extra Container Capaciting Antwerp), volto all’ampliamento dei moli e all’efficienza delle operazioni, rappresenta una scelta strategica complessa adottata dal governo fiammingo nel 2019. Questo piano non si limita alla sola espansione fisica del molo, ma include la creazione di aree logistiche/industriali dedicate e l’impegno per l’accesso multimodale.
L'obiettivo è quello di trasportare container in grandi quantità in modo sostenibile, ad esempio con energia a terra per navi marittime. Questa riorganizzazione ha contribuito in modo cruciale a ridurre i tempi di sosta del container e a sostenere i ritmi della domanda europea.
Nella seconda metà del 2025 il porto Anversa-Bruges ha puntato a consolidare la crescita del traffico container e a ottimizzare ulteriormente le operazioni nei terminal.
Le infrastrutture recentemente ampliate e i progetti di digitalizzazione continueranno a sostenere la competitività del porto, garantendo efficienza per operatori e clienti e confermando il ruolo di pilastro logistico negli scambi commerciali internazionali.
Fonti: Sito ufficiale porto Anversa- Bruges
https://mow.vlaanderen.be/eca-nf-12/index.html
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Belgo-Italiana)
La capitale dello stato di Santa Catarina, Florianópolis, si è affermata come una delle destinazioni più ricercate dai visitatori stranieri in Brasile. Nel 2025, l’Aeroporto Internazionale di Florianópolis ha accolto 1 milione di passeggeri internazionali, trainato dall’ampliamento dell’offerta di voli e dall’inclusione di nuove rotte, con collegamenti rapidi verso il Nord America, i Caraibi e l’Europa. Questo volume di traffico aereo era stato raggiunto in precedenza solo negli aeroporti di Rio de Janeiro e San Paolo.
I risultati significativi sopra riportati sono legati all'elaborazione di una strategia di espansione delle rotte, agli investimenti in infrastrutture, alla fiducia delle compagnie aeree e alle partnership pubblico-private, come afferma Ricardo Jesse, direttore esecutivo della società Zurich Airport Brasil, che gestisce l'aeroporto.
Parallelamente, il Segretariato al Turismo di Santa Catarina ha anche investito in azioni volte a rafforzare l'immagine dello stato a livello internazionale, con l'obiettivo di consolidare la regione come il nuovo Hub Internazionale del Sud del Brasile. Tra le iniziative, spiccano l'espansione della rete aerea, le campagne stagionali e la promozione delle destinazioni regionali, integrando gli itinerari turistici dalla costa fino alla regione montagnosa di Santa Catarina.
Le proiezioni indicano che, entro la fine del 2025, l'Aeroporto Internazionale di Florianópolis dovrebbe raggiungere 1,2 milioni di passeggeri internazionali, confermando una tendenza costante di crescita.
Le bellezze naturali di Santa Catarina, che comprendono dalle spiagge all'agriturismo, rappresentano attrazioni turistiche rilevanti per il pubblico italiano.
Inoltre, la regione presenta un alto potenziale per future collaborazioni e parnership con imprenditori anche stranieri per investimenti sia nel settore aeroportuale, sia nei servizi di supporto e nei servizi turistici in generale.
Lo Stato di Santa Catarina ha registrato un forte ritmo di crescita delle attività economiche nel corso dell’anno e presenta un notevole potenziale di espansione in vari settori, con un potenziale per nuove opportunità di business.
Secondo i dati della Banca Centrale del Brasile, tra gennaio e agosto 2025 l’economia statale è cresciuta del 4,9%, quasi il doppio rispetto alla media nazionale.
Questi dati riflettono in particolare l’espansione dei settori dell’industria, del commercio e dei servizi nello Stato. L’industria ha registrato una crescita del 3,3%, mentre il commercio ha avuto un incremento significativo del 6%, trainato dalle vendite nei supermercati, farmacie e negozi in generale.
Il settore dei servizi, invece, è cresciuto del 4,2%, con particolare rilievo per i servizi rivolti alle famiglie, come bar, ristoranti e strutture alberghiere.
Un altro fattore rilevante che contribuisce alla performance economica di Santa Catarina è il fatto che lo Stato presenta il tasso di disoccupazione più basso in Brasile, attualmente pari al 2,2%. Ciò favorisce l’aumento dei consumi locali, l’acquisto di beni di maggior valore e la costituzione di nuove aziende.
Inoltre, il Governo dello Stato stimola gli investimenti privati attraverso partnership pubblico-private, promozione all’imprenditorialità e politiche di supporto allo sviluppo economico.
Alla luce di questo scenario, Santa Catarina si conferma come una delle destinazioni in Brasile più promettenti per gli investitori italiani, offrendo un’ampia gamma di opportunità nel settore industriale, commerciale e dei servizi. Si tratta infatti di uno degli Stati con l’economia più solida del Brasile e con un significativo potenziale di crescita ed espansione.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio e Industria Italiana di Santa Catarina)
Il mercato assicurativo ceco ha continuato a crescere dall'inizio dell'anno. Lo indica l'Associazione delle Compagnie Assicurative Ceca.
La raccolta dei premi è aumentata nei primi tre trimestri dell'anno di quasi l'otto percento superando i 171 miliardi di corone. Da gennaio a fine settembre è aumentato il numero dei contratti gestiti dalle compagnie assicurative di circa l'1,5% e cresce anche il valore medio del premio per contratto. Il settore vita ha registrato un incremento del 5,8 percento a 46 miliardi di corone e quello dei danni è cresciuto dell'8,5% a 125 miliardi di corone.
I dati del 2025 confermano la forte posizione di Generali Česká pojišťovna sul mercato ceco. La controllata ceca del gruppo Generali ha aumentato la sua raccolta a circa 35 miliardi di corone con una quota di mercato del 23,3%. La compagnia è la seconda realtà più grande in Repubblica Ceca.
Fonte: cap.cz
La maggior parte delle imprese ceche del settore privato prevede per il 2026 un aumento dei salari entro il cinque percento. Lo indica un'indagine della Camera di Commercio Ceca.
Il 55% delle aziende prevede un aumento dei salari dei propri dipendenti entro il 5%. Un ulteriore dieci percento delle aziende poi prevede un aumento tra il cinque e il dieci percento. Meno di un percento delle imprese poi vuole aumentare i salari di oltre un decimo. Tre aziende su dieci poi non pensano di aumentare le remunerazioni dei propri dipendenti e meno del tre percento invece prevede un calo.
Le previsioni sono secondo la Camera di Commercio Ceca in linea con lo stato finanziario delle aziende. “Un rialzo dei salari più alti potrebbe urtare le condizioni finanziarie delle imprese e creare un fattore per una crescita dell'inflazione” ha detto il presidente dell'associazione imprenditoriale Zdeněk Zajíček.
Fonte: komora.cz
La Repubblica Ceca dovrebbe crescere entro il 2027 più della media dell'Unione Europea. Lo indicano le stime della Commissione Europea.
Quest'anno l'economia ceca dovrebbe aumentare del 2,4% e nel 2026 dell'1,9%. Nel 2027 il tasso di crescita dovrebbe ritornare al 2,4% grazie a un maggiore contributo della domanda estera. La media della crescita nell'Unione Europea dovrebbe raggiungere l'1,4% nel 2025 e nel 2026 e salire all'1,5% nel 2027.
Per tutto il periodo di previsione sarà determinante per la crescita ceca l'aumento dei consumi domestici e della domanda interna. “Nel 2025 si attende che per la prima volta i consumi delle famiglie saliranno oltre i livelli del 2019” ha indicato la Commissione Europea, che prevede anche una ripresa degli investimenti. Il mercato del lavoro poi rimarrà sotto pressione con un tasso di disoccupazione previsto sotto il tre percento.
Fonte: economy-finance.ec.europa.eu
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca)