Sabato 7 Novembre 2026
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Bolton, tramite la sua business unit food, ha presentato ieri, 14 gennaio, il nuovissimo “Bolton food research & innovation center” di Singapore.
La struttura, concepita per generare un cambiamento positivo nello sviluppo sostenibile dell’ittico, è stata realizzata con il supporto della società governativa Enterprise Singapore (Esg).
Bolton food è parte dell’omonimo gruppo italiano: controllata e fondata dalla famiglia Nissim, la multinazionale milanese genera più di 3,5 miliardi di euro, grazie a ben 60 marchi e oltre.
Tonno al centro
Bolton food è specializzata soprattutto nella gestione della filiera del tonno. Qui opera attraverso l’americana Tri Marine, la maggiore fornitrice globale, acquisita a luglio del 2019.
Il colosso italiano sviluppa brand come Rio Mare, Saupiquet, Isabel, Cuca e Wild Planet, dedicando al settore alimentare 9mila persone, 9 stabilimenti produttivi e 11 navi da pesca.
Costituito come ente non profit e permanente, Bolton Food Research & Innovation Center è dedicato a promuovere un’innovazione fondata sulla scienza, a beneficio dell’intera industria ittica.
Il laboratorio collaborerà attivamente con università e istituti di ricerca di Singapore, con l’ambizione di generare un impatto duraturo su sfide mondiali, come la malnutrizione e la sicurezza dei cibi, l’ottimizzazione delle risorse e la conservazione degli ecosistemi marini.
Le attività di ricerca
Inizialmente, le attività si concentreranno su tre aree fondamentali: valorizzazione dell’ittico e massimizzazione dell’utilizzo delle risorse attraverso attività di ricerca avanzata, dirette a migliorare l’efficienza delle rese e a trasformare sottoprodotti e scarti della lavorazione in derivati ad alto valore aggiunto; relazione tra il consumo di pesce e la salute umana; riduzione della plastica, con lo sviluppo di soluzioni volte a ridurre l’impiego dei polimeri e a contribuire alla lotta contro l’inquinamento marino.
Singapore: una capitale dell'innovazione
Perché a Singapore? Il centro, spiega Luca Alemanno, Ceo di Bolton Food, è localizzato nella città-stato orientale grazie alla sua grande disponibilità di infrastrutture avanzate per la ricerca e sviluppo, al forte supporto istituzionale e all’accesso a un bacino di professionisti altamente qualificati.
«Il centro – continua Alemanno - è un luogo in cui scienza, conoscenza e visione convergono, sostenute da solide partnership scientifiche e istituzionali, per sviluppare soluzioni concrete e promuovere un cambiamento significativo nel settore.
«Potenziando la nostra capacità di comprendere, ottimizzare e fare progredire continuamente le modalità di produzione e consumo dell’ittico, puntiamo a migliorare ulteriormente l’intera catena del valore, tutelando la salute delle persone, gli ecosistemi marini e contribuendo a sistemi alimentari più forti».
(Contributo editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce in Singapore)
Le biomasse di risorse organiche naturali derivanti dalle industrie di produzione stanno diventando sempre più importanti. Un esempio è l’azienda bretone Extr’Apple, che trasforma i rifiuti derivanti dalla produzione di sidro in prodotti industriali, valorizzando gli scarti della propria produzione.
Fondata nel 2018 a Pleudihen-sur-Rance (Côtes d’Armor), la PMI Extr’Apple ambisce a reinventare l’utilizzo della mela, non più solo destinata alla produzione di sidro, ma anche a prodotti per la cosmetica, l’alimentazione e la nutraceutica.
La Bretagna sostiene lo sviluppo della biomassa con l’obiettivo di promuovere un’economia circolare che possa diventare modello non solo in Francia, ma in tutta l’Unione Europea.
Il presidente francese, Emmanuel Macron, insieme alla ministra dell’Agricoltura, Annie Genevard, si mostra favorevole alla revisione e al possibile ritiro della tassa europea sui fertilizzanti azotati, che, se confermata, avrà effetto retroattivo al 1° gennaio 2026. La tassa riguarda i fertilizzanti importati nell’Unione Europea e tassati dal 1° gennaio nell’ambito del Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (MACF).
La tassazione sui fertilizzanti azotati genera preoccupazione tra gli agricoltori europei, specie quelli francesi, come segnala il sindacato agricolo FNSEA. Secondo Laurent Lemarchand, direttore generale della cooperativa agricola normanna NatUp (1.800 dipendenti), la tassa comporterebbe un aumento del 5% del costo di produzione dei cereali, riducendo la competitività rispetto al grano proveniente da Russia, Argentina o Australia.
Gli agricoltori temono effetti negativi sulla produzione, già provata dalla congiuntura dei prezzi e dai costi di produzione elevati. La tassa sui fertilizzanti rischia infatti di far diminuire la produzione agricola in Francia e in Europa, aumentando nel contempo le importazioni di materie prime agricole.
La Francia, in seguito al rigetto della legge di bilancio, per garantire il finanziamento dei servizi pubblici, ha ritenuto necessario introdurre un prestito pari a 310 miliardi di euro, come riportato dall’Agence France Trésor (AFT), l’agenzia che gestisce il debito dello Stato.
Il prestito corrisponde alle emissioni nette di obbligazioni a medio e lungo termine, ossia con durata pari o superiore a un anno, al netto dei riacquisti anticipati di debito. La Francia aveva già richiesto un prestito di 285 miliardi di euro nel 2024, aumentato a 300 miliardi nel 2025, raggiungendo così il massimo storico di 310 miliardi nel 2026. Questo incremento è dovuto, oltre all’assenza di legge di bilancio, anche all’instabilità politica.
Con un debito pubblico che supera il 110 % del PIL, la Francia è nuovamente sotto osservazione della Commissione europea. Alla fine di giugno, Bruxelles ha avviato una procedura per deficit eccessivo nei confronti di otto Stati membri, inclusa la Francia, fissando come obiettivo il ritorno sotto la soglia del 3 % di deficit entro il 2027, percorso considerato ambizioso vista la situazione politica interna e l’andamento attuale dei tassi d’interesse.
Il tasso francese a 5 anni ha raggiunto il 2,84 %, un livello storico che lo colloca al di sopra di quello dell’Italia (2,79 %), segnalando la crescente preoccupazione degli investitori sulla sostenibilità del debito francese.
Il debito pubblico francese ha toccato un livello record di 3.345,8 miliardi di euro nel primo trimestre del 2025, pari al 114 % del PIL, in aumento rispetto al 110,6 % del trimestre precedente. Nel 2024, la spesa pubblica ha continuato a superare le entrate, attestandosi al 57 % del PIL, tra le più elevate della media europea e mai registrata al di fuori di periodi di crisi o turbolenze finanziarie.
In controtendenza rispetto alle principali economie, la Spagna riesce a ridurre significativamente il proprio indebitamento: il debito pubblico spagnolo è sceso al 101,8 % del PIL alla fine del 2024 e dovrebbe raggiungere il 100,6 % a fine 2025, grazie a una forte crescita economica che ha superato il 3 % nel 2024, ossia 4,5 volte la media dell’area euro.
Nell’ultimo anno l’inflazione francese ha subito un rallentamento. Dalla stima fatta dall’ Insee nello scorso dicembre, i prezzi di consumo risultano essere pari a 0,8%, in calo rispetto al 2024 (+1,3%), 2023 (3,7 %) e il 2022 (+ 5,9%). Tale abbassamento si registra grazie alla decrescita sia del prezzo di energia pari a -6,8 % che dei prodotti manufatturieri pari a -0,4%. Tuttavia, i prezzi dell’alimentazione sono in crescita del +1,7%, cosi come quelli dei servizi (+2,2%) e del tabacco (+4,4%).
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Francia di Marsiglia)
Secondo il presidente dell’Unione delle Industrie Tessili (UIT), Olivier Ducatillion, la decisione della Francia di vietare l’utilizzo e la vendita di tessuti contenenti sostanze inquinanti permanenti (PFAS) appare un vero “autosabotaggio”.
Il divieto dei “polluants éternels” in vestiti, scarpe, cosmetici e cere per sci è entrato in vigore il 1° gennaio 2026, secondo un decreto che prevede eccezioni e un periodo di smaltimento delle scorte esistenti di 12 mesi.
Il divieto segue la proposta dell’Unione Europea di limitare l’uso dei PFAS nei prodotti di consumo, con eccezioni per i beni essenziali. Mentre l’UE fatica a definire la legge a causa delle resistenze industriali, la Francia prevede che il divieto sarà esteso a tutti i tessili entro il 2030.
Nel frattempo, il Ministero della Transizione Ecologica ha fissato un limite massimo di concentrazione di PFAS oltre il quale si applicano le sanzioni, secondo il decreto pubblicato il 30 dicembre 2025 nel Journal officiel. Tra le sostanze inquinanti permanenti figurano, tra le altre, il TFA (acido trifluoroacetico), considerato dannoso per l’uomo e l’ambiente, il cui uso sarà monitorato nelle acque potabili a partire da gennaio 2026.
La Francia, insieme alla Germania, ha inoltre stabilito un valore sanitario indicativo di 60 microgrammi per litro per il TFA, oltre il quale si applica il divieto previsto dal decreto. Questa misura riflette la necessità di intervenire rapidamente a causa della diffusione di questi inquinanti nei nuovi prodotti chimici utilizzati nei sistemi di riscaldamento e climatizzazione, come sottolinea il professore norvegese Hans Peter Arp.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italiana per la Francia di Marsiglia)
La domanda di servizi sanitari nel Sud Est asiatico sta attraversando una trasformazione profonda. L’aumento della ricchezza, i cambiamenti demografici e il rapido progresso tecnologico stanno ridefinendo il modo in cui l’assistenza sanitaria viene erogata, finanziata e fruita in tutta la regione ASEAN. Con l’allungamento dell’aspettativa di vita e l’ingresso di fasce sempre più ampie della popolazione nella classe media, cresce rapidamente la necessità di soluzioni sanitarie più accessibili, di maggiore qualità e sempre più specializzate.
Sebbene questi cambiamenti offrano importanti opportunità per le imprese, il ritmo e la natura dell’evoluzione variano sensibilmente da mercato a mercato, tra Paesi come Indonesia, Malesia, Filippine, Singapore, Thailandia e Vietnam. In questo contesto in rapido sviluppo, una solida conoscenza dei mercati locali e una presenza diretta sul territorio stanno diventando fattori chiave per una crescita sostenibile del business.
Vite più lunghe e pressione strutturale sui sistemi sanitari
Uno dei principali fattori che stanno plasmando la domanda di assistenza sanitaria in ASEAN è il cambiamento demografico. La popolazione della regione, che supera i 685 milioni di persone, sta invecchiando rapidamente. La quota di individui di età pari o superiore a 60 anni è destinata a crescere dall’11,2 per cento nel 2020 al 22,2 per cento entro il 2050. Parallelamente, il rapporto di dipendenza degli anziani è previsto in forte calo, esercitando una pressione crescente sui sistemi sanitari e sui caregiver.
Questo cambiamento demografico sta alimentando la domanda non solo di infrastrutture sanitarie di base, ma anche di servizi per la gestione delle malattie croniche, assistenza agli anziani, salute mentale, soluzioni per la mobilità e trattamenti per patologie legate all’età, come la demenza. Mentre Paesi come Singapore e Malesia presentano una buona dotazione di medici, gran parte dell’ASEAN, inclusi Indonesia, Filippine, Thailandia e Vietnam, continua a soffrire di una significativa carenza di personale sanitario. Questa situazione sta accelerando l’adozione di modelli di erogazione alternativi e di soluzioni di sanità digitale.
I progressi in ambito tecnologico, nell’automazione e nell’intelligenza artificiale, tra cui il machine learning per la diagnostica, l’elaborazione del linguaggio naturale nella telemedicina e la robotica medica, stanno diventando parte integrante della risposta. Tuttavia, la tecnologia da sola non è sufficiente a colmare il divario di copertura sanitaria. Saranno fondamentali flussi di capitale sostenuti, supporto normativo e una maggiore partecipazione del settore privato, creando un contesto favorevole agli investimenti e all’espansione del business.
Aumento della ricchezza e cambiamento delle priorità sanitarie
Il secondo grande motore di crescita è l’aumento della ricchezza nel Sud Est asiatico. Il PIL pro capite a parità di potere d’acquisto è cresciuto in modo significativo negli ultimi anni e si prevede che continui ad aumentare, alimentando una maggiore spesa sanitaria sia pubblica che privata. I governi della regione stanno destinando quote sempre più rilevanti dei bilanci nazionali alla sanità, mentre i consumi sanitari privati sono in espansione grazie al maggiore potere d’acquisto delle famiglie.
La spesa sanitaria complessiva nell’ASEAN è cresciuta rapidamente, riflettendo non solo livelli di spesa più elevati, ma anche un’evoluzione dei bisogni di salute. Le malattie non trasmissibili e legate allo stile di vita, come diabete, malattie cardiovascolari, obesità e cancro, sono in aumento. Questo fenomeno sta spingendo la domanda di diagnostica avanzata, trattamenti di lungo periodo, cure specialistiche e soluzioni di prevenzione.
Principali opportunità per la crescita del business
Infrastrutture e servizi sanitari
I Paesi ASEAN stanno accelerando gli investimenti in ospedali, cliniche, strutture per la terza età e formazione del personale medico, oltre ad ampliare la produzione di dispositivi medici e i servizi sanitari. Il turismo medico rappresenta un ulteriore importante motore di crescita, con destinazioni come Malesia, Thailandia e Singapore che attraggono una domanda crescente da tutta l’Asia, inclusa la Cina. Il mercato del turismo medico è destinato a crescere in modo significativo nei prossimi anni.
Tecnologia sanità digitale e intelligenza artificiale
La pandemia di COVID 19 ha accelerato l’adozione della telemedicina e delle soluzioni di sanità digitale, soprattutto nelle aree caratterizzate da carenza di medici e barriere geografiche. Le applicazioni di telehealth sono in forte espansione nel Sud Est asiatico, migliorando l’accesso alle cure nelle aree rurali e meno servite. Il mercato della sanità digitale nell’ASEAN è previsto in forte crescita, sostenuto da una crescente accettazione da parte dei consumatori e dal supporto governativo.
L’intelligenza artificiale e i big data stanno trasformando l’erogazione dei servizi sanitari e l’innovazione. L’intelligenza artificiale sta migliorando la sorveglianza delle malattie, la diagnostica e la diagnosi precoce attraverso l’analisi dei dati provenienti da dispositivi indossabili e strumenti di imaging. Le aziende biopharma e medtech stanno inoltre sfruttando la medicina di precisione per sviluppare trattamenti sempre più personalizzati, in particolare in oncologia e nelle malattie rare.
L’intelligenza artificiale generativa è già applicata lungo tutta la filiera sanitaria, dai fornitori di servizi alle aziende farmaceutiche, dai payer alle imprese medtech. Le prime applicazioni includono l’automazione della documentazione clinica, la scoperta di nuovi farmaci e la pianificazione personalizzata dei trattamenti. Nonostante permangano dubbi legati alla complessità normativa, alla scalabilità e al ritorno sull’investimento, le evidenze di benefici concreti sono in aumento. In ambito di scoperta dei farmaci, la ricerca e sviluppo guidata dall’intelligenza artificiale ha dimostrato di poter ridurre tempi e costi dal 25 al 50 per cento, accelerando processi che tradizionalmente richiedevano anni e investimenti molto elevati. Anche la diagnostica basata su intelligenza artificiale sta migliorando l’individuazione precoce delle patologie e il processo decisionale clinico, consentendo interventi tempestivi e risultati migliori.
Con la maturazione e la diffusione di queste tecnologie, organizzazioni sanitarie e investitori stanno riconoscendo sempre più chiaramente che il ritorno sull’investimento diventa evidente e misurabile.
Investimenti finanziari e nuovi modelli di business
Nonostante la rapida crescita, la spesa sanitaria in percentuale del PIL e la penetrazione assicurativa nel Sud Est asiatico restano inferiori rispetto ad altre regioni del mondo. Questo divario offre ampie opportunità per il private equity, il venture capital, le assicurazioni sanitarie e lo sviluppo di soluzioni innovative di finanziamento e pagamento. Il settore privato è ben posizionato per svolgere un ruolo determinante nella definizione del futuro ecosistema sanitario regionale.
Benessere e prevenzione
I consumatori del Sud Est asiatico stanno adottando un approccio sempre più proattivo alla salute e al benessere. La domanda di vitamine, integratori alimentari e prodotti per la prevenzione è in forte crescita, creando opportunità sia per i brand globali interessati all’espansione internazionale sia per i produttori locali che sviluppano offerte mirate.
Una regione pronta alla trasformazione
L’Asia sta consolidando il proprio ruolo di motore globale della crescita nel settore sanitario. Pur ospitando circa il 60 per cento della popolazione mondiale, la regione rappresenta poco più di un quinto della spesa sanitaria globale, evidenziando un enorme potenziale ancora inespresso. Il Sud Est asiatico, in particolare, si colloca all’intersezione tra pressione demografica, aumento della ricchezza, rapido progresso tecnologico e crescita degli investimenti.
Con un’assistenza sanitaria sempre più integrata, digitale e personalizzata, emergeranno nuovi percorsi di sviluppo nei servizi sanitari, nel farmaceutico, nel biotech, nel medtech e nella sanità digitale. Questi percorsi varieranno da Paese a Paese, in base alle esigenze locali e alle lacune strutturali, ma convergono tutti verso una conclusione chiara. La sanità ASEAN è pronta per il futuro e le opportunità di crescita del business non sono mai state così ampie.
(Contributo editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce in Singapore)
La Serbia a dicembre dell’anno scorso ha ufficialmente aderito al programma EU4Health, il più grande programma dell’UE in ambito sanitario in seguito alla firma dell'accordo tra la Repubblica di Serbia e l'Unione Europea. L’accordo è entrato in vigore il 1° gennaio 2026, rendendo la Serbia, in quanto paese candidato all’adesione, un partecipante a pieno titolo del programma con il diritto di partecipare alle stesse condizioni degli Stati membri dell'UE e degli altri partner associati.
Con l’adesione al programma EU4Health, la Serbia avrà accesso ai fondi europei destinati al rafforzamento dei sistemi sanitari, al miglioramento della qualità dell’assistenza sanitaria e a una migliore preparazione per le future crisi sanitarie. Le istituzioni sanitarie serbe pubbliche e private adesso possono candidarsi per ottenere finanziamenti tramite bandi aperti, sovvenzioni dirette e progetti europei congiunti.
Il programma EU4Health comprende una vasta gamma di priorità, tra cui il miglioramento della diagnostica, della terapia e cura dei pazienti affetti da malattie cardiovascolari e patologie oncologiche, il rafforzamento della salute mentale, in particolare dei giovani, lo sviluppo dello Spazio europeo dei dati sanitari, la garanzia della disponibilità di medicinali essenziali e la costituzione di riserve strategiche, nonché il potenziamento della risposta alle minacce sanitarie esterne.
A partire dal 1° gennaio 2026, hanno diritto di partecipare al programma le istituzioni pubbliche, come il Ministero della Salute, gli istituti e gli enti di sanità pubblica, i centri clinici, gli ospedali, i centri sanitari e il Fondo Nazionale di Assicurazione Sanitaria, ma anche le università, le facoltà di medicina, gli istituti di ricerca scientifica, le organizzazioni sanitarie non governative e le associazioni dei pazienti. In base al bando, possono partecipare anche le strutture sanitarie private, nonché le aziende IT e biotecnologiche, in particolare nel campo della sanità digitale.
Gli esempi dei progetti che vengono finanziati tramite EU4Health includono la modernizzazione degli ospedali e delle attrezzature mediche, lo sviluppo delle cartelle cliniche elettroniche e dei servizi sanitari digitali, i programmi di prevenzione e di sanità pubblica, il miglioramento della preparazione alle pandemie e alle situazioni di emergenza, nonché progetti mirati alla disponibilità di farmaci innovativi e dispositivi medici.
L'adesione al programma EU4Health rappresenta un grande passo per la Serbia nel rafforzamento del sistema sanitario e nell'ulteriore integrazione nello spazio europeo sanitario e di ricerca.
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio Italo-Serba)
Nel 2025 la corona ceca ha registrato un significativo rafforzamento nei confronti dell’euro e del dollaro.
La variazione più marcata ha riguardato il dollaro statunitense, rispetto al quale la corona ceca si è rafforzata di circa il 14%. Alla fine del 2024 il tasso di cambio era pari a 24,24 corone per dollaro, mentre al 31 dicembre 2025 era sceso a 20,63 corone per dollaro. Un rafforzamento di circa il 4% è stato registrato anche nei confronti dell’euro: il cambio è passato da 25,19 corone per euro al 31 dicembre 2024 a 24,25 corone per euro al 31 dicembre 2025.
Fonte: www.cnb.cz
Nel 2025 il nucleare ha superato il carbone nella produzione di energia elettrica. Lo indica un report del portale Oenergetice.cz.
La produzione di energia elettrica ha registrato nel 2025 un lieve aumento, raggiungendo i 71,6 terawattora (TWh). La principale fonte di produzione sono state le centrali nucleari, con oltre 30 TWh, mentre la produzione delle centrali a carbone è rimasta stabile a circa 24 TWh. Dal 2022, la produzione da carbone ha registrato un calo complessivo di circa un terzo.
La terza fonte di produzione è stata l’energia fotovoltaica, con quasi 5 TWh. Nel complesso, le fonti rinnovabili hanno rappresentato il 17% della produzione totale di energia elettrica.
Dopo due anni, sono tornati a crescere anche i consumi di energia elettrica, che hanno superato i 59 TWh. La Repubblica Ceca rimane quindi un Paese esportatore di energia elettrica. Questa situazione potrebbe tuttavia cambiare nei prossimi anni con la progressiva dismissione delle centrali a carbone.
Fonte: oenergetice.cz
Il Comitato Olimpico Ceco aprirà una Casa Ceca a Milano in occasione dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026.
La Casa Ceca aprirà al pubblico il 6 febbraio, giorno di inizio dei Giochi, e chiuderà il 22 febbraio, con la loro conclusione. La struttura offrirà in particolare la trasmissione in diretta delle competizioni sportive, oltre a un servizio di ristorazione ispirato alla cucina italiana e ceca. La sede sarà a Milano, in via Serio 14.
Fonte: www.olympijskytym.cz
L’industria della Repubblica Ceca ha registrato verso la fine dell’anno un significativo aumento della produzione. Lo indicano i dati dell’ Ufficio di Statistica Ceco.
A trainare l’industria è stato il settore dei trasporti, in particolare l’automotive, comparto strategico per l’economia ceca, che ha registrato una crescita di quasi il 9%. Grazie a questo risultato positivo, il settore automobilistico ha quasi recuperato le perdite accumulate nei mesi precedenti.
Fonte: csu.gov.cz
Lo scorso anno sul mercato ceco sono entrati complessivamente 40 marchi esteri. L’Italia si è classificata al secondo posto per numero di nuovi brand.
La maggior parte dei marchi proveniva dalla Germania, che si è confermata al primo posto. L’Italia ha preceduto altri Paesi europei, confermando il suo ruolo di attore rilevante nell’espansione internazionale sul mercato ceco.
Fonte: cushmanwakefield.com
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca)
Le imprese ceche di tipo non finanziario continuano a registrare un tasso di redditività lorda tra i più alti dell’Unione Europea. Lo indicano i dati di Eurostat. Lo scorso anno il tasso di redditività lorda delle imprese ceche non attive nel settore finanziario ha raggiunto il 44,4%. Il dato è stato tra i più alti nell’UE e di ben quattro punti percentuali superiore alla media dell’Unione. Rispetto al 2023, tuttavia, ha registrato un calo di due punti percentuali. Un livello di redditività lorda intorno al 44% è stato registrato anche in molti anni precedenti.
Il dato riflette la composizione dell’economia. La redditività lorda è più elevata nei settori che richiedono un alto investimento in capitale fisico, come ad esempio l’industria manifatturiera.
Fonte e fonte fotografia: ec.europa.eu
(Contributo editoriale a cura della Camera di Commercio e dell'Industria Italo-Ceca)
Nel 2025 l’economia digitale dell’ASEAN raggiungerà un punto di svolta storico: supererà la soglia dei 300 miliardi di dollari in valore, segnando il completamento di un decennio di espansione e l’avvio di una nuova fase caratterizzata da
sofisticazione tecnologica, modelli di business sostenibili e un’integrazione profonda tra online e offline.
Ma questa non è soltanto una crescita quantitativa. È soprattutto una crescita qualitativa: piattaforme più efficienti, intelligenza artificiale, sistemi di pagamento interoperabili, consumatori sempre più digital-first e una diversificazione che va oltre l’e-commerce, toccando logistica, servizi finanziari, social commerce, retail media e trasporti.
Con più di 680 milioni di abitanti e un’economia collettiva che rappresenta la quinta al mondo, il Sud-Est asiatico è oggi una delle regioni più dinamiche del pianeta. Ha superato pandemia, rialzi dei tassi, pressioni inflazionistiche e cicli di investimento volatili, mostrando una resilienza che lo rende un laboratorio globale per il futuro del commercio digitale.
1. Un decennio di trasformazione: numeri e dinamiche che spiegano il boom
Negli ultimi dieci anni, il Sud-Est asiatico ha vissuto un’accelerazione digitale senza precedenti. I dati parlano chiaro:
Questi numeri fotografano un cambiamento strutturale. Il digitale non è più un’opzione: è l’infrastruttura su cui vivono, comprano e lavorano centinaia di milioni di persone. E soprattutto, è un settore che ha ormai superato la fase di
sperimentazione e incentivo alla crescita, entrando in una maturità che punta a efficienza, monetizzazione e valore di lungo periodo.
Economie di scala e consolidamento
Le piattaforme dominant, tra cui Shopee, Lazada, Tokopedia e più recentemente TikTok Shop, hanno raggiunto volumi che permettono:
Dopo anni in cui la priorità era la conquista degli utenti, oggi la parola d’ordine è disciplina: ottimizzare costi, migliorare le unit economics, consolidare i verticali strategici.
2. Il boom dei live streaming: 25% del GMV totale
Il video commerce è diventato un pilastro dell’e-commerce regionale. Le vendite inlive streaming, spinte da creator economy e integrazioni social-to-checkout, stanno trasformando completamente il percorso d’acquisto:
Paesi come Vietnam, Indonesia e Thailandia stanno guidando questa rivoluzione, rendendo il Sud-Est asiatico uno dei mercati leader globali nel social commerce.
3. Food delivery e trasporti: dalla crescita alla profittabilità
Due settori che nel 2020-2021 sono cresciuti grazie alla pandemia, oggi hanno raggiunto un nuovo equilibrio basato su efficienza operativa.
Food delivery
La maggior parte delle piattaforme è oggi redditizia o vicina alla profittabilità grazie a:
Trasporti
Qui la crescita è sostenuta da offerte differenziate (moto, auto, servizi premium), abbonamenti e advertising dinamico.
L’effetto combinato dello sviluppo logistico e dell’aumento della popolazione urbana rende questi servizi ormai parti integranti dell’economia quotidiana.
4. Viaggi online e media digitali: una ripresa robusta
Dopo anni di restrizioni, il settore dei viaggi vive una forte ripresa:
A dare slancio sono soprattutto le politiche di esenzione dal visto in Thailandia,
Malesia e Indonesia, che hanno incrementato gli arrivi da Cina e India.
Media online: un mercato da 34 miliardi di dollari
A trainare la crescita sono:
5. Servizi finanziari digitali (DFS): il nuovo backbone del commercio online
Il digitale finanziario non è più un verticale a sé: è un’infrastruttura che sostiene l’intero ecosistema e-commerce.
Oggi include:
Dieci Paesi della regione utilizzano sistemi QR unificati, e otto hanno interoperabilità cross-border. Ciò significa:
I DFS rappresentano il 50% ca. del valore dei finanziamenti privati, segno di una fortissima scommessa degli investitori.
6. Il panorama dei finanziamenti
I finanziamenti privati nella regione crescono del +15% YoY raggiungendo gli 8 miliardi di dollari.
Tendenze chiave:
Tre fattori spiegano questa maturazione:
La crescente attenzione verso software, AI e deep tech mostra che gli investitori puntano su innovazione ad alto valore aggiunto.
7. L’ASEAN come nuovo hotspot globale dell’IA
Il Sud-Est asiatico è una delle regioni più AI-enthusiast al mondo.
Crescita delle infrastrutture
Ecosistema startup AI
L’AI svolgerà un ruolo cruciale nello sviluppo dell’e-commerce nei prossimi cinque anni, soprattutto in:
8. Singapore: modello regionale per governance digitale e AI
Singapore si conferma hub tecnologico e regolatorio della regione.
Con 1,31 miliardi di dollari in finanziamenti privati AI, è oggi il principale polo per
startup e investitori internazionali.
La sua governance, più avanzata rispetto ai vicini ASEAN, fa da modello su:
Conclusione: verso un’economia digitale più intelligente, integrata e AI-driven
Il Sud-Est asiatico sta vivendo un’accelerazione che non ha precedenti nel panorama globale. L’economia digitale regionale del 2025 è al tempo stesso matura e in evoluzione, resiliente e innovativa, locale e globalmente integrata.
L’e-commerce rimane il settore trainante, ma è ormai parte di un ecosistema molto più ampio, fatto di intelligenza artificiale, logistica avanzata, pagamenti interoperabili, creator economy, retail ibrido e servizi finanziari digitali.
La prossima fase non sarà definita solo dal volume ma dalla qualità della crescita.
(Contributo editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce in Singapore)
Singapore si conferma come uno degli hub fintech più dinamici e innovativi a livello globale. Negli ultimi anni, il Paese ha consolidato la propria posizione grazie a un ecosistema regolamentato e favorevole all’innovazione, capace di attrarre startup, investimenti e grandi istituzioni finanziarie. Il Singapore FinTech Festival (SFF 2025), svoltosi dal 12 al 14 novembre, ha rappresentato una vetrina per presentare i progressi tecnologici, le collaborazioni internazionali e le strategie future del settore. Il ruolo della Monetary Authority of Singapore (MAS) è stato centrale nella costruzione di questo ecosistema, bilanciando regolamentazione rigorosa e spazi di sperimentazione. Questo approccio ha permesso al Paese di sviluppare infrastrutture fintech solide e attrattive, mantenendo alta la fiducia degli investitori e dei consumatori.
L’ecosistema fintech di Singapore
Oggi Singapore ospita oltre 1.800 aziende fintech operanti in diversi ambiti, dai pagamenti digitali alla gestione patrimoniale, dall’insurtech all’IA applicata alla finanza. La presenza di otto unicorni, di cui tre nati localmente, e di altre 30 aziende con raccolte
superiori ai 100 milioni di dollari USA, testimonia il consolidamento dell’ecosistema.
La MAS ha promosso la creazione di oltre 50 centri di innovazione e più di 30 centri di competenza sull’IA, favorendo la sperimentazione con nuove tecnologie e modelli di business. Queste iniziative supportano non solo il mercato domestico, ma anche le
operazioni globali delle istituzioni finanziarie.
I principali segmenti fintech di Singapore includono:
L’adozione dell’IA nel settore finanziario è uno dei driver principali di innovazione a Singapore. La MAS ha lanciato iniziative come BuildFin.ai, una piattaforma che riunisce fornitori di tecnologia e istituti di ricerca per sviluppare soluzioni condivise su problemi complessi, e PathFin.ai, focalizzata sulla condivisione di esperienze di adozione dell’IA e casi di successo.
Casi d’uso principali:
PathFin.ai conta già oltre 100 partecipanti, dimostrando il forte interesse del settore per strumenti avanzati di intelligenza artificiale applicati a finanza e gestione del rischio.
Linee guida per la gestione dei rischi dell’IA
Per garantire una crescita sostenibile dell’ecosistema IA-fintech, la MAS ha proposto linee guida sulla gestione dei rischi dell’IA, pubblicate per consultazione il 14 novembre 2025. Le indicazioni principali riguardano:
Queste linee guida mirano a garantire che lo sviluppo di soluzioni AI nel settore finanziario sia sicuro, responsabile e conforme alle migliori pratiche internazionali.
Tokenizzazione e asset digitali
La tokenizzazione rappresenta il prossimo passo per il fintech di Singapore. La tecnologia permette regolamenti più rapidi, meno intermediari, transazioni automatizzate e maggiore efficienza dei mercati.
Per scalare i token garantiti da asset, sono necessari tre elementi fondamentali:
La MAS collabora con regolatori globali e istituzioni finanziarie per sviluppare standard, interoperabilità e asset regolatori, mentre finalizza il proprio regime regolamentare per le stablecoin.
Progetti chiave
Pagamenti transfrontalieri e QR interoperability
Singapore promuove soluzioni innovative per pagamenti internazionali in tempo reale:
Queste iniziative permettono pagamenti istantanei tra mercati, migliorando efficienza, sicurezza e esperienza utente.
Partnership bilaterali e cooperazione internazionale
Singapore rafforza la propria leadership tramite collaborazioni globali:
Tali partnership rafforzano l’integrazione globale e permettono a Singapore di mantenere un vantaggio competitivo nel fintech internazionale.
GFTN e iniziative di ricerca
Il Global Finance and Technology Network (GFTN), fondato dalla MAS nel 2024, supporta la resilienza e l’innovazione dei sistemi finanziari.
Iniziative principali SFF 2025
Il GFTN collega policymaker, istituzioni finanziarie e fornitori di tecnologia per sviluppare ecosistemi resilienti e inclusivi.
Innovazioni nelle reti di pagamento
Le reti di pagamento globali integrano stablecoin e agentic commerce:
Queste iniziative puntano a ridurre la frizione nelle transazioni globali e ad aumentare la sicurezza e l’efficienza dei pagamenti.
Crescita e sfide del settore fintech
Secondo Sopnendu Mohanty (GFTN), Singapore si trova a un bivio:
Singapore resta comunque resiliente grazie a regolamentazione rigorosa, accesso al capitale e bacino di talenti altamente qualificati.
Panoramica sugli investimenti H1 2025
Il settore fintech di Singapore ha registrato quasi 1,04 miliardi di dollari USA in 90 accordi nella prima metà del 2025, segnando la maggiore raccolta dal 2023.
Settori principali:
A livello globale, gli investimenti fintech hanno raggiunto 44,7 miliardi USD su 2.216 accordi, mostrando un calo rispetto al secondo semestre 2024 ($54,2 miliardi USD).
Criptovalute e asset digitali
Il settore asset digitali rimane resiliente:
AI fintech e RegTech
Il fintech alimentato dall’IA continua a crescere:
Queste tendenze riflettono la spinta verso servizi finanziari personalizzati e digital-first, dove IA e tecnologia giocano un ruolo centrale.
Conclusioni e prospettive
Singapore mantiene la sua posizione di hub fintech globale grazie a:
Sfide future
Opportunità:
Nonostante le sfide, Singapore rimane un punto di riferimento per innovazione, resilienza e crescita sostenibile nel settore fintech, pronta a sfruttare le nuove frontiere tecnologiche e a consolidare la propria leadership regionale e globale.
(Contributo editoriale a cura della Italian Chamber of Commerce in Singapore)
La Thailandia ha approvato proposte per costruire nuovi data center e servizi di hosting dati per un valore di 96,9 miliardi di baht (circa 3,1 miliardi di dollari), segnando un passo significativo verso il rafforzamento del paese come hub tecnologico regionale in Asia sud-orientale.
La decisione è stata presa dal Board of Investment (BOI) thailandese e include sette progetti principali, tra cui tre centri dati di True Internet Data Center e due strutture di GSA Data Center, oltre a progetti di Stellar DC e Freyr Technology.
Questi investimenti fanno parte di un impegno più ampio per accelerare la trasformazione digitale del paese, creare posti di lavoro qualificati nel settore tecnologico e supportare la crescita di industrie emergenti come e-commerce, fintech e intelligenza artificiale.
Con l’approvazione di questi progetti, la Thailandia punta a consolidare la sua posizione come hub digitale chiave per l’innovazione e l’infrastruttura tecnologica nella regione ASEAN.
Il primo ministro Anutin Charnvirakul ha sottolineato il forte potenziale della Thailandia nei settori alimentare e farmaceutico, affermando che il paese è pronto a posizionarsi come centro globale per la sicurezza alimentare e farmaceutica.
Durante il GPO Pharmaceutical Summit 2026, evento che celebra il 60º anniversario dell’Organizzazione Farmaceutica Governativa (GPO), Anutin ha evidenziato l’importanza della sicurezza del farmaco e dell’accesso alle medicine di qualità per la salute pubblica e la resilienza nazionale, citando l’esperienza della pandemia di COVID-19 come esempio della necessità di una forte capacità interna di produzione e distribuzione di medicinali.
Secondo il primo ministro, la Thailandia ha le condizioni per sviluppare le sue industrie alimentari e farmaceutiche, valorizzando sia la produzione locale sia l’innovazione per competere nei mercati internazionali.
Questa visione mira non solo a rafforzare l’economia nazionale ma anche a rispondere alle future sfide globali nella salute e nella nutrizione, promuovendo prodotti thailandesi di alta qualità nel mondo.
La Thailandia sta accelerando i suoi piani per sviluppare un’industria dei semiconduttori più avanzata, ma gli esperti avvertono che serve urgentemente una forza lavoro qualificata, in particolare ingegneri specializzati, per raggiungere questi ambiziosi obiettivi.
Sotto una roadmap di 25 anni per costruire una filiera nazionale dei chip e attrarre investimenti per oltre 2,5 trilioni di baht, il governo mira a formare più di 200.000 professionisti altamente qualificati, con un’enfasi particolare su ingegneri in discipline tecniche e tecnologia dei semiconduttori.
Secondo gli analisti, sebbene la Thailandia abbia già punti di forza nella produzione di circuiti stampati (PCB) e nell’assemblaggio di componenti elettronici, la mancanza di personale esperto nelle fasi più complesse della produzione dei chip — come la progettazione, la fabbricazione avanzata e la ricerca — rappresenta un ostacolo critico alla competitività regionale.
Per colmare il gap, sono in corso iniziative di collaborazione tra governo, università e imprese per ampliare programmi di formazione e attirare talenti esteri. L’obiettivo è costruire un ecosistema sostenibile di specialisti che possa sostenere la crescita del settore e la transizione della Thailandia da base di assemblaggio a hub di tecnologia dei semiconduttori ad alto valore aggiunto.
Il governo thailandese sta valutando l’idea di portare un parco a tema Disneyland nel paese, come possibile nuova attrazione per rilanciare il turismo e attrarre investimenti esteri. La proposta fa parte di una visione più ampia per potenziare l’Eastern Economic Corridor (EEC), una zona strategica per lo sviluppo economico, collegata anche a progetti infrastrutturali come la linea ferroviaria ad alta velocità che collegherà i principali aeroporti della Thailandia (Don Mueang, Suvarnabhumi e U-Tapao). Un parco Disneyland potrebbe diventare una forte calamita turistica, contribuendo ad aumentare il traffico di visitatori e a sostenere l’economia locale. Tuttavia, la proposta è ancora in fase di studio e non è stata presa una decisione definitiva.
(Contributo editoriale a cura della Thai-Italian Chamber of Commerce)